PAROLE CHE PARLANO/300

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Coraggio

 Avere coraggio ed essere coraggiosi nell’accezione comune significano scegliere di affrontare i problemi e i pericoli con forza, senza paure e timori delle conseguenze, soprattutto quando si sa che è più sicuro affrontare le difficoltà che fuggirle.
Il coraggioso però non è colui che non prova paura, altrimenti i suoi atti non sarebbero meritori, ma incoscienti o addirittura patologici; è invece chi decide, vincendo la paura, di fare ciò che è giusto, necessario o importante.
Scriveva il grande filosofo stoico romano Seneca, nel suo De beneficiis, che il coraggio è la virtù che affronta i rischi giusti, distinguendo con scienza tra ciò che merita timore (frutto di una scelta, diversamente dalla paura, che è un istinto biologico) e ciò che non lo merita.
Per comprendere fino in fondo questa virtù, vale la pena fare un passo indietro e guardare la parola stessa: la sua origine latina ce lo mostra con estrema chiarezza. Coraggio deriva infatti dalla parola cor, cuore, passato al francese antico corage e quindi all’italiano.
“Coraticum”, dicevano in latino volgare i Romani (non è del tutto attestato), quando volevano indicare non una prova di forza o un'assenza di paura, ma letteralmente l'agire con il cuore (o il fatto di avere cuore). Esprimeva lo stato d'animo, la passione, l'intento profondo e l'ardore profuso in un'azione. Il cuore infatti era considerato la sede non solo degli affetti, ma anche della forza d’animo, della volontà e del carattere.
Nella tradizione interpretativa, divulgativa e persino in alcune esegesi antiche, si trova molto spesso citata l’espressione latina cor habeo, per spiegare il senso profondo del termine: chi ha coraggio, letteralmente "cor habet", cioè possiede un cuore solido, saldo, capace di affrontare l'avversità.
Un'altra parafrasi evocativa molto diffusa è cor agere (agire con il cuore) che collega cor al verbo agere (spingere, agire), intendendo il coraggio come il "mettere in azione il cuore".
Con il passare dei secoli, il termine si è focalizzato sulla capacità morale di affrontare il pericolo, il dolore o la paura senza perdersi d'animo, guidati dalle proprie convinzioni profonde e dall'immancabile voce del "cuore".

Rubrica a cura di Dino Ticli
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