Fine Vita: da Lecco 1.201 firme per la Legge regionale 'Liberi subito'

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Sono state depositate ieri mattina in Consiglio Regionale a Milano le oltre 17.000 firme (più del triplo del necessario) raccolte in Lombardia a sostegno di "Liberi Subito", la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul suicidio assistito promossa dall'Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.
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Nella nostra provincia la Cellula Coscioni Lecco ha raccolto 1.201 firme in meno di due mesi, grazie a 19 tavoli organizzati quest'estate sul territorio.
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I dati raccolti e anonimizzati restituiscono la fotografia di un territorio attivo e trasversale per età: il Comune di Lecco ha registrato 344 firme, seguito da Merate (99), Casatenovo (64), Osnago (43) e Verderio (39); per rapporto tra firme e abitanti, spiccano Ello (1,26%) ed Erve (1,24%), davanti alla stessa Osnago (0,89%); per età dei firmatari, il maggior numero di firme arriva dalla fascia 61-70 anni (280), seguita da 51-60 anni (252), ma va segnalato con forza che gli under 30 (186 firme) rappresentano la terza coorte per numero di firmatari, a conferma di un tema sentito anche dalle generazioni più giovani.firmefinevita1.png (54 KB)Nel confronto tra le province lombarde per indice di rappresentazione (il peso dei firmatari di un territorio rispetto al peso della sua popolazione sul totale regionale), Lecco si colloca al secondo posto, con un indice di 212, il che significa che il contributo di firme della provincia lecchese è più del doppio rispetto alla consistenza della sua popolazione.
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La proposta, depositata nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti già stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l'organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all'aiuto medico alla morte volontaria.firmefinevita4.png (286 KB)In Lombardia erano già state raccolte e depositate 8.181 firme nel gennaio 2024, ma la proposta era stata bloccata in Aula nel novembre dello stesso anno con l'approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità. La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale sull'analoga legge toscana ha successivamente chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire sul piano organizzativo per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta, aprendo la strada alla nuova raccolta firme avviata nel 2026.
Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore della legge “Liberi Subito” in Lombardia, hanno commentato: “Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’ Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici operatori sanitari. Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che aveva portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi”.
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