Lecco, "Rebels, la disobbedienza è vita": in mostra al San Luigi

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A volte le cose più preziose non sono quelle che si vedono per prime.
Bisogna uscire per un momento dal flusso della Fiera nazionale del Commercio equo e solidale,  che abbraccia Piazza Cermenati, attraversare gli stand e infilarsi quasi di lato, di spalle per continuare a non girarsi di spalle davanti alla realtà del mondo, fin nel nuovo Oratorio San Luigi della Basilica di San Nicolò.
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Lì, oggi e domani, sabato 26 e domenica 27 settembre, dalle 10,30 alle 19, c’è una piccola mostra che merita di essere cercata, scovata e accolta.
Si intitola “Rebels. La disobbedienza è vita” e racconta, attraverso fotografie, un cortometraggio e testimonianze, una storia che arriva da molto lontano ma parla di una cosa semplicissima: il diritto di scegliere.
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È la storia del missionario saveriano Luigi Paggi, originario di Sorico, che da oltre cinquant’anni vive in Bangladesh e che ha aperto le porte della propria missione - diventato missione - a ragazze di 12 e 13 anni determinate a sottrarsi a matrimoni precoci che avrebbero potuto mettere a rischio la loro vita e la loro integrità.
Sono ragazze della comunità Munda, una minoranza tribale che vive nelle zone più isolate del sud del Bangladesh, fra mangrovie, cicloni e territori spesso sommersi dalle maree.
Le fotografie di Paolo Guarneri e Matteo Raineri, realizzate in collaborazione con i Missionari Saveriani, raccontano ciò che è accaduto dopo.
Ragazze che hanno potuto studiare.
Diventare infermiere, ingegnere, operatrici di microcredito.
Donne che hanno potuto scegliere.
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E soprattutto scegliere di diventare, invece di essere scelte.
È forse questo il senso più profondo di Rebels: la disobbedienza non come gesto fine a se stesso, ma come possibilità concreta di salvarsi, di studiare, di costruirsi una vita diversa.
Un’idea che richiama inevitabilmente quella vecchia e ancora attualissima frase di don Lorenzo Milani: “L’obbedienza non è più una virtù”.
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Padre Paggi, insignito lo scorso autunno del cosiddetto “Nobel missionario”, si definisce con ironia "missionario, maestrucolo e palazzinaro". 
In realtà, da oltre mezzo secolo, è soprattutto un punto di riferimento per quella che lui stesso chiama la comunità degli “ultimi degli ultimi”.
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La mostra, sostenuta anche dalla Cooperativa Mondoequo di Lecco, apre così per qualche minuto uno squarcio su una realtà che difficilmente incontreremmo passando semplicemente per una fiera.
Un quarto d’ora. Un soffio. Il tempo di uscire dal flusso e seguire una piccola traccia.
Ne vale la pena.
La mostra è nel nuovo Oratorio San Luigi della Basilica di San Nicolò. L’ingresso più comodo è da via Parini, accanto al cinema Aquilone.
Andate a cercarla
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