'Lecco città dei Promessi sposi' al via dal 2. Donazione di Matilde Tortora

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Il Manzoni su guerra, giustizia e libertà, parole terribilmente d’attualità di questi tempi un po’ cupi. È il filo conduttore della diciottesima edizione del festival “Lecco città dei Promessi sposi” che si terrà nel fine settimana dal 2 al 4 ottobre e che è stato presentato questa mattina alla villa manzoniana del Caleotto, con l’intervento del sindaco Filippo Boscagli, dell’assessore alla cultura Cinzia Bettega e del direttore artistico Mauro Rossetto.
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È stato proprio Rossetto a sottolineare come il tema del festival sia particolarmente pregnante proprio perché «siamo tornati a discutere di concetti che davamo ormai per scontati e acquisiti, ci troviamo a ridiscutere i parametri della nostra cultura» e in qualche modo il festival ci porta a rivivere l’atmosfera dei salotti ottocenteschi in quei concetti di giustizia e libertà presero forma.
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In quanto al programma della rassegna, la tre giorni prevede un fitto calendario di appuntamenti: dai laboratori didattici alle conferenze, dai concerti alla gastronomia.  Tra gli ospiti d’eccezione, lo scrittore e giornalista Bruno Gambarotta. 
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Di particolare rilevanza l’inaugurazione della donazione ai musei lecchesi da parte di Matilde Tortora, storica del cinema, già docente e direttrice artistica di “MonaCorti”, il festival del cortometraggio italiano a Monaco di Baviera. Tortora ha deciso di donare alla nostra città materiali originali relativi alla versione cinematografica de “I promessi posi” del 1913 per la regia di Eleuterio Rodolfi. Si tratta di uno dei tre film muti ispirati al romanzo manzoniano. Già il museo di Villa Manzoni ha la documentazione relativa alla versione di Mario Bonnard risalente al 1922. Che è appunto la terza produzione. Dei due film precedenti, appunto quello girato da Ridolfi e quello di Ubaldo Maria Del Colle sempre del 2013, si erano perse le tracce. Ora – ha spiegato lo stesso Rossetto – la donazione di Matilde Tortora - consente di sanare almeno parzialmente un vulnus e arricchire ulteriormente la collezione museale.
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Nel portare il suo saluto, il sindaco Boscagli ha sottolineato come anche il festival manzoniano sia una dimostrazione non solo della richiesta di cultura da parte dei lecchesi, ma anche della capacità dell’amministrazione pubblica di dare una risposta, più che giustificando così l’ambizione della nostra città di essere nominata in uno dei prossimi anni capitale della cultura.
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Se Rossetto ha detto come quello lecchese sia l’unico festival in Italia dedicato a Manzoni, l’assessore Bettega ha parlato della manifestazione come dell’appuntamento principale della proposta culturale cittadina in virtù è proprio della “manzonianità” lecchese. L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di mantenere un buon livello scientifico e nello stesso tempo proporre formule innovative così da avvicinarlo ai più giovani.
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Ai giovani, infatti, è rivolta la mattinata di domenica 4 ottobre con “Letteratura per rispecchiarsi” con un dialogo tra Simone Terreni (imprenditore digitale, blogger letterario e direttore del Festival Dantesco di Firenze), Teresa Agovino (docente universitaria) e Aurora Muraca (giovane studiosa di museologia). All’incontro seguirà una visita guidata “emozionale” alle sale di Villa Manzoni con musica dal vivo anche contemporanea ad accompagnare i vari momenti.
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L’inaugurazione del festival è in calendario per il 2 ottobre alle 17 con l’attenzione rivolta al cinema “manzoniano” e, in serata, la musica dei salotti. Sabato, letture teatrali di brani dei “Promessi sposi” e visite guidate a Pescarenico e ai luoghi del romanzo e cena manzoniana. Domenica, la mattinata “giovanile” e nel pomeriggio attenzione ai viaggiatori dell’Ottocento e in serata gran finale con l’intervento, tra gli altri, appunto di Bruno Gambarotta.
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Al programma vero e proprio, si aggiungono poi le iniziative del cosiddetto “fuori festival”: laboratori per le scuole; il 9 ottobre, la presentazione del volume “Il menù dei Promessi Sposi” e un banchetto teatrale con i patti del romanzo: il vino di don Abbondio, il cappone e la zuppa, lo stufato, la polenta, il pranzo di nozze. L’11 ottobre si terrà invece la Camminata manzoniana arrivata quest’anno all’edizione numero 53, mentre il 18ottobre l’appuntamento è alla Villa Ponchielli con un’esposizione di abiti e accessori di moda tra 1880 e 1910 con l’eco della belle époque.
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È stata Anna Molinari a ricordare il legame tra Ponchielli e Manzoni: quest’anno infatti è il 170° anniversario della prima rappresentazione dell’opera lirica “I promessi sposi” di Amilcare Ponchielli (con libretto, peraltro, di Antonio Ghislanzoni.
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Al festival si unisce il premio letterario “Alessandro Manzoni” che il 10 ottobre assegnerà il premio al romanzo storico e il 7 novembre quello alla carriera.
D.C.
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