Associazione Volontari Madonna del Rosario: oltre 150 persone impegnate nel promuovere la cultura e il territorio

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Una comunità di oltre 150 volontari, dai 18 ai 70 anni, è il motore silenzioso di numerose iniziative culturali della città di Lecco. L’Associazione Volontari Madonna del Rosario ha riunito i suoi volontari sabato 12 settembre, nella sala del Cinema Nuovo Aquilone: una platea di persone impegnate al servizio della promozione della cultura e della valorizzazione territorio. L’incontro, alla presenza del prevosto di Lecco, monsignor Bortolo Uberti, ha fotografato una realtà in costante crescita, impegnata in diversi progetti.
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«L’appuntamento nasce dal desiderio di fare il punto sulle diverse attività che la realtà associativa mette a disposizione della comunità e della città di Lecco – sottolinea la presidente dell’associazione, Rosita Forcellini – ma anche nel desiderio di dare spazio a momenti di incontro e confronto tra i volontari, con un’attenzione particolare alla formazione, attraverso percorsi dedicati che rappresentano un'importante occasione di crescita personale, culturale e comunitaria». 
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Dietro ogni iniziativa dell’AVMR c’è una squadra: per il servizio al Cinema Nuovo Aquilone, per il contributo al Lecco Film Fest, per l’apertura e le visite guidate al Campanile di Lecco, per la realizzazione di Capolavoro per Lecco e per accompagnare i visitatori nei luoghi religiosi della città, dalla Basilica alla chiesa e convento di Pescarenico, dal Santuario della Vittoria alla chiesa di Santa Marta.
I responsabili di area Susanna De Maron, Chiara Cantù e Giacomo Tavola, hanno illustrato lo stato dei progetti.
Il Cinema Nuovo Aquilone, che dal 2021 è tornato a essere un luogo vissuto della città: apre e programma stagioni culturali grazie a 100 volontari che, a turno, ogni settimana garantiscono biglietteria, accoglienza in sala, servizio bar e proiezioni. Sono sempre i volontari a seguire la programmazione della sala, la gestione degli eventi, la parte logistica e di promozione. Sono impegnati da giovedì a domenica, con cinque proiezioni di prima visione, cui si aggiungono il cineforum durante l’anno, con proiezioni il lunedì e il martedì, l’arena cinematografica estiva da giugno a luglio e gli eventi speciali. Una sala che vive, di fatto, tutta la settimana e programma proiezioni per undici mesi all’anno.
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Sono invece 35 i volontari che promuovono quella che è la terrazza che svela Lecco e le sue montagne, con l’apertura del Campanile di Lecco. I volontari sono impegnati con l’apertura una domenica al mese: nella biglietteria, come accompagnatori e in altri ruoli di aiuto ai visitatori. Il campanile viene aperto anche su richiesta, per visite guidate di gruppi, con la possibilità anche di visite in lingua inglese. Accanto al campanile, l’Associazione, grazie a un lavoro di studio e formazione, mette a disposizione visite accompagnate dai volontari per la Basilica, per la chiesa e il convento di Pescarenico, per la chiesa del Santuario Nostra Signore della Vittoria e per quella di Santa Marta.
Anche il progetto Capolavoro per Lecco – rassegna d’arte a Palazzo delle Paure, alla sua settima edizione, in programma ogni anno da dicembre a marzo – grazie ai volontari e agli studenti delle scuole superiori cittadine in Formazione Scuola Lavoro offre ai visitatori la possibilità di una esperienza personale di incontro con le opere d’arte proposte.
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È la misura di un tessuto comunitario importante che si prende cura degli altri attraverso la bellezza. Ed è questo il filo conduttore che ha attraversato l’incontro di sabato 12: il volontariato come servizio, come gesto che costruisce legami e combatte la solitudine, come modo concreto di abitare una città. «Siamo un villaggio - ha ricordato don Bortolo Uberti - una comunità che vive insieme e che attraverso il cinema, l’arte e l’accoglienza racconta qualcosa di sé a chi passa, a chi entra, a chi incontra».
A don Bortolo è stata affidata in occasione dell’incontro una riflessione sul tema “Essere volontari in realtà di Chiesa”. «Viviamo lo stesso spazio e lo abitiamo insieme, ciascuno con un ruolo e con il proprio valore, che viene riconosciuto. È questo che ci rende comunità viva, fatta di persone che abitano la città e desiderano dire qualcosa a chi incontrano: attraverso il cinema, attraverso l’arte, attraverso il desiderio di condividere un frammento di bellezza con chi passa da qui. Abbiamo parole da offrire, tempo da donare, linguaggi diversi attraverso cui comunicare. Portiamo il Vangelo fuori dalla Chiesa ed è così che la nostra fede diventa incontro, relazione, legame. Il nostro servizio è anche un impegno contro la solitudine, che spesso isola e chiude» ha sottolineato monsignor Uberti.
La giornata si è chiusa con uno sguardo al futuro e alla formazione dei volontari: gli incontri diventeranno periodici e saranno anche occasioni culturali condivise, con momenti dedicati ai luoghi simbolici della città. Un modo per continuare a costruire la comunità.
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