Docente dell'IC di Calolzio è anche imprenditrice: deve restituire 270.235 euro
Insegnante e imprenditrice, dovrà corrispondere al Ministero dell’Istruzione e del Merito 270.235,20 euro. E' quanto ha stabilito, con sentenza pubblicata nei giorni scorsi, la Corte dei Conti in riferimento ad una docente di origini siciliane in servizio, almeno fino al 2024, all'Istituto Comprensivo di Calolziocorte.

Il procedimento trae origine proprio da una denuncia presentata dalla direzione dell'IC dopo aver ricevuto una segnalazione di incompatibilità relativa all'insegnante, contemporaneamente dipendente del MIUR e titolare di una omonima ditta individuale che, in provincia di Agrigento, gestiva un appezzamento agricolo con associata attività di affittacamere e ristorazione, quest'ultima ritenuta prevalente sulla cura del fondo. A nulla è valsa la difesa della donna che ha dimostrato di aver delegato, tramite procura, la gestione della tenuta agrigentina a terzi, con la Procura della Corte dei Conti che le ha contestato di aver svolto, dal 2016 al 2024, attività commerciale assolutamente incompatibile, non autorizzata e non autorizzabile e senza riversare i compensi all’amministrazione. Pur escludendo il dolo, la Corte dei Conti ha riconosciuto la colpa grave in capo alla docente-imprenditrice, quantificando per l'appunto in 270.235,20 euro la somma dovuta dalla stessa.

La sede dell'IC di Calolziocorte
Il procedimento trae origine proprio da una denuncia presentata dalla direzione dell'IC dopo aver ricevuto una segnalazione di incompatibilità relativa all'insegnante, contemporaneamente dipendente del MIUR e titolare di una omonima ditta individuale che, in provincia di Agrigento, gestiva un appezzamento agricolo con associata attività di affittacamere e ristorazione, quest'ultima ritenuta prevalente sulla cura del fondo. A nulla è valsa la difesa della donna che ha dimostrato di aver delegato, tramite procura, la gestione della tenuta agrigentina a terzi, con la Procura della Corte dei Conti che le ha contestato di aver svolto, dal 2016 al 2024, attività commerciale assolutamente incompatibile, non autorizzata e non autorizzabile e senza riversare i compensi all’amministrazione. Pur escludendo il dolo, la Corte dei Conti ha riconosciuto la colpa grave in capo alla docente-imprenditrice, quantificando per l'appunto in 270.235,20 euro la somma dovuta dalla stessa.





















