Tremenico: inaugurato il Ponte dei Minatori, una passerella per rilanciare la Valvarrone
È stato inaugurato questa mattina a Tremenico il Ponte dei Minatori. Con i suoi 450 metri di lunghezza e uno sbalzo di 200 metri sopra l’alveo del torrente Varrone, la struttura rappresenta un’opera ingegneristica destinata a diventare uno dei simboli del rilancio turistico ed economico delle aree interne lecchesi.

La cerimonia ha preso il via alle ore 10 nel parco comunale del paese, alla presenza di dieci sindaci provenienti dal territorio lariano, dal Comune di Lecco, dalla Valvarrone e dalla Valsassina, del sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza, del consigliere regionale Giacomo Zamperini, della presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e del presidente della Comunità Montana Valvarrone, Valsassina, Val d'Esino e Riviera Fabio Canepari.
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, tecnici e cittadini della Valvarrone, riuniti in un momento che ha intrecciato memoria storica e prospettive di sviluppo per il territorio.

I dettagli tecnici della struttura sono stati illustrati dall’ingegner Claudio Bertagnoli, dello studio di ingegneria Holzner & Bertagnoli, che ha descritto il ponte come una sfida progettuale complessa e affascinante.
Diversi i numeri che caratterizzano l’opera. La passerella è progettata per ospitare contemporaneamente circa 1.900 persone, sulla base di un carico di 250 chilogrammi per metro quadrato. La struttura è stata inoltre collaudata per resistere a raffiche di vento fino a 150 chilometri orari.

Particolarmente imponenti le funi portanti, ciascuna con un diametro di 84 millimetri e un peso di 21 tonnellate, in grado di garantire una resistenza a trazione superiore alle 700 tonnellate.
Dietro la realizzazione del ponte c’è la determinazione della società Ponte dei Minatori, guidata da Cristian Adamoli e dalla moglie Claudia Anselmini.

Per Adamoli, il progetto rappresenta anche la continuazione di una storia familiare legata al lavoro nelle miniere, dal bisnonno al padre. Il nome scelto per la passerella costituisce quindi un omaggio alla memoria dei lavoratori che, in passato, raggiungevano la gola e risalivano a piedi dopo aver estratto il feldspato.

«Non siamo mai andati via con il cuore da Tremenico. Il nome, Ponte dei Minatori, è stata la scelta più naturale: un omaggio ai lavoratori che un tempo dovevano scendere nella gola e risalire a piedi per estrarre il feldspato. Questo ponte non è un’attrazione fine a se stessa, ma un ponte della memoria, pensato per riportare le persone a scoprire il borgo di Lentrè e la storia della miniera. La nostra società non avrebbe mai pensato di realizzare il ponte come un’opera fine a se stessa. Un’attrazione che non abbia uno scopo ulteriore non porta da nessuna parte: noi vogliamo considerarla uno strumento capace di facilitare e valorizzare la memoria storica della valle e della miniera, il borgo di Lentrè e il ricordo di questi luoghi a cui tutti noi siamo legati».

In conclusione del suo intervento, Adamoli ha ringraziato tutte le maestranze coinvolte nella realizzazione, dai progettisti agli operai: «Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di tutti. Grazie a tutti voi, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile».
La moglie Claudia Anselmini ha invece sottolineato il valore dell’esperienza turistica e il legame con la comunità locale. «È un percorso tra storia e paesaggio. Attraversare il ponte offre una prospettiva inedita sul borgo e sulla conca naturale. Tremenico negli ultimi mesi ha ritrovato energia e voglia di fare».

Anselmini ha poi raccontato con commozione le reazioni di chi ha potuto tornare a raggiungere l’altro versante della valle: «Io non sono della Valvarrone, però ho visto le persone che si sono emozionate nell’attraversare il ponte e giungere sull’altro versante della valle dopo così tanto tempo. La storia è il filo conduttore del nostro progetto. Il ponte si è dimostrato non essere soltanto una struttura di ferro: è riuscito a riportare alla memoria ricordi del passato».

La promotrice ha quindi richiamato il percorso di recupero del borgo di Lentrè, sottolineando i cambiamenti registrati nell’ultimo anno e mezzo: «Le persone che citavo sono tutti abitanti che hanno vissuto Lentreè durante la loro infanzia e hanno partecipato in qualche maniera attivamente, non tanto al nostro progetto, ma a quello di cui ha parlato prima il sindaco Buzzella: il recupero di Lentrè. E questo è bello perché in un anno e mezzo penso che Tremenico, che era un paese un po’ assopito, ha avuto tante cose da fare, da pensare, da vivere».

Il ponte sarà aperto quotidianamente, con orari flessibili legati alla luce naturale e chiusura prevista circa un’ora prima del tramonto.

La passerella si inserisce in un piano integrato di riqualificazione del valore complessivo di circa tre milioni di euro, sostenuto da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Comune di Valvarrone e Comunità Montana.
Il progetto complessivo comprende il recupero del borgo minerario di Lentrè, la realizzazione di un centro visitatori, la creazione di nuovi parcheggi e il potenziamento della viabilità. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico della zona, favorendo nuove opportunità economiche e contrastando lo spopolamento.

Il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella, ha sottolineato il significato politico e sociale dell’intervento, richiamando le difficoltà affrontate dai piccoli centri montani, che in passato contavano centinaia di residenti e oggi, in alcuni casi, ospitano soltanto poche decine di abitanti.
«C’è chi vorrebbe la montagna chiusa sotto una campana di vetro, trasformata in un paesaggio immutato o in un presepe per il weekend. Noi ci opponiamo a questo declino silenzioso: la nostra è una montagna viva, fatta per i giovani. I primi segnali si vedono già: i residenti sono in aumento, le scuole contano 52 alunni e nuove attività stanno cercando di nascere».

Il primo cittadino ha poi evidenziato le aspettative legate al progetto, senza nascondere le sfide che attendono l’amministrazione comunale.
«Questo progetto ha sicuramente riacceso la luce in fondo al tunnel. Come amministrazione comunale, per la parte che ci compete, ci assumeremo la responsabilità di gestire gli effetti positivi di questo progetto. Noi siamo per il ponte, per lo sviluppo delle miniere, per la rigenerazione urbana dei nostri borghi, per l’apertura di nuove attività economiche».

Buzzella ha concluso ribadendo il legame tra frequentazione turistica, sviluppo e capacità delle comunità di preservare il proprio patrimonio: «Perché noi crediamo che una montagna vissuta, frequentata da turisti, non sia soltanto più bella, ma sia una montagna che può essere più resiliente. Perché, al contrario, una comunità in declino perde la capacità di preservare ciò che la rende unica».
In rappresentanza di Regione Lombardia è intervenuto il sottosegretario Mauro Piazza, che ha portato i saluti del presidente Attilio Fontana e confermato l’attenzione dell’ente regionale per le aree interne.

«Dalla Valvarrone parte un messaggio chiaro: questo territorio ha fame di futuro e non si rassegna. Quando una comunità e una squadra ci credono, le cose si fanno. Regione Lombardia è e sarà a fianco di questi territori con investimenti continui sulle aree interne».
A questo messaggio si è unita anche la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, che ha paragonato il ponte a un neonato, sottolineandone il valore simbolico per il territorio:

«Questo ponte è un simbolo di rinascita, quindi lo vedo quasi come un bambino: un neonato porta sempre un po’ di trambusto in casa. Genitori non si nasce, ma un bambino porta gioia e unisce tutta la famiglia. Questo ponte, che simboleggia la rinascita della Valvarrone, rappresenta un momento di unione per tutta la nostra provincia: un punto turistico in cui arrivare, ma che permetterà anche di far conoscere questo territorio e raccontarne la storia».

La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dal parroco don Andrea Molteni, il taglio del nastro e il primo attraversamento ufficiale della passerella da parte delle autorità e dei residenti di Tremenico presenti all’inaugurazione.

Alcune immagini dell'inaugurazione di questa mattina
La cerimonia ha preso il via alle ore 10 nel parco comunale del paese, alla presenza di dieci sindaci provenienti dal territorio lariano, dal Comune di Lecco, dalla Valvarrone e dalla Valsassina, del sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza, del consigliere regionale Giacomo Zamperini, della presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e del presidente della Comunità Montana Valvarrone, Valsassina, Val d'Esino e Riviera Fabio Canepari.
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, tecnici e cittadini della Valvarrone, riuniti in un momento che ha intrecciato memoria storica e prospettive di sviluppo per il territorio.

I dettagli tecnici della struttura sono stati illustrati dall’ingegner Claudio Bertagnoli, dello studio di ingegneria Holzner & Bertagnoli, che ha descritto il ponte come una sfida progettuale complessa e affascinante.
Diversi i numeri che caratterizzano l’opera. La passerella è progettata per ospitare contemporaneamente circa 1.900 persone, sulla base di un carico di 250 chilogrammi per metro quadrato. La struttura è stata inoltre collaudata per resistere a raffiche di vento fino a 150 chilometri orari.

Particolarmente imponenti le funi portanti, ciascuna con un diametro di 84 millimetri e un peso di 21 tonnellate, in grado di garantire una resistenza a trazione superiore alle 700 tonnellate.
Dietro la realizzazione del ponte c’è la determinazione della società Ponte dei Minatori, guidata da Cristian Adamoli e dalla moglie Claudia Anselmini.

Per Adamoli, il progetto rappresenta anche la continuazione di una storia familiare legata al lavoro nelle miniere, dal bisnonno al padre. Il nome scelto per la passerella costituisce quindi un omaggio alla memoria dei lavoratori che, in passato, raggiungevano la gola e risalivano a piedi dopo aver estratto il feldspato.

«Non siamo mai andati via con il cuore da Tremenico. Il nome, Ponte dei Minatori, è stata la scelta più naturale: un omaggio ai lavoratori che un tempo dovevano scendere nella gola e risalire a piedi per estrarre il feldspato. Questo ponte non è un’attrazione fine a se stessa, ma un ponte della memoria, pensato per riportare le persone a scoprire il borgo di Lentrè e la storia della miniera. La nostra società non avrebbe mai pensato di realizzare il ponte come un’opera fine a se stessa. Un’attrazione che non abbia uno scopo ulteriore non porta da nessuna parte: noi vogliamo considerarla uno strumento capace di facilitare e valorizzare la memoria storica della valle e della miniera, il borgo di Lentrè e il ricordo di questi luoghi a cui tutti noi siamo legati».

In conclusione del suo intervento, Adamoli ha ringraziato tutte le maestranze coinvolte nella realizzazione, dai progettisti agli operai: «Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di tutti. Grazie a tutti voi, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile».
La moglie Claudia Anselmini ha invece sottolineato il valore dell’esperienza turistica e il legame con la comunità locale. «È un percorso tra storia e paesaggio. Attraversare il ponte offre una prospettiva inedita sul borgo e sulla conca naturale. Tremenico negli ultimi mesi ha ritrovato energia e voglia di fare».

Anselmini ha poi raccontato con commozione le reazioni di chi ha potuto tornare a raggiungere l’altro versante della valle: «Io non sono della Valvarrone, però ho visto le persone che si sono emozionate nell’attraversare il ponte e giungere sull’altro versante della valle dopo così tanto tempo. La storia è il filo conduttore del nostro progetto. Il ponte si è dimostrato non essere soltanto una struttura di ferro: è riuscito a riportare alla memoria ricordi del passato».

La promotrice ha quindi richiamato il percorso di recupero del borgo di Lentrè, sottolineando i cambiamenti registrati nell’ultimo anno e mezzo: «Le persone che citavo sono tutti abitanti che hanno vissuto Lentreè durante la loro infanzia e hanno partecipato in qualche maniera attivamente, non tanto al nostro progetto, ma a quello di cui ha parlato prima il sindaco Buzzella: il recupero di Lentrè. E questo è bello perché in un anno e mezzo penso che Tremenico, che era un paese un po’ assopito, ha avuto tante cose da fare, da pensare, da vivere».

Il ponte sarà aperto quotidianamente, con orari flessibili legati alla luce naturale e chiusura prevista circa un’ora prima del tramonto.

La passerella si inserisce in un piano integrato di riqualificazione del valore complessivo di circa tre milioni di euro, sostenuto da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Comune di Valvarrone e Comunità Montana.
Il progetto complessivo comprende il recupero del borgo minerario di Lentrè, la realizzazione di un centro visitatori, la creazione di nuovi parcheggi e il potenziamento della viabilità. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico della zona, favorendo nuove opportunità economiche e contrastando lo spopolamento.

Il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella, ha sottolineato il significato politico e sociale dell’intervento, richiamando le difficoltà affrontate dai piccoli centri montani, che in passato contavano centinaia di residenti e oggi, in alcuni casi, ospitano soltanto poche decine di abitanti.
«C’è chi vorrebbe la montagna chiusa sotto una campana di vetro, trasformata in un paesaggio immutato o in un presepe per il weekend. Noi ci opponiamo a questo declino silenzioso: la nostra è una montagna viva, fatta per i giovani. I primi segnali si vedono già: i residenti sono in aumento, le scuole contano 52 alunni e nuove attività stanno cercando di nascere».

Il primo cittadino ha poi evidenziato le aspettative legate al progetto, senza nascondere le sfide che attendono l’amministrazione comunale.
«Questo progetto ha sicuramente riacceso la luce in fondo al tunnel. Come amministrazione comunale, per la parte che ci compete, ci assumeremo la responsabilità di gestire gli effetti positivi di questo progetto. Noi siamo per il ponte, per lo sviluppo delle miniere, per la rigenerazione urbana dei nostri borghi, per l’apertura di nuove attività economiche».

Buzzella ha concluso ribadendo il legame tra frequentazione turistica, sviluppo e capacità delle comunità di preservare il proprio patrimonio: «Perché noi crediamo che una montagna vissuta, frequentata da turisti, non sia soltanto più bella, ma sia una montagna che può essere più resiliente. Perché, al contrario, una comunità in declino perde la capacità di preservare ciò che la rende unica».
In rappresentanza di Regione Lombardia è intervenuto il sottosegretario Mauro Piazza, che ha portato i saluti del presidente Attilio Fontana e confermato l’attenzione dell’ente regionale per le aree interne.

«Dalla Valvarrone parte un messaggio chiaro: questo territorio ha fame di futuro e non si rassegna. Quando una comunità e una squadra ci credono, le cose si fanno. Regione Lombardia è e sarà a fianco di questi territori con investimenti continui sulle aree interne».
A questo messaggio si è unita anche la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann, che ha paragonato il ponte a un neonato, sottolineandone il valore simbolico per il territorio:

«Questo ponte è un simbolo di rinascita, quindi lo vedo quasi come un bambino: un neonato porta sempre un po’ di trambusto in casa. Genitori non si nasce, ma un bambino porta gioia e unisce tutta la famiglia. Questo ponte, che simboleggia la rinascita della Valvarrone, rappresenta un momento di unione per tutta la nostra provincia: un punto turistico in cui arrivare, ma che permetterà anche di far conoscere questo territorio e raccontarne la storia».

La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dal parroco don Andrea Molteni, il taglio del nastro e il primo attraversamento ufficiale della passerella da parte delle autorità e dei residenti di Tremenico presenti all’inaugurazione.
T.P.



















