Miriam e Francesco in partenza per la Guinea-Bissau con il PIME
Il conto alla rovescia è iniziato: il 15 dicembre, tra meno di 2 mesi, Miriam Lattuada e Francesco Tenderini partiranno per la Guinea-Bissau, dove li attendono tre anni di vita e missione come Laici del PIME.
Sposati nel 2025, 33 anni lei, uno in meno lui, entrambi educatori, vivono a Lecco e hanno scelto di intraprendere insieme questo cammino, mettendosi al servizio delle comunità locali. Miriam proviene dalla Comunità Pastorale San Maurizio di Cassano Magnago, Francesco dalla parrocchia San Dionigi di Premana. Dopo due anni di formazione e una prima esperienza di due mesi in Guinea-Bissau, vissuta nell’inverno scorso per conoscere il Paese e la realtà che li avrebbe accolti, hanno deciso di accettare la proposta di partire insieme, pronti a condividere la quotidianità della popolazione e a costruire relazioni che saranno il cuore della loro missione.
Il 24 ottobre Miriam e Francesco saranno a Milano per partecipare alla veglia della «Redditio Symboli» con l’Arcivescovo, durante la quale riceveranno il mandato missionario. Ad accompagnarli in questo momento significativo ci sarà anche una delegazione della Valsassina e di Premana, segno della vicinanza delle comunità da cui Francesco proviene e che continuerà a sostenerli anche a distanza.
In questi giorni, invece, la coppia si trova a Lisbona, dove resterà fino al 30 novembre per imparare il portoghese, elemento importante in vista dell’inserimento nella nuova realtà.
Per entrambi, comunque, non si tratta della prima volta in cui si mettono al servizio: in passato hanno già vissuto individualmente esperienze in ambiti diversi, anche in contesti legati alla solidarietà e alla carità. Questa volta, però, sarà diverso: per la prima volta partiranno insieme, come marito e moglie, mettendo in gioco non soltanto le proprie competenze, ma anche la loro vita di coppia.

La Guinea-Bissau è segnata da una situazione sociopolitica instabile e da ripetuti colpi di Stato. Tra le maggiori fragilità ci sono i settori della scuola e della sanità, che faticano a garantire servizi adeguati a tutta la popolazione. La loro destinazione sarà Bissorã, nella regione di Oio, un piccolo centro in un Paese dove il PIME è presente da molti anni. È qui che Miriam e Francesco vivranno, condividendo la quotidianità della comunità locale e dei volontari, supportando le Missionarie dell’Immacolata (MdI). Il loro impegno si inserirà nel progetto «Con le suore a sostegno delle scuole di Mansoa e Bissorã», accompagnati da suor Anna Marini. Insieme collaboreranno al coordinamento di dodici scuole autogestite, sette nella zona di Mansoa e cinque in quella di Bissorã, nate dalla collaborazione tra lo Stato, i villaggi e le Missionarie dell’Immacolata. Metteranno a disposizione le proprie competenze soprattutto nell’ambito pedagogico, nella formazione e nell’accompagnamento delle scuole verso una maggiore autonomia finanziaria. Il loro ruolo, tuttavia, non sarà quello di educatori, come potrebbe accadere in un contesto italiano, ma di collaboratori: l’obiettivo non è sostituirsi alle persone del posto, né offrire soluzioni già pronte, bensì camminare accanto a loro, sostenendole nel diventare sempre più protagoniste e autonome nella gestione delle proprie scuole. Perché il senso della missione, prima ancora delle attività da realizzare, è imparare a stare con le persone, ascoltarle, conoscerle e condividere la vita di ogni giorno.

Francesco e Miriamo scelto di dare al loro viaggio un nome che racchiude proprio questo desiderio: «À sombra da mangueira», cioè «All’ombra del mango». Il mango è una delle piante più diffuse in Guinea-Bissau e, con la sua chioma ampia e le sue foglie, offre riparo dal caldo e un po’ di fresco nelle giornate più afose. Durante la loro permanenza nel Paese l'inverno scorso hanno visto con i propri occhi quanto questi alberi siano importanti anche come luoghi di incontro: sotto uno di essi, infatti, le persone si riunisco, disponendo le sedie all’ombra per stare insieme, parlare e condividere del tempo. Un’immagine semplice, ma capace di raccontare un modo di vivere e di costruire relazioni. Prima ancora del fare, insomma, viene lo stare; prima dei progetti, l’ascolto; prima delle risposte, il tempo necessario per conoscere le persone e lasciarsi conoscere.

Miriam e Francesco si preparano così a partire, portando con sé la loro storia, la formazione ricevuta e la disponibilità a lasciarsi cambiare da ciò che incontreranno. Tre anni per condividere, imparare e collaborare, nella consapevolezza che la missione non consiste soltanto nel portare qualcosa agli altri, ma anche nel riconoscere quanto si possa ricevere da loro. Chi vorrà accompagnarli in questo cammino potrà sostenere il progetto, contribuendo al lavoro delle scuole di Mansoa e Bissorã e alla crescita della loro autonomia. Un modo concreto per essere vicini a Miriam e Francesco e, attraverso di loro, alle comunità che li accoglieranno. Perché, all’ombra di un mango, la prima cosa da fare è esserci: con rispetto, con pazienza e con il desiderio di costruire insieme.

Il 24 ottobre Miriam e Francesco saranno a Milano per partecipare alla veglia della «Redditio Symboli» con l’Arcivescovo, durante la quale riceveranno il mandato missionario. Ad accompagnarli in questo momento significativo ci sarà anche una delegazione della Valsassina e di Premana, segno della vicinanza delle comunità da cui Francesco proviene e che continuerà a sostenerli anche a distanza.
In questi giorni, invece, la coppia si trova a Lisbona, dove resterà fino al 30 novembre per imparare il portoghese, elemento importante in vista dell’inserimento nella nuova realtà.
Per entrambi, comunque, non si tratta della prima volta in cui si mettono al servizio: in passato hanno già vissuto individualmente esperienze in ambiti diversi, anche in contesti legati alla solidarietà e alla carità. Questa volta, però, sarà diverso: per la prima volta partiranno insieme, come marito e moglie, mettendo in gioco non soltanto le proprie competenze, ma anche la loro vita di coppia.

La Guinea-Bissau è segnata da una situazione sociopolitica instabile e da ripetuti colpi di Stato. Tra le maggiori fragilità ci sono i settori della scuola e della sanità, che faticano a garantire servizi adeguati a tutta la popolazione. La loro destinazione sarà Bissorã, nella regione di Oio, un piccolo centro in un Paese dove il PIME è presente da molti anni. È qui che Miriam e Francesco vivranno, condividendo la quotidianità della comunità locale e dei volontari, supportando le Missionarie dell’Immacolata (MdI). Il loro impegno si inserirà nel progetto «Con le suore a sostegno delle scuole di Mansoa e Bissorã», accompagnati da suor Anna Marini. Insieme collaboreranno al coordinamento di dodici scuole autogestite, sette nella zona di Mansoa e cinque in quella di Bissorã, nate dalla collaborazione tra lo Stato, i villaggi e le Missionarie dell’Immacolata. Metteranno a disposizione le proprie competenze soprattutto nell’ambito pedagogico, nella formazione e nell’accompagnamento delle scuole verso una maggiore autonomia finanziaria. Il loro ruolo, tuttavia, non sarà quello di educatori, come potrebbe accadere in un contesto italiano, ma di collaboratori: l’obiettivo non è sostituirsi alle persone del posto, né offrire soluzioni già pronte, bensì camminare accanto a loro, sostenendole nel diventare sempre più protagoniste e autonome nella gestione delle proprie scuole. Perché il senso della missione, prima ancora delle attività da realizzare, è imparare a stare con le persone, ascoltarle, conoscerle e condividere la vita di ogni giorno.

Francesco e Miriamo scelto di dare al loro viaggio un nome che racchiude proprio questo desiderio: «À sombra da mangueira», cioè «All’ombra del mango». Il mango è una delle piante più diffuse in Guinea-Bissau e, con la sua chioma ampia e le sue foglie, offre riparo dal caldo e un po’ di fresco nelle giornate più afose. Durante la loro permanenza nel Paese l'inverno scorso hanno visto con i propri occhi quanto questi alberi siano importanti anche come luoghi di incontro: sotto uno di essi, infatti, le persone si riunisco, disponendo le sedie all’ombra per stare insieme, parlare e condividere del tempo. Un’immagine semplice, ma capace di raccontare un modo di vivere e di costruire relazioni. Prima ancora del fare, insomma, viene lo stare; prima dei progetti, l’ascolto; prima delle risposte, il tempo necessario per conoscere le persone e lasciarsi conoscere.

Miriam e Francesco si preparano così a partire, portando con sé la loro storia, la formazione ricevuta e la disponibilità a lasciarsi cambiare da ciò che incontreranno. Tre anni per condividere, imparare e collaborare, nella consapevolezza che la missione non consiste soltanto nel portare qualcosa agli altri, ma anche nel riconoscere quanto si possa ricevere da loro. Chi vorrà accompagnarli in questo cammino potrà sostenere il progetto, contribuendo al lavoro delle scuole di Mansoa e Bissorã e alla crescita della loro autonomia. Un modo concreto per essere vicini a Miriam e Francesco e, attraverso di loro, alle comunità che li accoglieranno. Perché, all’ombra di un mango, la prima cosa da fare è esserci: con rispetto, con pazienza e con il desiderio di costruire insieme.
M.A.





















