Lecco saprà respingere il tentativo di imbarbarire la convivenza civile
Martedì sera un misero gruppo di una decina di persone, tristemente vestite di nero, ha attraversato il centro di Lecco rivendicando di poter così garantire la sicurezza della città e contrastare il degrado.
Anche nei momenti più difficili di conflitto sociale le istituzioni statali preposte all’ordine pubblico hanno saputo svolgere i loro compiti senza lo pseudo ausilio di gruppi di individui che, in nome della sicurezza dei cittadini, cercano solo una loro giustificazione “politica” (anche se questo termine ci sembra troppo alto).
Tornare alla “giustizia fai da te” significa riportare la nostra città ai tempi di Don Rodrigo, quando i “bravi” e i “signorotti” pretendevano di amministrare la giustizia, applicando in tal modo solo la legge del più forte.
La nascita delle democrazie ha consegnato allo Stato la gestione della giustizia e la nostra Costituzione (nata dalla Resistenza partigiana che si è opposta alla violenza vigliacca delle squadracce fasciste in camicia nera) garantisce le libertà inviolabili dei cittadini, ponendo su uno stesso piano inscindibile sicurezza e libertà.
La vera sicurezza delle nostre città si costruisce mediante una rete che coinvolga le forze dell’ordine con il rafforzamento dei servizi sociali, una presenza di spazi culturali nei quartieri, una valorizzazione dello spazio pubblico e una prossimità alle reali necessità delle persone.
Come Anpi siamo sicuri che la nostra città, le forze politiche e sindacali, le associazioni, sapranno respingere pubblicamente questo vergognoso tentativo di imbarbarire la convivenza civile.
È la storia di Lecco, città medaglia d’argento al Valor militare per la Resistenza al nazifascismo, città operaia espressione da sempre di solidarietà, a darci questa certezza.
Chi, nella nostra città, ometterà di prendere una posizione pubblica di condanna si mostrerà, nei fatti, complice di questa logica perversa.
Confidiamo che Prefettura e Questura adottino in merito quanto di loro competenza.





















