Lecco, AspocDay: ospite Cartlon Myers. ''la sconfitta si supera insieme''

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Dallo sport una lezione di inclusione, impegno e fiducia nelle possibilità di ciascuno. Si è svolta ieri, alla sede di Lecco del Politecnico di Milano, la ventiduesima edizione di ASPOCDAY, l’appuntamento annuale promosso dall’Associazione per lo Sviluppo del Potenziale Cognitivo. Ospite d’onore Carlton Myers, ex cestista nonché campione europeo con la Nazionale italiana e portabandiera azzurro ai Giochi olimpici di Sydney 2000.
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L'ex cestista azzurro Carlton Meyers, Marco Tarabini, Domenico Bodega e Roberto Carnabuci

''Dentro ogni possibilità, oltre ogni limite''
è il titolo scelto per l’edizione 2026. Un messaggio che ha attraversato gli interventi della giornata: il limite non come una sentenza, ma un punto da cui partire, in un contesto che deve permettere a ciascuno di esprimere le proprie capacità.
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Marco Tarabini, prorettore del Politecnico

Ad accogliere i presenti è stato il padrone di casa, Marco Tarabini, prorettore del Politecnico, il quale ha confermato la vicinanza dell’ateneo all’associazione e al progetto sviluppato insieme al professor Covarrubias. Presente anche Angela Fortino, assessore all’Istruzione, educazione e famiglia, che ha richiamato il valore dell’accompagnamento nei percorsi di autonomia. Le difficoltà si superano si superano quando c’è qualcuno che ti prende per mano e ti aiuta''.
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L'ingegner Massimo Petiti

A portare il proprio contributo è stato anche l’ingegner Massimo Petiti, docente della NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti, che quest’anno ha affiancato l’associazione nella ricerca di nuove idee per comunicare e condividere con il pubblico le esperienze del progetto. Abituato a portare in aula le startup per mettere in relazione teoria e pratica, Petiti ha descritto l’incontro con ASPOC come una sfida anche personale, da cui è nata una collaborazione stimolante. ''Abbiamo trovato un’ottima corrispondenza, quindi sono io a ringraziare'' ha concluso.
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Domenico Bodega

Domenico Bodega, presidente di ASPOC, ha riportato il pubblico alle origini dell’associazione, nata ventidue anni fa dall’esperienza delle famiglie che si erano trovate ad affrontare la fragilità dei propri figli e, insieme, il senso di inadeguatezza e la preoccupazione per il loro futuro. ''Da quel percorso è maturata una consapevolezza decisivo: abbiamo scoperto che i limiti dei nostri figli non erano in loro, ma nell’ambiente circostante''.
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L'assessore Angela Fortino

Il limite, dunque, non va considerato una sentenza sulla persona: può indicare piuttosto ciò che un contesto deve cambiare per rendere possibile la partecipazione e la crescita. Bodega ha insistito sul ruolo della qualità degli ambienti e delle relazioni nel costruire autonomia, ricordando che ''nessun genitore dovrebbe essere lasciato solo davanti a un carico così impegnativo''.
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Ha quindi descritto ASPOC come una ''squadra composta da famiglie, comunità sociale, mondo della ricerca e università, istituzioni, fondazioni, educatori e volontari: una rete che sostiene i progetti e contribuisce a trasformare un bisogno in opportunità concrete''. In questo quadro si colloca ASPOC College, progetto pensato per rispondere al vuoto che può aprirsi dopo i 18 anni e per accompagnare i giovani nella preparazione del proprio futuro. ''L’autonomia - ha sottolineato - non è un traguardo individuale da raggiungere in solitudine, ma un cammino condiviso, un cammino che facciamo tutti insieme''.
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A destra Giada Canino

Presente durante il pomeriggio anche Giada Canino, atleta di Calolziocorte e campionessa di danza sportiva paralimpica.
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La palla è poi passata all’ospite d’onore, Carlton Myers, il quale ha portato il proprio vissuto di atleta, intrecciando i ricordi della carriera a una riflessione sul valore educativo dello sport. L'atleta ha raccontato di aver incontrato episodi di razzismo fin da giovane e di aver cercato, nel tempo, di affrontarli con sensibilità e determinazione. Ha ricordato anche osservazioni ricevute durante il percorso sportivo: alcune critiche, pur difficili da ascoltare, possono diventare occasioni per imparare e migliorare. Accanto alla disciplina, Meyers ha messo al centro la capacità di reagire agli ostacoli e di non misurare il valore delle persone soltanto attraverso vittorie e sconfitte.
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Carlton Meyers

''Il vincente è colui che accetta la sconfitta ed è pronto a ripartire con gli altri'', ha affermato, spostando l’attenzione dal successo individuale alla possibilità di rialzarsi insieme. Richiamando l’onore e la responsabilità vissuti da portabandiera olimpico, ha parlato anche delle emozioni legate a quel ruolo. Infine, rivolgendosi ai ragazzi di ASPOC, ha riconosciuto la ''ricchezza delle capacità di ciascuno e il valore dell’incontro con loro: un’esperienza che - ha raccontato - gli ha lasciato sorrisi ed emozioni difficili da dimenticare''.
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L’iniziativa ha così rilanciato l’impegno di ASPOC: costruire ambienti e opportunità in cui i giovani con fragilità cognitive possano partecipare alla vita sociale e sviluppare il proprio potenziale. L’evento è proseguito con momenti di confronto con i genitori dei ragazzi coinvolti, alla ricerca di una progettualità comune e condivisa.
M.E.
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