Lecco: la città è 42ª nel rapporto di Legambiente Ecosistema Urbano 2026

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Lecco si piazza al 42° posto nella classifica nazionale delle città più sostenibili. È quanto emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che per il 33° anno consecutivo fotografa le prestazioni ambientali dei capoluoghi italiani. Il rapporto, presentato lunedì 26 ottobre e basato prevalentemente sui dati relativi al 2025, prende in esame 106 città attraverso 20 indicatori suddivisi in sei grandi ambiti: qualità dell’aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.
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Il capoluogo lecchese ottiene un punteggio complessivo del 58,72%, superiore alla media nazionale del 55,72%, collocandosi nella prima metà della graduatoria. Un risultato discreto, che consente a Lecco di precedere alcune città lombarde come Como (45ª con il 58,29%), Sondrio (47ª con il 58,13%) e Milano (50ª con il 57,88%). Decisamente migliori, invece, le prestazioni di altri capoluoghi della regione: Mantova conquista addirittura il primo posto nazionale con l’81,29%, seguita, tra le lombarde, da Cremona (4ª con il 74,77%), Bergamo (6ª con il 71,45%) e Brescia (15ª con il 69,01%). A chiudere la graduatoria regionale è Monza, 74ª con il 48,80%.
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Analizzando nel dettaglio i dati di Lecco emergono luci e ombre, con risultati positivi soprattutto nella gestione dei rifiuti e della rete idrica, mentre restano alcune criticità legate all’inquinamento atmosferico e alla mobilità sostenibile. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda la concentrazione di ozono nell’aria.Nel corso del 2025, a Lecco sono stati registrati ben 72 giorni di superamento della soglia di 120 microgrammi per metro cubo, calcolata sulla media mobile di otto ore nella centralina peggiore. Un dato particolarmente elevato, che colloca la città tra gli otto capoluoghi italiani con almeno 60 giornate di superamento. In Lombardia fa peggio Bergamo, con 84 giorni, mentre Milano e Pavia si fermano rispettivamente a 63 e 60. Decisamente migliore la situazione di Como, con 15 giorni, e Sondrio, con appena 9.
Aria_Ecosistema_Urbano_2026.png (281 KB)Più contenuti, invece, gli altri indicatori relativi alla qualità dell’aria. La concentrazione media annua di biossido di azoto (NO2) a Lecco è pari a 24 microgrammi per metro cubo, inferiore ai 32 registrati a Milano, ma superiore alla media nazionale dei capoluoghi, attestata a 19. Per quanto riguarda le polveri sottili, i valori medi annui sono di 19 microgrammi per metro cubo per il PM10 e 13 per il PM2,5. Numeri che rispettano gli attuali limiti normativi, ma che non cancellano le criticità legate all’inquinamento atmosferico, soprattutto alla luce dei parametri più stringenti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
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Segnali decisamente incoraggianti arrivano invece dalla gestione dell’acqua. La dispersione della rete idrica lecchese si attesta al 19,3%, un valore nettamente inferiore alla media nazionale del 34,7%. In altre parole, a Lecco viene disperso poco meno di un quinto dell’acqua immessa nella rete, contro oltre un terzo registrato mediamente nelle città italiane. Il capoluogo ottiene un risultato migliore rispetto a Bergamo (25,2%), Como (21,5%) e soprattutto Sondrio (41,6%), pur rimanendo distante dalle prestazioni di Milano (9,9%) e Monza (8,4%). Più elevati risultano invece i consumi domestici, pari a 163 litri per abitante al giorno, contro i 133 di Mantova e i 143 di Lodi.
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Positiva anche la situazione relativa alla raccolta dei rifiuti. A Lecco la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 76%, quasi dieci punti percentuali sopra la media nazionale del 66,15%. La produzione complessiva di rifiuti urbani si attesta invece a 500 chilogrammi per abitante all’anno, un valore inferiore alla media dei capoluoghi italiani, pari a 525 chilogrammi.
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Sul fronte della mobilità, i dati restituiscono un quadro più articolato. A Lecco circolano 65 automobili ogni 100 abitanti, un valore inferiore alla media nazionale di circa 70, ma che evidenzia comunque una forte presenza di veicoli privati. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, il rapporto registra 24 viaggi per abitante all’anno e un’offerta di servizio pari a 22 vetture-chilometro per abitante. Numeri che mostrano un utilizzo ancora contenuto dei mezzi pubblici, soprattutto nel confronto con realtà più virtuose. 
Anche sul versante della mobilità ciclabile restano margini di miglioramento. Lecco conta 61,9 metri di piste ciclabili comunali ogni 100 abitanti, mentre l’indicatore complessivo delle infrastrutture per la ciclabilità, che considera le diverse tipologie di percorsi attribuendo loro pesi differenti, si ferma a 10,7 metri equivalenti ogni 100 abitanti. Un dato lontano dalle migliori esperienze nazionali, come Mantova, che raggiunge i 33,4 metri equivalenti.Per quanto riguarda gli spazi urbani, Lecco dispone di 13,7 metri quadrati di aree pedonali ogni 100 abitanti, mentre il verde urbano accessibile ammonta a 10,4 metri quadrati per residente. Gli alberi presenti nelle aree di proprietà pubblica sono invece 12 ogni 100 abitanti, un valore distante da quello dei capoluoghi più virtuosi. Mantova, ad esempio, ne conta oltre 90 ogni 100 residenti.
Il rapporto prende in considerazione anche il consumo di suolo. Lecco ottiene un punteggio di 8 su 10 nell’indice sintetico di uso efficiente del territorio, mentre la variazione del suolo consumato pro capite tra il 2019 e il 2024 è pari a 4,2 metri quadrati per abitante. Sul fronte delle energie rinnovabili, infine, la potenza installata su edifici pubblici risulta pari a 2,68 kilowatt ogni mille abitanti.
Nel complesso, dunque, Lecco si conferma una città con prestazioni ambientali superiori alla media nazionale, ma ancora distante dai capoluoghi che guidano la transizione ecologica. A fronte di risultati soddisfacenti nella raccolta differenziata e nella gestione delle risorse idriche, rimangono aperte questioni importanti legate soprattutto alla qualità dell’aria, alla disponibilità di verde urbano e alla necessità di rafforzare le alternative all’automobile privata.
Migliori-peggiori_Ecosistema_Urbano_2026.png (290 KB)Un quadro che si inserisce nella riflessione più ampia proposta da Legambiente Lombardia, che, pur riconoscendo i buoni piazzamenti delle città della regione, invita le amministrazioni a fare di più per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. “Nonostante i buoni piazzamenti, le città lombarde sono ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente” ha sottolineato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, evidenziando la necessità di un maggiore coordinamento tra i Comuni e soprattutto di una strategia regionale capace di valorizzare gli sforzi delle singole amministrazioni.
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