Pescate, parco Addio Monti: 'o riprendono i lavori o picchetto il cantiere'
Nuova provocazione del sindaco di Pescate Dante De Capitani. Per sollecitare gli interventi di ripristino del collegamento ciclopedonale interrotto nell'ambito del cantiere per il "suo" quarto ponte, il primo cittadino minaccia di "picchettare" egli stesso l'area, allestendo un presidio permanente (notte esclusa).
"Sulla vicenda del ripristino dell'area di cantiere del nostro parco Addio Monti, adesso ho perso la pazienza e intervengo a modo mio. Riguardo alla nuova corsia del ponte Manzoni ci sono stati due momenti distinti e opposti tra loro" argomenta il borgomastro. "Il primo momento riguardante la realizzazione e l'apertura dell'infrastruttura, ha visto Anas e la ditta costruttrice Aleandri Spa muoversi con eccellente organizzazione e tempismo, finendo i lavori una settimana prima del previsto. Ma il secondo momento è cioè il ripristino del parco Addio Monti, area di cantiere, è stato una cocente delusione visto che a tutt'oggi i lavori - a parte togliere i sassi dal fiume - non sono praticamente mai iniziati. Ragion per cui tutto il credito di fiducia che Anas e impresa avevano accumulato è stato via via eroso fino ad esaurirsi, i vari incontri, riunioni e telefonate si sono rivelate solo tentativi di giustificare e difendere l'indifendibile. La verità è che hanno corso per finire i lavori prima delle olimpiadi e poi si sono fermati, probabilmente per finire altri cantieri che nel frattempo avevano messo in pausa" la conclusione di De Capitani. "Ma a questo punto non sono più disposto ad ascoltare giustificazioni. Non solo i pescatesi ma un intero territorio aspetta di poter attraversare il nostro parco con le sue ciclabili, le sue aree sosta e i suoi spettacolari panorami sul lago, ripristinando il collegamento con le altre ciclopedonali ora interrotto. Se non torneranno a lavorare con dispiego di mezzi e uomini in grado di finire in breve tempo le opere di ripristino ambientale, da lunedì 28 settembre alle ore 7.00 per protestare contro questa intollerabile situazione mi trasferirò io nel cantiere tutto il giorno, esclusa solo la notte perché non ho più l'età per passare le notti all'addiaccio. Hanno una settimana di tempo per organizzarsi e iniziare finalmente i lavori. Voglio un bel dispiego di mezzi e di uomini in grado di lavorare celermente, e non mi accontenterò del solito escavatore che muove qualche pietra tanto per far vedere che il cantiere è aperto. Me ne starò li da solo col mio cane e col mio pickup come base logistica, a tempo indeterminato finché non torneranno ruspe, camion ed escavatori, e la mia Vicesindaco si occuperà di mandare avanti il Comune in mia assenza. Ho portato pazienza finora solo perché avevo un debito di riconoscenza verso chi aveva reso possibile il mio sogno e quello del mio paese. Ma ora quel debito si è esaurito, e adesso vantiamo solo crediti che devono essere riscossi. E lo saranno presto perché quel parco deve tornare più bello di prima".





















