Anche Nadia Fanchini a Lecco per il libro sui 100 anni del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle

banner bglobohomebig-29264.jpg
Un secolo di neve, disciplina, successi e appartenenza. È la storia raccontata nel volume 'Il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle. 1925-2025', presentato questa mattina nella sala conferenze di Palazzo delle Paure nell’ambito del Festival Treccani della Lingua Italiana. Un incontro che ha intrecciato memoria sportiva e testimonianze personali, mostrando ciò che si cela dietro ogni medaglia: allenamento, sacrificio, sostegno e spirito di squadra.
librofiammegialle__2_.JPG (58 KB)
Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, gli atleti delle Fiamme Gialle Nadia Fanchini, Martina Valcepina e Andrea Giovannini, insieme al maggiore Isabella Mancini, al tenente colonnello Marco Pantanella e a Gianni Boninsegna, autore della ricerca iconografica del volume.
librofiammegialle__1_.JPG (55 KB)
Nonostante l’assenza, il sottosegretario regionale con delega Sport e Giovani Federica Picchi ha voluto dedicare un pensiero, che è stato letto al pubblico, nel quale ha definito il libro ''un viaggio nella storia e nella crescita degli atleti'', sottolineando l’importanza di custodire e ripercorrere la memoria sportiva. ''Ogni traguardo nasce dalla costanza, dalla preparazione e dal sacrificio, grazie a una squadra'', ha ricordato.
MarcoCorti.JPG (54 KB)
Il valore simbolico dell’iniziativa è stato evidenziato anche dal giornalista sportivo Marco Corti, il quale ha condotto gli interventi dell’intera mattinata. ‘'Il centenario delle Fiamme Gialle coincide esattamente con quello dell’Istituto Treccani, unendo idealmente un secolo di storia e di successi’’, ha notato. Corti ha inoltre ricordato il forte legame tra il territorio lecchese e il Gruppo sportivo delle Fiamme, che nel corso degli anni ha accolto numerosi atleti provenienti dalla nostra provincia.
ArturoMontanelli.JPG (65 KB)
Infatti, come primo intervento, c’è stato proprio quello di Arturo Montanelli, presidente dello Sci Club Lecco, che ha posto l’accento sul lavoro delle associazioni dilettantistiche. ''Il nostro compito - ha spiegato - è avvicinare i bambini alla montagna e allo sport, creando un collegamento tra il gioco e la fase agonistica''. Un’attività resa possibile dalla passione di volontari e piccoli sponsor, fondamentale per accompagnare i giovani fino ai livelli più alti, come quello dei campioni raccontati nel volume.
MassimoGhibaudo.JPG (71 KB)
A portare il saluto della città è stato anche il colonnello Massimo Ghibaudo, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Lecco, il quale ha espresso l’orgoglio del Corpo per le vittorie ottenute e, soprattutto, per l’impegno degli atleti, capaci di ''rappresentare il Paese attraverso il sacrificio quotidiano. Un esempio che - ha osservato - può diventare stimolo e messaggio positivo per i più giovani''.
MarcoPantanella.JPG (74 KB)
A ripercorrere le origini e l’evoluzione del Gruppo è stato il Tenente Colonnello Marco Pantanella, attuale capo ufficio addestramento e studi dei gruppi sportivi Fiamme Gialle, che ha sintetizzato questo secolo con tre parole: ''neve, disciplina e identità''. Dal 2012 la squadra si è estesa comprendendo anche gli atleti paralimpici, confermando il valore dello ''sport come strumento di riscatto, rappresentanza e forza''.
IsabellaMancini.JPG (56 KB)
Il maggiore Isabella Mancini, attuale nonché primo comandante donna nella storia del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, ha invece richiamato l’attenzione sulle tante persone che lavorano dietro le quinte, prima e dopo ogni gara. ''Il sogno finale è la medaglia, ma a renderla possibile sono tecnici, formatori e personale di supporto'', ha affermato. La storia del Gruppo affonda le radici nella Scuola alpina di Predazzo, dove gli sciatori venivano originalmente preparati per compiti di protezione in montagna. ''Da quell’esperienza è nato un percorso agonistico capace di regalare grandi soddisfazioni a partire dai primi importanti risultati internazionali’’, ha concluso.
Un ruolo essenziale nella costruzione del volume è stato svolto anche da Gianni Boninsegna, responsabile della comunicazione del V Nucleo Atleti, il quale ha intrapreso una profonda ricerca iconografica perché ''fotografie e documenti restituiscono non soltanto le imprese sportive, ma anche i volti, i luoghi e i passaggi che hanno costruito l’identità delle Fiamme Gialle''.
librofiammegialle__6_.JPG (49 KB)
Particolarmente intense le testimonianze degli atleti. Nadia Fanchini, sciatrice bergamasca, particolarmente dotata per le discipline veloci e protagonista di diverse gare Mondiali, ha raccontato l’onore di essere presente in un libro accanto ai grandi campioni del Gruppo. Entrata nelle Fiamme Gialle a 18 anni insieme alla sorella, ha ricordato il sostegno ricevuto durante una carriera segnata anche da gravi infortuni: ''Mi hanno fatta sentire in famiglia e hanno creduto in noi fin dall’inizio. Nei momenti difficili la caserma è sempre stata al nostro fianco''.
librofiammegialle__5_.JPG (53 KB)
Commozione anche nelle parole di Martina Valcepina, la pattinatrice di short track valtellinese protagonista di due edizioni Olimpiche. Reduce da un infortunio che le ha impedito di partecipare alla più recente Milano-Cortina, ha espresso gratitudine per la vicinanza ricevuta dalle Fiamme Gialle. ''Mi piacerebbe tornare sul ghiaccio per chiudere un cerchio: terminare la carriera con un infortunio sarebbe un peccato. Voglio essere io a scegliere quando smettere’’, ha affermato.
librofiammegialle__7_.JPG (58 KB)
Importante anche le parole di Andrea Giovannini, pattinatore di velocità trentino, il quale ha partecipato a quattro Olimpiadi, guadagnandosi anche un oro nell’inseguimento a squadre dell’edizione di quest’anno. L’atleta ha sottolineato l’emozione di aver conquistato la centesima medaglia olimpica delle Fiamme Gialle, risultato che testimonia ''la qualità del Gruppo sportivo e la sua capacità di accompagnare gli atleti anche nei passaggi più complessi''. Guardando al futuro, ha annunciato l’intenzione di ''dedicare un anno alla famiglia, per poi valutare come preparare al meglio il percorso verso i Giochi del 2030''.
librofiammegialle__8_.jpg (74 KB)
La presentazione si è così trasformata in un omaggio non soltanto ai campioni e alle medaglie, ma all’intera comunità che rende possibile ogni risultato. Il centenario degli Sciatori Fiamme Gialle restituisce l’immagine di una storia collettiva, costruita da atleti, tecnici, famiglie e territori: cento anni nei quali lo sport è stato competizione, ma anche educazione, memoria e appartenenza.
M.E.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.