Lecco: due tentati furto in 3 giorni. 27enne dal giudice
Nel giro di tre giorni è stata processata due volte per il medesimo reato, tentato furto, compiuto a danno di due esercizi commerciali.
Il giudice, in entrambi i casi, ha usato “clemenza” applicandole in un caso l'obbligo di firma davanti ai carabinieri e nell'altro l'obbligo di dimora, ma ora si dovrà attendere l'esito dell'udienza del 2 novembre.
La donna, classe 1999, domenica notte si era introdotta all'interno di un negozio ubicato nel centro commerciale Iperal di Civate. Scoperta dalla vigilanza a frugare tra gli scaffali di un negozio di abbigliamento era stata poi presa in custodia dalle forze dell'ordine e arrestata.
Nella mattinata di lunedì era stata tradotta in tribunale per tentato furto aggravato e qui il giudice Giulia Barazzetta aveva dispoto per lei l'obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri di Cremella, area di pertinenza rispetto al suo domicilio.
Rilasciata, invece di tornare a casa per la firma si era intrattenuta a Lecco e dal tribunale era “scesa” direttamente al centro commerciale La Meridiana, introducendosi all'interno di Cisalfa. Scelti alcuni vestiti la donna era entrata in un camerino, attardandosi più del dovuto e generando così sospetti nella commessa. Il rumore di un oggetto metallico aveva destato ancora più l'attenzione del personale del negozio che, all'uscita, unitamente alla sorveglianza l'avevano fermata chiamando le forze dell'ordine. Sottoposta a perquisizione era stata trovata con indosso diversi vestiti, le placche antitaccheggio forzate e un tronchesino. Nuovamente tratta in arresto questa mattina è comparsa davanti al giudice Paolo Salvatore, difesa di fiducia dall'avvocato Simone Natale (che già lunedì l'aveva assistita come legale d'ufficio). Accolta l'istanza per la riunione dei due fascicoli e rinviata l'udienza al 2 novembre, il giudice ha stabilito per la donna l'obbligo di dimora presso l'abitazione della madre.
Il giudice, in entrambi i casi, ha usato “clemenza” applicandole in un caso l'obbligo di firma davanti ai carabinieri e nell'altro l'obbligo di dimora, ma ora si dovrà attendere l'esito dell'udienza del 2 novembre.
La donna, classe 1999, domenica notte si era introdotta all'interno di un negozio ubicato nel centro commerciale Iperal di Civate. Scoperta dalla vigilanza a frugare tra gli scaffali di un negozio di abbigliamento era stata poi presa in custodia dalle forze dell'ordine e arrestata.
Nella mattinata di lunedì era stata tradotta in tribunale per tentato furto aggravato e qui il giudice Giulia Barazzetta aveva dispoto per lei l'obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri di Cremella, area di pertinenza rispetto al suo domicilio.
Rilasciata, invece di tornare a casa per la firma si era intrattenuta a Lecco e dal tribunale era “scesa” direttamente al centro commerciale La Meridiana, introducendosi all'interno di Cisalfa. Scelti alcuni vestiti la donna era entrata in un camerino, attardandosi più del dovuto e generando così sospetti nella commessa. Il rumore di un oggetto metallico aveva destato ancora più l'attenzione del personale del negozio che, all'uscita, unitamente alla sorveglianza l'avevano fermata chiamando le forze dell'ordine. Sottoposta a perquisizione era stata trovata con indosso diversi vestiti, le placche antitaccheggio forzate e un tronchesino. Nuovamente tratta in arresto questa mattina è comparsa davanti al giudice Paolo Salvatore, difesa di fiducia dall'avvocato Simone Natale (che già lunedì l'aveva assistita come legale d'ufficio). Accolta l'istanza per la riunione dei due fascicoli e rinviata l'udienza al 2 novembre, il giudice ha stabilito per la donna l'obbligo di dimora presso l'abitazione della madre.
S.V.





















