PAROLE CHE PARLANO/302

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Abbarbicarsi


La parola abbarbicarsi evoca immediatamente l'immagine di una pianta che si aggrappa con tenacia a una roccia o a un muro. È un verbo che parla di resistenza, ostinazione e attaccamento, e la sua etimologia riflette perfettamente queste idee.
Deriva infatti da barbica, termine antico che indicava le radici sottili, le barbe delle piante. Barbica è a sua volta collegata al latino barba, per la somiglianza tra i filamenti radicali e i peli del volto. 
Il verbo barbicare significava dunque "mettere radici", "attaccarsi con le radici". L'aggiunta del prefisso intensivo a(d)- ha dato origine a abbarbicarsi, cioè "aggrapparsi saldamente", "radicarsi con forza".

L'immagine originaria è quella dell'edera che si arrampica su un tronco o di quelle piante che crescono nelle fessure dei muri, trovando sostegno dove sembrava impossibile. 
Da questo significato concreto si è sviluppato quello figurato: abbarbicarsi a un'idea, a una speranza, a un ricordo. In questi casi non sono più le radici a stringere la pietra, ma la mente o il cuore che si rifiutano di lasciare andare qualcosa.

La parola contiene quindi una duplice sfumatura metaforica. Da un lato suggerisce forza e capacità di resistere alle avversità; dall'altro può indicare un attaccamento eccessivo, quasi una difficoltà a staccarsi. Chi si abbarbica trova sostegno, ma rischia anche di restare prigioniero di ciò a cui si è aggrappato. Esattamente come un paesino abbarbicato sulle pendici di una montagna dove gli abitanti più anziani cercano di resistere, ostinatamente.
Rubrica a cura di Dino Ticli
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