Cernusco: storia dell'edilizia economico-popolare (ex 167)
Quando alla fine del 1976 divenni Sindaco di Cernusco la passione politica nel paese era molto forte e si esprimeva in affollatissime Assemblee Pubbliche che si tenevano nella Palestra Comunale . Erano tanti i temi caldi in quegli anni.
Che andavano dalla Esselunga che non si riusciva ad “aprire” per via dei molti nemici sia dentro che fuori Cernusco .
Al Pianoro di Moscoro dove si stava costruendo la Nuova Scuola Media Consortile ma la cui vasta e bellissima area faceva gola a molti .
Faceva gola alla PEDEMONTANA che pensava di usare proprio quel “pianoro” per realizzare un enorme incrocio autostradale fra la Pedemontana stessa e il proseguimento della Tangenziale Est che avrebbe raggiunto Lecco.
Un progetto faraonico che piaceva a Merate ma che Cernusco respinse subito : l’incrocio delle Autostrade si sarebbe mangiato 1/4 del territorio del Paese !!
E poi alle CASE perché la fame di case a Cernusco restava alta nonostante le tante Case Popolari che il Comune aveva fatto costruire subito dopo la fine della Guerra.
La strategia del Comune era quella di procedere alla Ristrutturazione del Centro Storico , e per farlo bisognava fare nuove case per tutti coloro che nel Centro Storico ancora abitavano .
Antonio – aveva detto Giampiero Proserpio , storico esponente della Democrazia Cristiana di Cernusco, dobbiamo rimetterci a fare le case per i Cernuschesi !
Il Governo aveva lanciato da poco un Piano Nazionale per l’edilizia “economica e popolare” al quale Cernusco aveva già aderito.
Era la legge “167” del 1962 che resta un vanto della Democrazia Cristiana e in particolare del Ministro Fiorentino SULLO che l’aveva voluta e l’aveva saputo portare in porto. Sullo - di cui oggi pochi si ricordano - era stato il più giovane dei Padri Costituenti e poi si era distinto nei primi Governi del dopoguerra per dinamismo e incisività delle riforme da lui portate avanti.
Perché poi Cernusco – unico fra tutti i Comuni della Provincia – avesse già inserito nel suo Strumento Urbanistico una così importante fetta del proprio Territorio da destinare a Edilizia Economica e Popolare non lo so proprio spiegare. Ma penso che in questa scelta abbia molto influito l’ Architetto Bruno Bianchi che del Primo Strumento Urbanistico di Cernusco era stato l’estensore.
Bianchi oltre ad esser stato uno fra i migliori architetti di Lecco è stato anche un uomo di grande cultura e di grande sensibilità sociale .
E mi piace ricordarlo proprio in questi giorni in cui avrebbe compiuto 100 anni e a Lecco la famiglia lo ricorda con la pubblicazione dei suoi scritti e delle sue poesie.
Mi fu dunque subito chiaro che le case a Cernusco le avremmo potuto fare solo con i piani di Edilizia Economica e Popolare del Ministro Sullo e dell’Architetto Bianchi.
E se non avessimo avuto inoltre dalla nostra parte anche il Conte Giovannino Lurani (uomo generoso e amante appassionato del suo paese ) noi difficilmente saremmo riusciti a far partire in tempi record il primo Lotto di “167”. Fu subito costituita una Cooperativa di Cernuschesi a cui fu dato il nome di “Cooperativa San Marco” (Presidente Angelini, Progettista il Geometra Brivio e come Costruttore l’Impresa Lazzarini).
Il Conte non stette a discutere neanche un momento ma cedette subito al comune tutte le sue proprietà a prezzo di esproprio e tante sono le famiglie di cernuschesi che gliene devono essere grate.
Questo primo Lotto prevedeva l’assegnazione in diritto di proprietà mentre nei Lotti successivi l’assegnazione sarebbe stato in diritto di superficie il che voleva dire che dopo 99 anni il terreno sarebbe ritornato di proprietà comunale.
Non fu facile convincere i cernuschesi che nonostante questo vincolo i vantaggi e le agevolazioni previste dalla legge rendevano la partecipazione alla Cooperativa un vero e proprio “AFFARE”.
Al Primo Lotto seguì il Secondo e poi un Terzo tanto che alla fine si formò quasi un secondo paese che a Cernusco tutti chiamano il VILLAGGIO SAN MARCO.
La 167 restò in auge per una 15^ di anni poi i Governi iniziarono a smontarla pezzo dopo pezzo fino a smantellarla completamente.
Io sono convinto che questo sia stato un errore perché ora che avremmo bisogno di far partire in fretta un nuovo Piano Casa ci accorgiamo che coinvolgere i Comuni è molto difficile se non metti a loro disposizione uno strumento come la “167” per programmare, regolare e governare i processi complessi dei Piani Casa.
Che andavano dalla Esselunga che non si riusciva ad “aprire” per via dei molti nemici sia dentro che fuori Cernusco .
Al Pianoro di Moscoro dove si stava costruendo la Nuova Scuola Media Consortile ma la cui vasta e bellissima area faceva gola a molti .
Faceva gola alla PEDEMONTANA che pensava di usare proprio quel “pianoro” per realizzare un enorme incrocio autostradale fra la Pedemontana stessa e il proseguimento della Tangenziale Est che avrebbe raggiunto Lecco.
Un progetto faraonico che piaceva a Merate ma che Cernusco respinse subito : l’incrocio delle Autostrade si sarebbe mangiato 1/4 del territorio del Paese !!
E poi alle CASE perché la fame di case a Cernusco restava alta nonostante le tante Case Popolari che il Comune aveva fatto costruire subito dopo la fine della Guerra.
La strategia del Comune era quella di procedere alla Ristrutturazione del Centro Storico , e per farlo bisognava fare nuove case per tutti coloro che nel Centro Storico ancora abitavano .
Antonio – aveva detto Giampiero Proserpio , storico esponente della Democrazia Cristiana di Cernusco, dobbiamo rimetterci a fare le case per i Cernuschesi !
Il Governo aveva lanciato da poco un Piano Nazionale per l’edilizia “economica e popolare” al quale Cernusco aveva già aderito.
Era la legge “167” del 1962 che resta un vanto della Democrazia Cristiana e in particolare del Ministro Fiorentino SULLO che l’aveva voluta e l’aveva saputo portare in porto. Sullo - di cui oggi pochi si ricordano - era stato il più giovane dei Padri Costituenti e poi si era distinto nei primi Governi del dopoguerra per dinamismo e incisività delle riforme da lui portate avanti.
Perché poi Cernusco – unico fra tutti i Comuni della Provincia – avesse già inserito nel suo Strumento Urbanistico una così importante fetta del proprio Territorio da destinare a Edilizia Economica e Popolare non lo so proprio spiegare. Ma penso che in questa scelta abbia molto influito l’ Architetto Bruno Bianchi che del Primo Strumento Urbanistico di Cernusco era stato l’estensore.
Bianchi oltre ad esser stato uno fra i migliori architetti di Lecco è stato anche un uomo di grande cultura e di grande sensibilità sociale .
E mi piace ricordarlo proprio in questi giorni in cui avrebbe compiuto 100 anni e a Lecco la famiglia lo ricorda con la pubblicazione dei suoi scritti e delle sue poesie.
Mi fu dunque subito chiaro che le case a Cernusco le avremmo potuto fare solo con i piani di Edilizia Economica e Popolare del Ministro Sullo e dell’Architetto Bianchi.
E se non avessimo avuto inoltre dalla nostra parte anche il Conte Giovannino Lurani (uomo generoso e amante appassionato del suo paese ) noi difficilmente saremmo riusciti a far partire in tempi record il primo Lotto di “167”. Fu subito costituita una Cooperativa di Cernuschesi a cui fu dato il nome di “Cooperativa San Marco” (Presidente Angelini, Progettista il Geometra Brivio e come Costruttore l’Impresa Lazzarini).
Il Conte non stette a discutere neanche un momento ma cedette subito al comune tutte le sue proprietà a prezzo di esproprio e tante sono le famiglie di cernuschesi che gliene devono essere grate.
Questo primo Lotto prevedeva l’assegnazione in diritto di proprietà mentre nei Lotti successivi l’assegnazione sarebbe stato in diritto di superficie il che voleva dire che dopo 99 anni il terreno sarebbe ritornato di proprietà comunale.
Non fu facile convincere i cernuschesi che nonostante questo vincolo i vantaggi e le agevolazioni previste dalla legge rendevano la partecipazione alla Cooperativa un vero e proprio “AFFARE”.
Al Primo Lotto seguì il Secondo e poi un Terzo tanto che alla fine si formò quasi un secondo paese che a Cernusco tutti chiamano il VILLAGGIO SAN MARCO.
La 167 restò in auge per una 15^ di anni poi i Governi iniziarono a smontarla pezzo dopo pezzo fino a smantellarla completamente.
Io sono convinto che questo sia stato un errore perché ora che avremmo bisogno di far partire in fretta un nuovo Piano Casa ci accorgiamo che coinvolgere i Comuni è molto difficile se non metti a loro disposizione uno strumento come la “167” per programmare, regolare e governare i processi complessi dei Piani Casa.
Antonio Conrater



















