Tremenico si prepara all'apertura del ponte tibetano: il punto del sindaco e i commenti dei residenti

Il cantiere del ponte tibetano di Tremenico procede spedito: martedì 22 settembre è stata disposta una nuova modifica alla viabilità, mentre l’amministrazione comunale, guidata dal 2018 dal sindaco Luca Buzzella, è al lavoro su parcheggi, spazi di accoglienza e collegamenti tra le future attrazioni.
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In questo contesto, sabato scorso si è tenuto anche l’incontro tra i volontari del Museo Cantar di Pietra e i membri dell’associazione Amici dell’Ecomuseo della Valvarrone che, coordinati da Marco Fumagalli, hanno discusso del nuovo itinerario culturale che dovrebbe essere messo a punto.
Tremenico sta dunque vivendo una fase di particolare fermento e sviluppo: accanto al cantiere privato per la costruzione del ponte, procedono infatti anche le progettazioni e gli interventi pubblici necessari per adeguare la località alle future esigenze turistiche e a quelle degli stessi residenti: «Come ben noto, le opere pubbliche richiedono tempi più lunghi e azioni più complesse rispetto alla costruzione di opere private – ammette con pragmatico realismo il sindaco di Valvarrone Luca Buzzella – Il costruttore privato ha molta più flessibilità e, ovviamente, meno procedure da seguire una volta ottenuti i permessi. L’impegno da parte nostra resta forte e deciso, speriamo di terminare tutti i progetti previsti in tempi accettabili».
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Tra gli interventi previsti dall’amministrazione, il sindaco mette in fila le priorità, partendo innanzitutto dalla realizzazione di un nuovo parcheggio di circa 20 posti auto, in un prato sopra il campo sportivo e adiacente all’area di sosta già esistente, dove tra l’altro sono state recentemente installate anche due colonnine per la ricariche di auto elettriche.
«I prossimi lavori che dovremo effettuare – spiega Buzzella – sono la costruzione di un nuovo parcheggio che avrà un nuovo accesso collegato alla SP67, più sicuro e agevole rispetto a quelli attuali. L’iter procedurale è al momento rallentato dalle solite “lungaggini” burocratiche, ma sono pronti tutti i dettagli e la struttura verrà realizzata non appena possibile.
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All’interno di un progetto più ampio sono invece previste la riqualificazione del parco giochi, che sarà anche inclusivo, e un’area picnic. Un altro importante intervento pubblico sarà inoltre la realizzazione del centro visitatori, ricavato all’interno di alcuni spazi dell’ex municipio di Tremenico: questo spazio sarà il luogo che dovrà ospitare un info point e un punto di accoglienza per i visitatori dell’itinerario culturale, nonché i visitatori del ponte tibetano. L’intenzione è anche quella di lasciare la sala a disposizione dei cittadini, come nuovo punto di aggregazione».
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Continua il sindaco: «Il progetto più ampio, che doveva inizialmente essere realizzato parallelamente alla costruzione del ponte tibetano ad opera di un soggetto privato, comprende gli interventi sulle miniere di Lentreè, finanziati con fondi regionali e di Fondazione Cariplo, tramite la Comunità Montana e il Comune, la realizzazione di una cascina-museo nell’antico borgo contadino e la costruzione di un itinerario culturale capace di collegare le diverse testimonianze storiche del territorio».
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L’idea è accompagnare il visitatore dal Museo Cantar di Pietra fino alle miniere, attraversando i luoghi legati alla storia dell’estrazione del feldspato, il minerale che per decenni ha rappresentato una delle principali risorse economiche della valle, soprattutto a Tremenico.
«Per il momento la messa in sicurezza delle miniere è in forte ritardo rispetto alle previsioni iniziali: alcune vicende societarie che hanno coinvolto l’impresa affidataria dei lavori di messa in sicurezza e riqualificazione del sito minerario hanno rallentato moltissimo i lavori, che ora saranno riaffidati. La casa-museo e il percorso turistico a Lentreè saranno invece realizzati in tempi più brevi, si stanno attualmente realizzando i vari lavori necessari».
In attesa che l’iter per il nuovo parcheggio venga completato, l’amministrazione ha deciso di utilizzare temporaneamente il campo sportivo di Tremenico come area di sosta per le automobili.
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«Il campo sportivo viene già utilizzato da alcuni anni per svolgere le manifestazioni – spiega il sindaco –. In questo modo è stata ridata vita e uno scopo a questa struttura che, per vari motivi, era stata veramente sottoutilizzata e ormai in via di degrado. In questa fase abbiamo deciso di utilizzarlo in via “emergenziale” anche come parcheggio, senza precludere la sua natura polifunzionale, con lo scopo di creare un’area di sosta provvisoria in attesa della realizzazione del nuovo parcheggio definitivo».

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Prima di procedere, però, sono state effettuate da parte di un tecnico incaricato le necessarie verifiche strutturali: «Sono state già individuate delle opere di consolidamento e messa in sicurezza da effettuare a breve – aggiunge Buzzella – Lo stesso ha predisposto un piano per regolare al meglio la viabilità attraverso l’installazione di alcuni semafori. È importante sottolineare che ogni singola opera sin qui descritta sarà comunque un’opera al servizio dei nostri cittadini, al di là del loro scopo iniziale».
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Un altro tema centrale è quello della viabilità: l’arrivo di un numero maggiore di visitatori, previsto a seguito dell’apertura del Ponte dei Minatori, renderà infatti necessario affrontare anche la questione degli accessi alla Valvarrone tramite l’attuale strada provinciale.
«È chiaro che la SP67 dovrà essere potenziata, là dove è possibile farlo – sottolinea Buzzella – La Provincia di Lecco sta attualmente sistemando e adeguando un tratto di strada e ha già in previsione di ricostruire ed adeguare il “calibro” stradale del tratto di strada situato dopo la località di Introzzo, che l’anno scorso era stato interessato da un crollo strutturale a causa delle forti piogge».
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Per il momento, secondo il sindaco, la situazione resta comunque sotto controllo, nonostante il traffico aumenti soprattutto nei mesi estivi: «Abbiamo un passaggio di veicoli importante, soprattutto nei mesi estivi, ma non abbiamo riscontrato particolari criticità. Questo progetto potrebbe essere anche la leva per migliorare la SP67, soprattutto a beneficio dei nostri cittadini. Vorrei anche aggiungere che, insieme al comandante del Consorzio di Polizia Locale dell’Alto Lago Edoardo De Cesare e ai tecnici comunali, abbiamo fatto un incontro con la proprietà del ponte, al fine di adottare ogni misura utile per prevenire possibili situazioni critiche».
«Entro i primi giorni di ottobre organizzeremo un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza – annuncia Buzzella – Lo scopo è esporre le novità degli ultimi mesi e condividere con la comunità valvarronese l’intero progetto. È un cambiamento che va costruito insieme, l’incontro sarà un’opportunità di confronto per tutti».
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Ma come la pensano i tremenicesi? Cosa pensano gli abitanti di quel borgo che da mesi è diventato protagonista delle cronache locali dedicate alla costruzione del nuovo ponte tibetano, un progetto che dovrebbe rinnovare la vita della Valvarrone? Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni residenti del borgo: le posizioni non sono uniformi, ma tra gli abitanti sembra prevalere un atteggiamento di attesa e curiosità.
Una parte guarda con favore all’opera, considerandola un’occasione per contrastare lo spopolamento; altri attendono di vedere concretamente quale sarà l’impatto sul paese.
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«Nulla di chiaro è stato più detto dall’ultimo incontro pubblico in merito alla costruzione del ponte – racconta una residente –. Era il 5 febbraio, ma all’epoca il ponte non era nemmeno visibile: si vedevano solo le prime corde. Oggi la fase di realizzazione è molto più avanzata, il ponte è una realtà tangibile e osservabile, ma non abbiamo ulteriori dettagli: osserviamo la situazione e cerchiamo di avere dettagli giorno dopo giorno, anche chiedendo agli operai presenti in paese».
C’è anche chi guarda all’opera come a una possibile occasione per interrompere il progressivo impoverimento dei servizi: «Vada come vada, sarà positivo secondo me. La costruzione del ponte tibetano era un’occasione da cogliere piuttosto che lasciare il paese al suo destino, ovvero lo spopolamento. Da circa due anni in paese non abbiamo più un esercizio pubblico: non abbiamo né un bar né un alimentari, solo la posta e il dispensario farmaceutico. Il bar più vicino è distante 25 minuti a piedi, nel vicino paese di Avano».
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«Ci affidiamo ai camioncini ambulanti che percorrono settimanalmente la valle per comprare frutta, verdura, formaggio e altri prodotti – continua il residente –. Molti si fanno acquistare il pane dai pochi compaesani che ancora lavorano e hanno la patente: quando scendono a Dervio lo acquistano e poi lo conserviamo surgelato per la settimana».
Un altro abitante guarda invece soprattutto alla necessità di accompagnare la trasformazione con un confronto costante tra amministrazione e privati: «Sarà un grande cambiamento per il nostro paese e per la Valvarrone. Io sono ottimista e spero che tutto venga gestito nel migliore dei modi, con un dialogo tra Comune e costruttori privati, soprattutto sul fronte viabilistico. Vada come vada, noi stiamo a guardare».
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E proprio l’ex edificio del Comune, oggi, rappresenta anche uno dei pochi luoghi di socialità rimasti nel paese: una vera e propria casa per la comunità.
«Ogni tanto discutiamo dell’argomento quando ci ritroviamo in Comune (attuale sede dell’Ecomuseo della Valvarrone) a bere un caffè alla macchinetta automatica che si trova all’ingresso dell’edificio. È l’unico spazio di incontro che c’è in paese da quando ha chiuso l’ultimo bar».
Tremenico oggi conta circa 40 residenti, in larga parte anziani che superano i 70-75 anni. Per molti di loro il ponte è, almeno per il momento, soprattutto qualcosa da osservare mentre prende forma.     I lavori sono diventati parte della quotidianità del paese, accanto alle attività di sempre: l’orto, le passeggiate, le commissioni del giovedì, giorni in cui arrivano i camion dei commercianti, la messa, le letture e, per alcuni, le partite a carte nel vicino bar di Avano. 
Il vero cambiamento, però, arriverà quando il ponte sarà terminato e i primi visitatori cominceranno a percorrere la strada verso Tremenico. A quel punto si potrà valutare concretamente l’impatto dell’opera sul paese: dalla viabilità ai servizi, fino alla vita quotidiana dei residenti. Sarà questa la fase in cui Tremenico e tutta la Valvarrone dovranno misurarsi con il nuovo afflusso turistico e capire come svilupparlo senza perdere un equilibrio sostenibile.
T.P.
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