Ciao Fabrizio!

Ci sono persone che attraversano la storia di un'istituzione e altre che la abitano. Fabrizio Fontana ha abitato la storia di Fondazione Telethon per tutta la sua vita. Lo abbiamo conosciuto bambino, per mano a papà Gerry, e lo abbiamo ritrovato ogni anno a Monte Marenzo, a Lecco, nelle piazze della Maratona e nelle aule dove parlava ai ragazzi di ricerca e di disabilità con una luce negli occhi che è difficile dimenticare.

Il suo lavoro in ATS Brianza, la musica, il Milan, la famiglia, gli amici: Fabrizio ci ha mostrato che una vita si misura dalla pienezza con cui la si abita. Era questo che consegnava a chiunque lo incontrasse, ed è il dono più grande che ha lasciato anche a noi.

Con lui, i compleanni non erano mai un bilancio, erano una promessa. Si festeggiava l'anno appena passato e già si parlava di quello che sarebbe venuto. Fabrizio stava nel presente con lo sguardo rivolto al futuro, e la nostra missione nasce proprio lì: fare della ricerca di eccellenza una risposta concreta per le persone con una malattia genetica rara.

Oggi stringiamo Gerry in un abbraccio: la storia di Fabrizio non si può raccontare senza la sua. Davanti alla diagnosi, Gerry non si è chiuso nel dolore e ne ha fatto un impegno condiviso. Con la UILDM di Lecco e una comunità di volontari che negli anni è diventata una vera famiglia, da oltre trent'anni sostiene la ricerca e dà voce a chi spesso non ne ha, tanto che il territorio lecchese è diventato un esempio per tutta l'Italia. Fabrizio è sempre stato al suo fianco. Padre e figlio ci hanno chiesto, senza mai dirlo, di essere all'altezza della loro fiducia, e ci hanno spinto a rendere la nostra missione più visibile e più solida.

È stato un privilegio camminare accanto a loro. Fabrizio resterà parte di Fondazione Telethon e della vita di tante persone con una malattia genetica rara che, grazie a lui, si sono sentite meno sole. Continueremo a guardare avanti, come ci ha insegnato.
Ilaria Villa Direttrice Generale, Fondazione Telethon e Fondazione Telethon tutta
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