L'autogol dei difensori del pluralismo

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Adesso che sono un semplice cittadino, interessato e attento delle cose che accadono in città e in consiglio comunale, voglio stigmatizzare ciò che è successo durante la seduta del Consiglio.
All'ordine del giorno c'era la nomina per la composizione della Commissione di controllo e di garanzia del Comune di Lecco.
Mauro Fumagalli capogruppo di Orizzonte per Lecco e candidato Sindaco si è detto disponibile ad avere un posto in una commissione importante che attiene la vita regolamentare delle nostre istituzioni cittadine.
Fumagalli si è rivolto all'aula, quindi a tutti, per risposta ha ricevuto dai banchi dell'opposizione nemmeno una parola al suo intervento, anzi la minoranza di centrosinistra ha praticamente fatto capire che volevano prendersi tutti i posti disponibili nell'alveo dell'opposizione, non riconoscendo che su quei banchi di minoranza non ci sono solo loro e nemmeno per iniziare un dialogo costruttivo con Orizzonte per Lecco che viene vista, a torto o a ragione, come la lista Civica che ha contribuito a fare perdere il centrosinistra.
Torno a dire che il centrosinistra ha perso le elezioni per demerito proprio e incapacità di leggere il malcontento crescente.
Detto questo la cosa che mi ha indignato sono le argomentazioni a posteriore del voto utilizzate dagli esponenti della minoranza di centrosinistra che gridavano al golpe, accusavano la maggioranza di essere intervenuta arbitrariamente, secondo loro, sull'esito del voto che ha portato alla nomina di Fumagalli e all'esclusione dell'esponente PD Pietro Regazzoni.
Le argomentazioni di Regazzoni, Manzoni, Zuffi e Fazzini mi hanno fatto inorridire.
Calpestare l'esito di un voto democratico voluto dall'aula, addirittura con l'uscita dal Consiglio, non già per incrementare le posizioni della maggioranza, ma per dare voce a più attori dentro la commissione tenuta a controllare e garantire il corretto svolgimento e funzionamento di tutte le attività istituzionale non solo mi è sembrato improprio, ma un vero autogol dei difensori del pluralismo.
Una cosa sono le parole che usano, un'altra i fatti, personalmente ne sono consapevole visto quello che mi hanno fatto passare, nella passata consiliatura.
Quindi suggerisco a lor signori di non gridare allo scandalo per un posto in commissione, ma di farsi un buon esame di coscienza… democratica.
Corrado Valsecchi, cittadino
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