Varenna: Ca' Venier donata al Comune, 'per onorare la memoria di Gianmarco'
Una dimora storica entra a far parte del patrimonio del comune di Varenna. Per donazione. Loredana Spiga, vedova di Gianmarco Venier ha caduto infatti all'ente pubblico una porzione immobiliare ad uso abitativo, con annesso ripostiglio in corpo staccato e giardino di pertinenza, situata nel centro storico del paese, in Contrada del Prato ai civici n. 16 e 18.
Si tratta di una pregiata dimora che si sviluppa su due livelli. Al piano terra si trovano la zona giorno, formata da cucina, servizio, zona pranzo, ampio soggiorno e veranda affacciata sul giardino; al piano primo, tre camere da letto e due servizi. Il complesso è impreziosito da un giardino di pertinenza, da un ripostiglio esterno con torretta e da un’ampia terrazza panoramica che si affaccia sul golfo di Varenna, con una vista che abbraccia il borgo sottostante e l’intero specchio del lago.

Alla donazione dell’immobile, la Sig.ra Spiga ha voluto aggiungere anche i beni mobili e gli arredi contenuti nell’abitazione. Un gesto senza precedenti nella storia amministrativa di Varenna: è infatti la prima volta che un privato cittadino dona al Comune una proprietà di tale rilevanza.
La donazione è accompagnata da un preciso vincolo di destinazione: la Sig.ra Spiga ha richiesto che l’immobile sia reso fruibile dall’intera comunità varennese attraverso attività promosse e realizzate dall’Amministrazione Comunale in campo sociale, culturale e turistico. Tale vincolo sarà trascritto per la durata di novant’anni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2645-ter del Codice Civile.

«È la prima volta, nella storia del nostro Comune, che un privato cittadino dona un immobile all’Amministrazione: un gesto che merita di essere ricordato negli anni a venire» commenta il sindaco Mauro Manzoni. «Desidero esprimere la mia gratitudine, e quella di tutta l’Amministrazione, alla Sig.ra Loredana Spiga, non solo per la generosità di questa donazione, ma anche per la sensibilità con cui ha voluto accompagnarla: chiedendo un vincolo di utilizzo in campo sociale, culturale e turistico, la Sig.ra Spiga ha saputo proteggere nel tempo il vero valore del suo gesto, evitando che un domani qualche amministratore possa svilire questo patrimonio. Chi conosce quella terrazza, affacciata sul golfo di Varenna in una posizione panoramica semplicemente invidiabile, sa che si tratta di un luogo incantevole, e da oggi sappiamo che appartiene a tutti noi».

«Mi è stato chiesto cosa mi abbia spinto alla decisione, forse non usuale, di donare casa Venier al Comune di Varenna. La risposta è, senza esitazioni: “Desidero onorare la memoria di mio marito, Gianmarco Venier”. Lui merita di essere ricordato per la bella persona che, in vita, è stato, per le tante, tante cose buone che, senza rumore, ha fatto per gli altri. Ha amato Varenna (e i Varennesi) fin dalla tenera età, quando (erano gli anni quaranta) il papà Ottaviano acquistò la proprietà da un erede Venini, e a Varenna ha sempre fatto ritorno, fino alla fine» spiega Loredana Spiga Venier: «Per la casa di via del Prato sono passate tutte le persone, parenti, amici, conoscenti, che hanno fatto parte della nostra vita. È stata uno spazio davvero speciale: dal terrazzo, per tanti anni, abbiamo ‘respirato’ l’intero paese con le sue luci e colori, il lago coi suoi umori, le montagne a fare da corona e quelle nuvole a succedersi leggere o, più spesso, minacciose. Ora, in mancanza di eredi diretti, e oltretutto in un momento storico in cui, a mio vedere, ci si chiude sempre più nel privato e in cui prevale il senso di isolamento e di frammentazione delle comunità, credo sia buona cosa offrire invece tanta bellezza alla collettività. Per questa ragione, non vedo altri se non Voi, che questa comunità rappresentate, a cui affidare la memoria e la cura di questo mio luogo del cuore».


Alla donazione dell’immobile, la Sig.ra Spiga ha voluto aggiungere anche i beni mobili e gli arredi contenuti nell’abitazione. Un gesto senza precedenti nella storia amministrativa di Varenna: è infatti la prima volta che un privato cittadino dona al Comune una proprietà di tale rilevanza.
La donazione è accompagnata da un preciso vincolo di destinazione: la Sig.ra Spiga ha richiesto che l’immobile sia reso fruibile dall’intera comunità varennese attraverso attività promosse e realizzate dall’Amministrazione Comunale in campo sociale, culturale e turistico. Tale vincolo sarà trascritto per la durata di novant’anni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2645-ter del Codice Civile.

«È la prima volta, nella storia del nostro Comune, che un privato cittadino dona un immobile all’Amministrazione: un gesto che merita di essere ricordato negli anni a venire» commenta il sindaco Mauro Manzoni. «Desidero esprimere la mia gratitudine, e quella di tutta l’Amministrazione, alla Sig.ra Loredana Spiga, non solo per la generosità di questa donazione, ma anche per la sensibilità con cui ha voluto accompagnarla: chiedendo un vincolo di utilizzo in campo sociale, culturale e turistico, la Sig.ra Spiga ha saputo proteggere nel tempo il vero valore del suo gesto, evitando che un domani qualche amministratore possa svilire questo patrimonio. Chi conosce quella terrazza, affacciata sul golfo di Varenna in una posizione panoramica semplicemente invidiabile, sa che si tratta di un luogo incantevole, e da oggi sappiamo che appartiene a tutti noi».

«Mi è stato chiesto cosa mi abbia spinto alla decisione, forse non usuale, di donare casa Venier al Comune di Varenna. La risposta è, senza esitazioni: “Desidero onorare la memoria di mio marito, Gianmarco Venier”. Lui merita di essere ricordato per la bella persona che, in vita, è stato, per le tante, tante cose buone che, senza rumore, ha fatto per gli altri. Ha amato Varenna (e i Varennesi) fin dalla tenera età, quando (erano gli anni quaranta) il papà Ottaviano acquistò la proprietà da un erede Venini, e a Varenna ha sempre fatto ritorno, fino alla fine» spiega Loredana Spiga Venier: «Per la casa di via del Prato sono passate tutte le persone, parenti, amici, conoscenti, che hanno fatto parte della nostra vita. È stata uno spazio davvero speciale: dal terrazzo, per tanti anni, abbiamo ‘respirato’ l’intero paese con le sue luci e colori, il lago coi suoi umori, le montagne a fare da corona e quelle nuvole a succedersi leggere o, più spesso, minacciose. Ora, in mancanza di eredi diretti, e oltretutto in un momento storico in cui, a mio vedere, ci si chiude sempre più nel privato e in cui prevale il senso di isolamento e di frammentazione delle comunità, credo sia buona cosa offrire invece tanta bellezza alla collettività. Per questa ragione, non vedo altri se non Voi, che questa comunità rappresentate, a cui affidare la memoria e la cura di questo mio luogo del cuore».




















