Incendio del Moregallo: il grazie a chi per 14 giorni ha fronteggiato l'emergenza
253 ettari percorsi dal fuoco, 103 ore di volo solo dei mezzi aerei messi a disposizione da Regione Lombardia a cui sommare quelli dei velivoli della flotta nazionale intervenuti per fronteggiare le fiamme. E ancora, 14 giorni di attività, con sette direttori delle operazioni di spegnimento che si sono avvicendati per coordinare tutti gli uomini schierati sul campo.


O meglio, sulle pendici del Monte Moregallo, catalizzatrici, in questa rovente estate, di tutta l'attenzione di chi, nel bel mezzo del mese d'agosto, era ancora in città e si è trovato spettatore di un incendio di portata straordinaria per la stagione. Un rogo boschivo di quelli che – per fortuna – non se ne vedevano da tempo sul nostro territorio, scoppiato, quasi in contemporanea con quelli di Premana e Gordona, costringendo elicotteri e canadair a dividersi su più fronti.


Questa "emergenza che ci ha fatto scoprire il peggio di qualcuno ma soprattutto il meglio di altri", ha ricordato il sindaco Cesare Colombo. Ed è proprio a questi "altri" che quest'oggi Valmadrera, Mandello e la Comunità Lario Orientale e Valle San Martino hanno voluto dire grazie. E lo hanno fatto pubblicamente, come richiesto dalla cittadinanza mentre ancora il Moregallo fumava e la bonifica non poteva dirsi conclusa.


Perché l'incendio che ha divorato l'altura di casa, "non ha lasciato indifferente la comunità" come ha tenuto a sottolineare il primo cittadino dal palco alludendo non solo alla comprensibile preoccupazione ingenerata dal ritorno a più riprese delle fiamme viste pericolosamente avvicinarsi alla chiesetta di Preguda o scendere fuori controllo verso l'abitato nei momenti peggiori ma anche e soprattutto al moto popolare che ha trasformato la base operativa allestita al Parco Leopardi in luogo di pellegrinaggio, all'inizio semplicemente per dire grazie poi per portare bibite fresche e patatine a chi era in prima linea fino "alle mitiche polpette fatte in casa", citate da Colombo strappando un sorriso ad una platea composta da rappresentanti istituzionali, valmadreresi ed eroi di quei giorni, protagonisti dell'evento odierno e dunque volontari e divise che, pur con stemmi diversi sul petto, hanno operato per ben 14 giorni, quasi h.24, congiuntamente.


Una celebrazione, quindi, quella di oggi della "grande squadra che siamo stati" per usare le parole del sindaco di Mandello Riccardo Fasoli, sul palco anche quale consigliere della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino rappresentata anche al “collega” Giovanni Bruno Bussola (seduto in sala) e dal Presidente Antonio Rusconi.


Il numero uno dell'ente, ha ricordato, nel suo discorso, il sentimento di paura vissuto quando il fuoco sembrava indomabile, ma ha anche voluto sottolineare come un evento del genere abbia contribuito a far comprendere il valore delle Comunità Montane stesse, individuate quale riferimento per la gestione di tali emergenze. Ha poi rivolto parole di apprezzamento per tutti, riservando una sottolineatura per l'abnegazione dimostrata dai dipendenti pubblici, per stereotipo solitamente raffigurati “con l'orologio in mano”. Infine, a conti ancora da chiudere per calcolare quanto l'incendio del Moregallo ci è costato, Rusconi ha chiosato ponendo l'accento la termine “responsabilità”. Quello che è successo – ha detto dunque – ci deve insegnare “a essere tutti più generosi ma anche più responsabili”.


“La responsabilità risiede nelle azioni di ciascun partecipante agli interventi” gli ha fatto, poi, eco Renato Corti, responsabile antincendio della CM, rimarcando come “per fortuna non si è fatto male nessuno”, per poi correggere il concetto di “fortuna” con quello di preparazione, formazione e, appunto, responsabilità, tributando un meritato omaggio a Greta Valnegri, referente operativo per la CM per tutta la durata delle operazioni, ben affiancata a supportata dai volontari che lei stessa coordina a motiva. A loro il primo battimano, condiviso con i “colleghi” della CM Triangolo Lariano che hanno messo a disposizione anche i DOS Sergio Boscacci, Stefano Casartelli, Amedeo Gelpi, Ismaele Pozzoli e Piero Proserpio affiancati anche da Giovanni Libera (dei VVF) e Giovanni Zardoni (Parco Montevecchia e Valle del Curone).


Chiamati poi sul palco i rappresentati della Provincia e della Regione. Ed ancora i Vigili del Fuoco (del comando di Lecco e del distaccamento volontario di Valmadrera, tutti parte del Corpo Nazionale come ha tenuto a sottolineare il Comandante Farina); i Carabinieri (“mancavano solo gli sciatori” ha scherzato il maresciallo Mascheroni dei Forestali, per evidenziare come siano state attivate diverse specialità dell'Arma) e la polizia locale; la Guardia Costiera Ausiliaria; la Protezione civile di Valmadrera con i volontari di OSA, SEV e San Isidoro.


Da ultimo spazio all'intervento del professor Calvetti del Politecnico, della delegata del Prefetto e del parroco don Isidoro Crepaldi che ha invitato tutti anche alla messa in programma il 3 ottobre al Sasso di Preguda. Un altro momento per ribadire il grazie, a tutti.



O meglio, sulle pendici del Monte Moregallo, catalizzatrici, in questa rovente estate, di tutta l'attenzione di chi, nel bel mezzo del mese d'agosto, era ancora in città e si è trovato spettatore di un incendio di portata straordinaria per la stagione. Un rogo boschivo di quelli che – per fortuna – non se ne vedevano da tempo sul nostro territorio, scoppiato, quasi in contemporanea con quelli di Premana e Gordona, costringendo elicotteri e canadair a dividersi su più fronti.

Momenti delle operazioni di spegnimento dell'incendio


Questa "emergenza che ci ha fatto scoprire il peggio di qualcuno ma soprattutto il meglio di altri", ha ricordato il sindaco Cesare Colombo. Ed è proprio a questi "altri" che quest'oggi Valmadrera, Mandello e la Comunità Lario Orientale e Valle San Martino hanno voluto dire grazie. E lo hanno fatto pubblicamente, come richiesto dalla cittadinanza mentre ancora il Moregallo fumava e la bonifica non poteva dirsi conclusa.

I rappresentanti della Provincia (presente anche il consigliere Pasquini, poi "scappato" a altro evento). Sotto quelli della Regione

Perché l'incendio che ha divorato l'altura di casa, "non ha lasciato indifferente la comunità" come ha tenuto a sottolineare il primo cittadino dal palco alludendo non solo alla comprensibile preoccupazione ingenerata dal ritorno a più riprese delle fiamme viste pericolosamente avvicinarsi alla chiesetta di Preguda o scendere fuori controllo verso l'abitato nei momenti peggiori ma anche e soprattutto al moto popolare che ha trasformato la base operativa allestita al Parco Leopardi in luogo di pellegrinaggio, all'inizio semplicemente per dire grazie poi per portare bibite fresche e patatine a chi era in prima linea fino "alle mitiche polpette fatte in casa", citate da Colombo strappando un sorriso ad una platea composta da rappresentanti istituzionali, valmadreresi ed eroi di quei giorni, protagonisti dell'evento odierno e dunque volontari e divise che, pur con stemmi diversi sul petto, hanno operato per ben 14 giorni, quasi h.24, congiuntamente.

I Vigili del Fuoco, sotto la Guardia Costiera Ausiliaria

Una celebrazione, quindi, quella di oggi della "grande squadra che siamo stati" per usare le parole del sindaco di Mandello Riccardo Fasoli, sul palco anche quale consigliere della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino rappresentata anche al “collega” Giovanni Bruno Bussola (seduto in sala) e dal Presidente Antonio Rusconi.

I rappresentanti della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino. Sotto i volontari AIB

Il numero uno dell'ente, ha ricordato, nel suo discorso, il sentimento di paura vissuto quando il fuoco sembrava indomabile, ma ha anche voluto sottolineare come un evento del genere abbia contribuito a far comprendere il valore delle Comunità Montane stesse, individuate quale riferimento per la gestione di tali emergenze. Ha poi rivolto parole di apprezzamento per tutti, riservando una sottolineatura per l'abnegazione dimostrata dai dipendenti pubblici, per stereotipo solitamente raffigurati “con l'orologio in mano”. Infine, a conti ancora da chiudere per calcolare quanto l'incendio del Moregallo ci è costato, Rusconi ha chiosato ponendo l'accento la termine “responsabilità”. Quello che è successo – ha detto dunque – ci deve insegnare “a essere tutti più generosi ma anche più responsabili”.

I volontari AIB della CM Triangolo Lariano. Sotto i rappresentanti di Carabinieri e PL

“La responsabilità risiede nelle azioni di ciascun partecipante agli interventi” gli ha fatto, poi, eco Renato Corti, responsabile antincendio della CM, rimarcando come “per fortuna non si è fatto male nessuno”, per poi correggere il concetto di “fortuna” con quello di preparazione, formazione e, appunto, responsabilità, tributando un meritato omaggio a Greta Valnegri, referente operativo per la CM per tutta la durata delle operazioni, ben affiancata a supportata dai volontari che lei stessa coordina a motiva. A loro il primo battimano, condiviso con i “colleghi” della CM Triangolo Lariano che hanno messo a disposizione anche i DOS Sergio Boscacci, Stefano Casartelli, Amedeo Gelpi, Ismaele Pozzoli e Piero Proserpio affiancati anche da Giovanni Libera (dei VVF) e Giovanni Zardoni (Parco Montevecchia e Valle del Curone).

Antonio Rusconi, Riccardo Fasoli, Cesare Colombo e Giovanni Zardini (Parco del Curone).
Sotto i referenti della PC di Valmadrera, SEV, OSA e Volontari di San Isidoro
Sotto i referenti della PC di Valmadrera, SEV, OSA e Volontari di San Isidoro

Chiamati poi sul palco i rappresentati della Provincia e della Regione. Ed ancora i Vigili del Fuoco (del comando di Lecco e del distaccamento volontario di Valmadrera, tutti parte del Corpo Nazionale come ha tenuto a sottolineare il Comandante Farina); i Carabinieri (“mancavano solo gli sciatori” ha scherzato il maresciallo Mascheroni dei Forestali, per evidenziare come siano state attivate diverse specialità dell'Arma) e la polizia locale; la Guardia Costiera Ausiliaria; la Protezione civile di Valmadrera con i volontari di OSA, SEV e San Isidoro.


Da ultimo spazio all'intervento del professor Calvetti del Politecnico, della delegata del Prefetto e del parroco don Isidoro Crepaldi che ha invitato tutti anche alla messa in programma il 3 ottobre al Sasso di Preguda. Un altro momento per ribadire il grazie, a tutti.
A.M.




















