Fibrosi cistica: da una battaglia personale a una missione condivisa. L'impegno di Emanuela Vola

Una pedalata che per Emanuela Vola è andata ben oltre i chilometri percorsi. Quella del 1° ottobre, in occasione dell'avvio del Charity Bike Tour, è stata infatti una giornata destinata a lasciare il segno: per la colichese è arrivato un importante riconoscimento, ma soprattutto la conferma che il cammino intrapreso anni fa insieme al figlio Gabriele sta diventando un impegno sempre più grande e condiviso.
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Al termine della prima tappa, Matteo Marzotto e lo staff della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica le hanno consegnato l’attestato di rappresentante, affidandole la responsabilità del Gruppo di sostegno Colico-Lecco. Un incarico che rappresenta il primo passo verso la futura nascita della Delegazione Colico-Lecco della Fondazione e che porta Emanuela a entrare a tutti gli effetti nello staff della realtà che da anni sostiene. L'emozione, naturalmente, non è mancata.
«Il gruppo di sostegno è un primo passo verso la delegazione», racconta Emanuela, consapevole del significato di quel riconoscimento e, soprattutto, del percorso che lo ha reso possibile. Il Charity Bike Tour le ha regalato anche la possibilità di incontrare finalmente di persona tante delle realtà con cui aveva costruito rapporti negli ultimi anni. 
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Emanuela Vola e Matteo Marzotto

Partita da Lecco in sella alla bicicletta, Emanuela ha attraversato il territorio incontrando le realtà della Valsassina che sostengono la Fondazione, fino a Morbegno.
Ma dietro questo nuovo incarico c'è una storia molto più personale. Una storia che comincia con Gabriele, il figlio di Emanuela, che oggi ha quasi sette anni. È stata la diagnosi di fibrosi cistica del piccolo ad avvicinare la mamma al mondo della Fondazione e della ricerca. Da quel momento Emanuela ha trasformato la preoccupazione e le difficoltà in energia, mettendosi in gioco anche attraverso la sua grande passione per la bicicletta. Intorno a lei, nel frattempo, si è formato un gruppo di persone pronte a dare una mano: nella vendita dei ciclamini, nelle iniziative di sensibilizzazione e negli eventi organizzati per raccogliere fondi e sostenere la ricerca. Una rete cresciuta passo dopo passo e che ha trovato una delle sue ultime occasioni di incontro nella «Pedalata con gusto» dello scorso 27 settembre a Colico.
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Poi, nel dicembre dello scorso anno, per Gabriele è arrivata una notizia attesa a lungo: è stata trovata la cura. Una conquista enorme per la sua famiglia, ma non ancora sufficiente per Emanuela. Perché nel gruppo ci sono altre mamme, altre famiglie, altri bambini che aspettano ancora una risposta. Ed è proprio pensando a loro che il suo impegno continua.
«Il nostro compito è trovare una cura per tutti», dice Emanuela. Una frase semplice, ma che racchiude il senso di tutto ciò che sta facendo. Perché la cura trovata per Gabriele non rappresenta il punto di arrivo, bensì la dimostrazione concreta che la ricerca può cambiare la vita delle persone e che vale la pena continuare a sostenerla. Così, quella che era iniziata come una battaglia personale è diventata una missione condivisa. La bicicletta, le pedalate, i ciclamini, gli eventi e ora anche il nuovo incarico nella Fondazione sono tasselli di un percorso che Emanuela vuole continuare a percorrere insieme al suo gruppo. Il riconoscimento ricevuto a Colico è dunque molto più di un attestato. È il riconoscimento di un impegno costruito nel tempo, ma anche l’inizio di una nuova sfida: far crescere il gruppo, rafforzare la presenza della Fondazione sul territorio lecchese e, soprattutto, continuare a pedalare verso un obiettivo che riguarda tutti. Una cura per tutti.
M.A.
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