Lecco, la Casa di Comunità si racconta: 'apre' la Salute Mentale

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Far conoscere i servizi, superare i pregiudizi e avvicinare i cittadini ai percorsi di cura. Sono questi i temi al centro sabato in via Ghislanzoni dove ha preso il via il ciclo di incontri gratuiti e ad accesso libero 'La Casa di Comunità si racconta', promosso dall’ASST. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, il primo appuntamento è stato dedicato ai servizi territoriali per la salute mentale e le dipendenze, con uno sguardo anche alla neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e ai percorsi di supporto psicologico.
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A intervenire, insieme ai professionisti delle diverse aree, sono stati Ottaviano Martinelli, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze, Costanza Agostoni, direttrice della S.C. Rete Dipendenze, e Vittorio Rigamonti, direttore della S.C. Psicologia clinica.
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Il confronto ha messo in evidenza la necessità di cambiare lo sguardo su servizi spesso associati soltanto alle situazioni più gravi: ''le difficoltà psicologiche possono riguardare tutte le età e chiedere aiuto non deve essere vissuto come uno stigma'', come è stato affermato.
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Una parte della mattinata è stata dedicata all’evoluzione delle dipendenze e alla riorganizzazione dei servizi. ''Le forme di dipendenza sono cambiate negli ultimi anni e sono trasversali'', ha spiegato Agostoni insieme alla coordinatrice infermieristica Alessia Riccardi. Accanto ai percorsi per le dipendenze da sostanze, sono stati richiamati il trattamento del gioco d’azzardo, il tabagismo e la sfida degli ultimi tempi legata alle dipendenze digitali.
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Riccardi ha sottolineato il carattere “a bassa soglia” dei servizi. ''Offriamo un accesso semplice e rapido, senza impegnativa e con la possibilità dell’anonimato. Un aspetto importante per avvicinare anche chi fatica ad accogliere la proposta di un percorso di cura''. Nella nuova organizzazione illustrata durante l’incontro, l’obiettivo è rendere la rete più flessibile e articolare risposte specifiche ai diversi bisogni. ''Grazie agli spoke avremo modo di organizzare servizi più agili con presa in carico più specialistica'', ha osservato Riccardi. Tra le realtà citate, i percorsi dedicati al tabagismo a Lecco e al gioco d’azzardo a Calolziocorte; per Merate è stata prospettata un’unica sede per tutte le dipendenze.
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Il confronto si è poi allargato al ruolo della psicologia nelle Case di Comunità e alla necessità di collegare le diverse aree di intervento. In questo quadro, è stato presentato il servizio “Quindiciventiquattro”, con percorsi dedicati al supporto verso i giovani e un lavoro che intreccia competenze sanitarie e conoscenza del territorio.
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Due le direttrici illustrate: il rafforzamento della collaborazione tra i professionisti e i servizi specialistici dell’ASST e la costruzione di legami con gli Ambiti e il Terzo settore, attraverso la co-programmazione e la co-progettazione. Non soltanto procedure, dunque, ma un ''confronto continuativo per affrontare problemi concreti'', tra cui l’abbandono scolastico. L’attività viene monitorata attraverso indicatori relativi agli accessi, alle persone seguite, agli interventi, ai tempi di attesa e agli esiti dei percorsi.
A chiudere la mattinata, la riflessione su come far conoscere meglio queste opportunità alla popolazione. L’incontro, partecipato soprattutto da operatori, ha evidenziato l’importanza di raggiungere anche chi ancora non conosce i servizi: rendere più accessibili le informazioni è un primo passo per rendere più accessibile anche la cura.
M.E.
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