Valmadrera: stop alla coltivazione di fave e prescrizioni per la vendita, a tutela di un bimbo
Una comunità intera a protezione di un suo piccolo componente. Compiendo un gesto semplice. Quasi ridicolo. E' chiesto infatti di rinunciare alle fave. O quantomeno di trattarle seguendo delle prescrizioni.
Il Comune di Valmadrera ha emesso un'ordinanza (la numero 13/2026) che prevede apposite misure per tutelare un minorenne affetto da favismo, una malattia ereditaria che può provocare la distruzione dei globuli rossi quando l’organismo entra in contatto con specifici alimenti, tra cui, appunto, le fave.
Tra le misure previste dall'ordinanza vi è il divieto assoluto di coltivazione di tale pianta leguminosa per un raggio di rispetto prudenziale di 300 metri dal perimetro dell’abitazione del bambino e del plesso scolastico dallo stesso frequentato (secondo le planimetrie visionabili QUI e QUI) nonché l’obbligo per i punti vendita di generi alimentari ricadenti nel territorio comunale, sia su sede fissa, compresi i pubblici esercizi e i ristoranti, sia su aree pubbliche o private, di esporre in modo visibile un cartello di avviso che segnali la presenza e la somministrazione di fave fresche. Quest'ultime poi devo essere obbligatoriamente commercializzate esclusivamente in confezioni chiuse o posizionate in modo da evitare la dispersione e il contatto accidentale.
Il provvedimento - fa sapere l'amministrazione - è stato adottato sulla base delle indicazioni espresse da ATS Brianza, con la quale, nei mesi scorsi, è stato avviato un confronto per individuare le misure più opportune a tutela della salute della persona interessata.
Per Favismo - è ben spiegato sulla pagina internet dell'Ospedale Bambin Gesù - non si intende un’allergia, bensì una malattia del sangue causata da alterazioni del gene G6PD, localizzato sul cromosoma X. Le mutazioni del gene G6PD impediscono il suo normale funzionamento o riducono la sua quantità nei globuli rossi che, di conseguenza, diventano molto più sensibili agli effetti tossici di sostanze contenute nelle fave e in altri legumi, in alcuni farmaci o che vengono generate nel corso delle infezioni. L’accumulo di queste sostanze tossiche provoca quindi un’anemia emolitica, vale a dire un’anemia causata da un’accelerata distruzione dei globuli rossi. Sono tossiche per i soggetti con favismo alcune sostanze contenute nelle fave, nei piselli e nella verbena. Per scatenare i sintomi può essere sufficiente inalare l’odore di queste sostanze o i pollini di questi vegetali.
Il Comune di Valmadrera ha emesso un'ordinanza (la numero 13/2026) che prevede apposite misure per tutelare un minorenne affetto da favismo, una malattia ereditaria che può provocare la distruzione dei globuli rossi quando l’organismo entra in contatto con specifici alimenti, tra cui, appunto, le fave.
Tra le misure previste dall'ordinanza vi è il divieto assoluto di coltivazione di tale pianta leguminosa per un raggio di rispetto prudenziale di 300 metri dal perimetro dell’abitazione del bambino e del plesso scolastico dallo stesso frequentato (secondo le planimetrie visionabili QUI e QUI) nonché l’obbligo per i punti vendita di generi alimentari ricadenti nel territorio comunale, sia su sede fissa, compresi i pubblici esercizi e i ristoranti, sia su aree pubbliche o private, di esporre in modo visibile un cartello di avviso che segnali la presenza e la somministrazione di fave fresche. Quest'ultime poi devo essere obbligatoriamente commercializzate esclusivamente in confezioni chiuse o posizionate in modo da evitare la dispersione e il contatto accidentale.
Il provvedimento - fa sapere l'amministrazione - è stato adottato sulla base delle indicazioni espresse da ATS Brianza, con la quale, nei mesi scorsi, è stato avviato un confronto per individuare le misure più opportune a tutela della salute della persona interessata.
Per Favismo - è ben spiegato sulla pagina internet dell'Ospedale Bambin Gesù - non si intende un’allergia, bensì una malattia del sangue causata da alterazioni del gene G6PD, localizzato sul cromosoma X. Le mutazioni del gene G6PD impediscono il suo normale funzionamento o riducono la sua quantità nei globuli rossi che, di conseguenza, diventano molto più sensibili agli effetti tossici di sostanze contenute nelle fave e in altri legumi, in alcuni farmaci o che vengono generate nel corso delle infezioni. L’accumulo di queste sostanze tossiche provoca quindi un’anemia emolitica, vale a dire un’anemia causata da un’accelerata distruzione dei globuli rossi. Sono tossiche per i soggetti con favismo alcune sostanze contenute nelle fave, nei piselli e nella verbena. Per scatenare i sintomi può essere sufficiente inalare l’odore di queste sostanze o i pollini di questi vegetali.




















