Monte Marenzo: in tanti per l’ultimo saluto a Fabrizio Fontana
Una vita all'insegna della forza e della determinazione quella di Fabrizio Fontana, anima e volto di Telethon spentosi lo scorso giovedì a 42 anni soltanto.

Stamani la comunità di Monte Marenzo si è stretta intorno a padre Gerolamo e a tutte le persone che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Fabrizio. Tra queste, in particolare, la sorella Debora, figura fondamentale per lui, che ha saputo essere anche una ''madre e amica'', come ha ricordato il padre in un messaggio profondo e sentito. Nel suo ricordo, Fontana ha voluto sottolineare la determinazione del figlio, che ''non ha mai saltato una giornata di lavoro'', e la sua vicinanza nei momenti più delicati della propria vita, in particolare dopo la scomparsa della moglie Marilena.

Fabrizio aveva 14 anni, e in quell’occasione aveva promesso al padre che non avrebbe pianto, per infondergli conforto e coraggio. Oltre alla sorella Debora, la comunità si è stretta intorno ai suoi migliori amici, allo zio Angelo e alla Fondazione Telethon; una vera e propria famiglia allargata, che ha sempre fatto sentire Fabrizio una persona tutt’altro che sola.

Affetto da una malattia genetica rara, la distrofia muscolare di Duchenne, Fabrizio è stato descritto come un uomo di grande vitalità, coraggio e portatore di una positività incredibile. Don Angelo Roncelli lo ha ricordato come un uomo che, attraverso la sua malattia, è riuscito a creare intorno a sé un mondo buono, paragonato a dei fiori, cresciuti intorno a lui come grande opera del signore.
Una serie di relazioni umane forti che è riuscito a costruire, come dimostrato dalla presenza di tutti i cari e di una comunità che ha riempito completamente la chiesa di Monte Marenzo.

Particolarmente toccante anche il ricordo della Fondazione Telethon, che ha voluto ricordare l’importanza umana di Fabrizio, ''musa ispiratrice'' dell’organizzazione, che grazie al suo contributo è riuscita, in questi 35 anni, a finanziare la ricerca e a dare vita e speranza a numerose famiglie, del territorio e non solo.

''Fabrizio sarà ora accolto dal signore in cielo e potrà camminare mano nella mano con la madre Marilena, provando a dare forza al padre Gerolamo'' le parole pronunciate dallo zio Angelo, lette dalla sindaca Paola Colombo, che ha voluto partecipare attivamente alla commemorazione. Gli amici invece, hanno ricordato in modo commovente Fabrizio come un ''giocatore a fine carriera, campione che esce di scena tra gli applausi del suo pubblico'', evidenziando così un’altra sua grandissima passione, il Milan, condivisa durante le numerose serate trascorse insieme.

La figura di Fabrizio resterà indelebile nei ricordi di chi lo ha conosciuto. A questo proposito il 7 novembre ci sarà una cena solidale. Il ricavato, naturalmente, andrà a Telethon e alla ricerca sulle malattie rare.

Stamani la comunità di Monte Marenzo si è stretta intorno a padre Gerolamo e a tutte le persone che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Fabrizio. Tra queste, in particolare, la sorella Debora, figura fondamentale per lui, che ha saputo essere anche una ''madre e amica'', come ha ricordato il padre in un messaggio profondo e sentito. Nel suo ricordo, Fontana ha voluto sottolineare la determinazione del figlio, che ''non ha mai saltato una giornata di lavoro'', e la sua vicinanza nei momenti più delicati della propria vita, in particolare dopo la scomparsa della moglie Marilena.

Fabrizio aveva 14 anni, e in quell’occasione aveva promesso al padre che non avrebbe pianto, per infondergli conforto e coraggio. Oltre alla sorella Debora, la comunità si è stretta intorno ai suoi migliori amici, allo zio Angelo e alla Fondazione Telethon; una vera e propria famiglia allargata, che ha sempre fatto sentire Fabrizio una persona tutt’altro che sola.

Affetto da una malattia genetica rara, la distrofia muscolare di Duchenne, Fabrizio è stato descritto come un uomo di grande vitalità, coraggio e portatore di una positività incredibile. Don Angelo Roncelli lo ha ricordato come un uomo che, attraverso la sua malattia, è riuscito a creare intorno a sé un mondo buono, paragonato a dei fiori, cresciuti intorno a lui come grande opera del signore.
Una serie di relazioni umane forti che è riuscito a costruire, come dimostrato dalla presenza di tutti i cari e di una comunità che ha riempito completamente la chiesa di Monte Marenzo.

Particolarmente toccante anche il ricordo della Fondazione Telethon, che ha voluto ricordare l’importanza umana di Fabrizio, ''musa ispiratrice'' dell’organizzazione, che grazie al suo contributo è riuscita, in questi 35 anni, a finanziare la ricerca e a dare vita e speranza a numerose famiglie, del territorio e non solo.

''Fabrizio sarà ora accolto dal signore in cielo e potrà camminare mano nella mano con la madre Marilena, provando a dare forza al padre Gerolamo'' le parole pronunciate dallo zio Angelo, lette dalla sindaca Paola Colombo, che ha voluto partecipare attivamente alla commemorazione. Gli amici invece, hanno ricordato in modo commovente Fabrizio come un ''giocatore a fine carriera, campione che esce di scena tra gli applausi del suo pubblico'', evidenziando così un’altra sua grandissima passione, il Milan, condivisa durante le numerose serate trascorse insieme.

La figura di Fabrizio resterà indelebile nei ricordi di chi lo ha conosciuto. A questo proposito il 7 novembre ci sarà una cena solidale. Il ricavato, naturalmente, andrà a Telethon e alla ricerca sulle malattie rare.
D.L.



















