In tanti in coda per attraversare il ponte sospeso: una giornata storica per la Valvarrone
È il grande giorno per Tremenico, un vero e proprio «sabato del villaggio» che anima non soltanto il piccolo borgo, protagonista dell’inaugurazione del Ponte dei Minatori, ma anche l’intera Valvarrone, una vallata che si punta a rilanciare e a far riscoprire.


La presenza alla cerimonia inaugurale dei sindaci della Valvarrone, dell’Alto Lario e di altri comuni della riviera lecchese del Lago di Como ha testimoniato l’importanza territoriale di un progetto che rappresenta un’opera che unisce diversi territori e diversi Comuni. Questa mattina erano infatti presenti i primi cittadini di Valvarrone, Sueglio, Pagnona, Premana, Casargo, Dervio, Dorio, Colico, Perledo e Lierna, oltre al vicesindaco di Lecco, Carlo Piazza, e a due consiglieri del Comune di Bellano.


A rendere possibile lo svolgimento della manifestazione, fin dalle prime ore della mattina, è stato il lavoro di numerosi volontari, impegnati in un’organizzazione complessa che vede in prima fila il Comune di Valvarrone, la società Ponte dei Minatori, la Protezione civile dei Comuni di Valvarrone, Sueglio, Dervio e Colico, la polizia locale dell’Alto Lario e l’associazione Val d’Aven. I quattro nuclei di Protezione civile, con un totale di 15 volontari, hanno coordinato il traffico e la gestione dei parcheggi, predisposti in diverse zone del paese e anche lungo la SP 67, nel tratto che collega Tremenico ad Avano.


Per consentire le modifiche alla viabilità, i volontari hanno presidiato gli ingressi di Tremenico e Introzzo, regolando l’arrivo delle automobili: «I colleghi a Introzzo hanno fatto transitare verso Tremenico le auto dei residenti e dei veicoli autorizzati.


Le altre automobili sono state fatte parcheggiare a Introzzo e poi, grazie ad alcune navette, è avvenuto il trasferimento a Tremenico. Quando i parcheggi a Introzzo erano esauriti, ci si è spostati a Vestreno ed è stata fatta la stessa cosa», ci ha riferito un volontario.


I parcheggi sono stati gestiti cercando di sfruttare al meglio il servizio di bus navetta e, dove possibile, facendo sostare le auto a lato della carreggiata lungo alcuni tratti della strada provinciale. Tale soluzione, dimostratasi efficace per la gestione dei flussi di veicoli, è stata resa possibile dalla parziale interruzione del traffico ordinario per questa giornata particolarmente importante per il territorio.


Dopo l’inaugurazione, la società Ponte dei Minatori ha organizzato un rinfresco al campo sportivo di Tremenico. Dalle 14.30, l’associazione Val d’Aven ha poi raccolto il testimone, accompagnando i partecipanti e i turisti per tutto il pomeriggio con un punto ristoro e preparando, per la serata, panini, patatine fritte, lasagne e alette di pollo. Il programma prevede, dalle 20 alle 22.30, l’esibizione delle Fisarmoniche paesane, seguita, dalle 22.30 fino a tarda sera, dalla musica di un DJ set.

Per l’occasione è rimasto aperto anche il Museo Cantar di Pietra, visitabile per tutto il pomeriggio grazie all’impegno dei volontari che ne curano la conservazione e la valorizzazione. Ospitato nello storico edificio comunale di Tremenico, il museo è stato recentemente interessato da un importante intervento di manutenzione del tetto, del valore di circa 340 mila euro.


Dopo essere rimasto chiuso per diversi mesi, ha riaperto proprio oggi, accogliendo numerosi visitatori in concomitanza con l’inaugurazione del ponte tibetano.


Alle 14.30, con l’apertura del Ponte dei Minatori al pubblico, una grande folla si è messa in coda per attraversare la vallata da una sponda all’altra, a un’altezza di 200 metri. Il primo a percorrerlo è stato Upali, 66 anni, originario dello Sri Lanka, residente a Dervio e gestore di una scuola di windsurf.


«Ci tenevo particolarmente. Sono originario dello Sri Lanka, ma da molti anni abito a Dervio. Sono molto legato a questo territorio e, da fedele buddista, considero il fatto di essere stato il primo ad attraversare il ponte un gesto di buon auspicio per tutti: per il Comune di Valvarrone, per la società Ponte dei Minatori e per tutti gli abitanti della valle».


La festa, insomma, continua dopo una giornata giudicata positivamente, che segna un nuovo capitolo nella storia della Valvarrone.


La presenza alla cerimonia inaugurale dei sindaci della Valvarrone, dell’Alto Lario e di altri comuni della riviera lecchese del Lago di Como ha testimoniato l’importanza territoriale di un progetto che rappresenta un’opera che unisce diversi territori e diversi Comuni. Questa mattina erano infatti presenti i primi cittadini di Valvarrone, Sueglio, Pagnona, Premana, Casargo, Dervio, Dorio, Colico, Perledo e Lierna, oltre al vicesindaco di Lecco, Carlo Piazza, e a due consiglieri del Comune di Bellano.


A rendere possibile lo svolgimento della manifestazione, fin dalle prime ore della mattina, è stato il lavoro di numerosi volontari, impegnati in un’organizzazione complessa che vede in prima fila il Comune di Valvarrone, la società Ponte dei Minatori, la Protezione civile dei Comuni di Valvarrone, Sueglio, Dervio e Colico, la polizia locale dell’Alto Lario e l’associazione Val d’Aven. I quattro nuclei di Protezione civile, con un totale di 15 volontari, hanno coordinato il traffico e la gestione dei parcheggi, predisposti in diverse zone del paese e anche lungo la SP 67, nel tratto che collega Tremenico ad Avano.


Per consentire le modifiche alla viabilità, i volontari hanno presidiato gli ingressi di Tremenico e Introzzo, regolando l’arrivo delle automobili: «I colleghi a Introzzo hanno fatto transitare verso Tremenico le auto dei residenti e dei veicoli autorizzati.


Le altre automobili sono state fatte parcheggiare a Introzzo e poi, grazie ad alcune navette, è avvenuto il trasferimento a Tremenico. Quando i parcheggi a Introzzo erano esauriti, ci si è spostati a Vestreno ed è stata fatta la stessa cosa», ci ha riferito un volontario.


I parcheggi sono stati gestiti cercando di sfruttare al meglio il servizio di bus navetta e, dove possibile, facendo sostare le auto a lato della carreggiata lungo alcuni tratti della strada provinciale. Tale soluzione, dimostratasi efficace per la gestione dei flussi di veicoli, è stata resa possibile dalla parziale interruzione del traffico ordinario per questa giornata particolarmente importante per il territorio.


Dopo l’inaugurazione, la società Ponte dei Minatori ha organizzato un rinfresco al campo sportivo di Tremenico. Dalle 14.30, l’associazione Val d’Aven ha poi raccolto il testimone, accompagnando i partecipanti e i turisti per tutto il pomeriggio con un punto ristoro e preparando, per la serata, panini, patatine fritte, lasagne e alette di pollo. Il programma prevede, dalle 20 alle 22.30, l’esibizione delle Fisarmoniche paesane, seguita, dalle 22.30 fino a tarda sera, dalla musica di un DJ set.


Per l’occasione è rimasto aperto anche il Museo Cantar di Pietra, visitabile per tutto il pomeriggio grazie all’impegno dei volontari che ne curano la conservazione e la valorizzazione. Ospitato nello storico edificio comunale di Tremenico, il museo è stato recentemente interessato da un importante intervento di manutenzione del tetto, del valore di circa 340 mila euro.


Dopo essere rimasto chiuso per diversi mesi, ha riaperto proprio oggi, accogliendo numerosi visitatori in concomitanza con l’inaugurazione del ponte tibetano.


Alle 14.30, con l’apertura del Ponte dei Minatori al pubblico, una grande folla si è messa in coda per attraversare la vallata da una sponda all’altra, a un’altezza di 200 metri. Il primo a percorrerlo è stato Upali, 66 anni, originario dello Sri Lanka, residente a Dervio e gestore di una scuola di windsurf.


«Ci tenevo particolarmente. Sono originario dello Sri Lanka, ma da molti anni abito a Dervio. Sono molto legato a questo territorio e, da fedele buddista, considero il fatto di essere stato il primo ad attraversare il ponte un gesto di buon auspicio per tutti: per il Comune di Valvarrone, per la società Ponte dei Minatori e per tutti gli abitanti della valle».


La festa, insomma, continua dopo una giornata giudicata positivamente, che segna un nuovo capitolo nella storia della Valvarrone.
T.P.



















