Istruzione: in 10 anni in provincia di Lecco i diplomati sono passati da 2.906 a 3.218
Sono complessivamente 3.218 gli studenti della provincia di Lecco che, nell’anno scolastico 2025/2026, hanno conseguito un diploma di maturità, una qualifica professionale o un diploma di quarto anno nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). È quanto emerge dal report elaborato dal Servizio Istruzione e Formazione Professionale della Provincia di Lecco, sulla base dei dati raccolti negli istituti superiori statali, paritari e nei Centri di Formazione Professionale del territorio. Un documento che permette non soltanto di tracciare una fotografia dell’ultimo anno scolastico, ma anche di osservare come sia cambiato il panorama dell’istruzione lecchese nell’ultimo decennio.
Particolarmente interessante, in questo senso, è il confronto con l’anno scolastico 2016/2017, quando la Provincia aveva realizzato un’analoga rilevazione (la più datata a disposizione ndr). A distanza di nove anni scolastici, il numero complessivo dei titoli conseguiti è passato da 2.906 a 3.218, con un incremento di 312 unità, pari a circa l’11%.
Nel dettaglio, nell’anno scolastico appena concluso sono stati 2.578 gli studenti che hanno superato l’esame di maturità, 395 quelli che hanno ottenuto una qualifica professionale al termine del terzo anno e 245 coloro che hanno conseguito un diploma di quarto anno IeFP. Rispetto al 2024/2025, quando i titoli conseguiti erano stati complessivamente 3.062, l'aumento è di 156 unità.

Per quanto riguarda la maturità, il dato evidenzia una crescita significativa. I diplomati sono infatti passati dai 2.412 dello scorso anno ai 2.578 del 2025/2026, con un incremento di 166 studenti, pari a circa il 7%. Ancora più marcata la differenza rispetto al 2016/2017, quando a conseguire la maturità erano stati 2.199 ragazzi: ben 379 in meno rispetto a oggi, per una crescita che sfiora il 17%.
In aumento anche il numero degli iscritti alle classi quinte, passati dai 2.473 dello scorso anno ai 2.628 del 2025/2026. Nel 2016/2017 erano invece 2.320. Dei 2.630 studenti scrutinati quest’anno, 52 non sono stati ammessi all’esame, mentre tutti i 2.578 ammessi hanno poi conseguito il diploma. Nessun bocciato, dunque, tra coloro che hanno sostenuto la maturità. Un dato che segna una differenza rispetto al 2016/2017, quando i non ammessi erano stati 80 e altri 12 studenti non avevano superato l’esame finale. Anche la percentuale dei non ammessi è diminuita, passando dal 3,5% circa degli scrutinati di allora all’1,98% attuale.

Analizzando la distribuzione dei diplomati, i licei raccolgono la quota maggiore, con 1.358 studenti, pari al 53% del totale. Seguono gli istituti tecnici, con 822 diplomati (32%), e quelli professionali, con 398 (15%). Rispetto all’anno precedente sono soprattutto i licei a registrare un aumento significativo, passando da 1.186 a 1.358 diplomati. Sostanzialmente stabile il dato degli istituti tecnici, mentre i professionali scendono da 412 a 398.
Il confronto con il 2016/2017 restituisce un quadro interessante. All’epoca i diplomati nei licei erano stati 1.131, pari al 51,4% del totale, quelli negli istituti tecnici 770 (35%) e quelli nei professionali 298 (13,6%). In termini assoluti, dunque, i licei hanno guadagnato 227 diplomati, gli istituti tecnici 52 e quelli professionali 100.

A cambiare è anche il peso delle diverse tipologie di scuola. I licei hanno guadagnato circa un punto percentuale e mezzo, mentre gli istituti tecnici ne hanno persi tre, pur registrando un aumento numerico dei diplomati. Ma è soprattutto entrando nel dettaglio dei singoli indirizzi che emergono alcune delle trasformazioni più significative dell’ultimo decennio.
Nei percorsi liceali, ad esempio, si assiste a un cambiamento importante all’interno dell’istruzione scientifica. Nel 2016/2017 il liceo scientifico tradizionale contava 320 diplomati, pari al 28,3% di tutti i liceali, mentre l’opzione scienze applicate si fermava a 177, ovvero il 15,6%. Oggi la situazione si è sostanzialmente ribaltata: i diplomati dello scientifico tradizionale sono 239, mentre quelli di scienze applicate sono saliti a 316, diventando il gruppo più numeroso tra tutti gli indirizzi liceali della provincia.
Un’altra variazione significativa riguarda il liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale, passato dai 77 diplomati del 2016/2017 ai 202 del 2025/2026. Un incremento di ben 125 studenti, pari a oltre il 160%. Soltanto nell’ultimo anno, peraltro, i diplomati di questo indirizzo sono quasi raddoppiati, passando da 103 a 202. In controtendenza il liceo delle scienze umane tradizionale, che conta oggi 106 diplomati contro i 134 di nove anni fa.
Il liceo linguistico, invece, si conferma uno degli indirizzi più frequentati, pur passando dai 264 diplomati del 2016/2017 ai 250 attuali. In crescita il classico, che sale da 60 a 82 diplomati, e l’artistico, passato da 85 a 110. Il musicale registra invece 17 diplomati, contro i 14 del 2016/2017. Nel report di quest’anno figurano inoltre 36 diplomati del liceo scientifico sportivo.

Cambiamenti altrettanto significativi emergono nell'istruzione tecnica, soprattutto per quanto riguarda l’informatica. Nel 2016/2017 l'indirizzo informatico aveva registrato 77 diplomati, mentre nel 2025/2026 il numero è salito a 151, praticamente raddoppiando. Si tratta oggi dell’indirizzo più rappresentato negli istituti tecnici lecchesi, davanti a grafica e comunicazione, che conta 125 diplomati rispetto ai 75 del 2016/2017.
Diversa la situazione di amministrazione, finanza e marketing, che nel 2016/2017 era uno degli indirizzi più frequentati, con 165 diplomati nel percorso principale, mentre oggi ne conta 123. In diminuzione anche turismo, passato da 94 a 75 diplomati, e costruzioni, ambiente e territorio, sceso da 88 a 69. In crescita, invece, l’indirizzo automazione, passato da 15 a 41 diplomati.

Per quanto riguarda gli istituti professionali, il settore maggiormente rappresentato resta quello dei servizi sociosanitari, con 148 diplomati, pari al 37% del totale. Nove anni fa erano stati 131, ma rappresentavano una quota più alta, pari al 44%. Seguono oggi i servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera con 105 studenti, in aumento rispetto ai 74 del 2016/2017, e manutenzione e assistenza tecnica con 65, contro i 61 di allora. Il settore sociosanitario si conferma quindi il principale, mentre quello alberghiero ha registrato una crescita numerica significativa.

Il report provinciale prende in esame anche i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Nel 2025/2026 sono stati 395 gli studenti che hanno conseguito una qualifica professionale al termine del terzo anno, contro i 450 dell’anno precedente. Una diminuzione di 55 qualificati, accompagnata da una leggera flessione degli iscritti, passati da 535 a 522.
Il confronto con il 2016/2017 mostra una diminuzione ancora più evidente. Allora i qualificati erano stati 465, ovvero 70 in più rispetto a oggi. Anche il numero degli iscritti ai terzi anni risultava superiore, con 576 studenti contro gli attuali 522. A essere cambiata è soprattutto la distribuzione tra le diverse tipologie di istituto. Nel 2016/2017 erano stati 125 gli studenti qualificati presso un istituto superiore statale e 340 quelli provenienti dai Centri di Formazione Professionale. Nel 2025/2026, invece, i qualificati negli istituti statali sono appena 53, mentre quelli dei CFP sono 342. Il numero di qualificati nei Centri di Formazione Professionale è quindi rimasto praticamente invariato, mentre si è più che dimezzato quello degli istituti statali. I CFP sono così passati dal rappresentare il 73% circa dei qualificati all’attuale 87%.

Anche gli indirizzi professionali mostrano alcune differenze. Nel 2016/2017 il percorso con il maggior numero di qualificati era quello di operatore della ristorazione, preparazione pasti, con 77 studenti, pari al 16,6% del totale. Seguivano operatore meccanico con 56 e trasformazione agroalimentare, panificazione e pasticceria, con 48.
Oggi il primato spetta invece a operatore meccanico, con 53 qualificati, pari al 13%, seguito da operatore grafico con 46, operatore delle produzioni alimentari con 45 e operatore alla riparazione dei veicoli a motore con 43. Quest’ultimo percorso, in particolare, contava 25 qualificati nel 2016/2017. Più complesso il confronto per alcuni altri indirizzi, la cui denominazione e articolazione sono cambiate nel corso degli anni.

In controtendenza rispetto alle qualifiche triennali, crescono invece i diplomi di quarto anno IeFP, passati dai 200 del 2024/2025 ai 245 del 2025/2026, con un incremento del 22,5%. Un numero molto vicino a quello registrato nel 2016/2017, quando i diplomati erano stati 242. Anche in questo caso, però, il confronto a distanza di nove anni rivela una trasformazione significativa. Nel 2016/2017 i diplomati di quarto anno provenienti dagli istituti superiori statali erano stati 119, praticamente la metà del totale, mentre quelli dei Centri di Formazione Professionale erano 123. Oggi, invece, la situazione è radicalmente diversa: 220 diplomati su 245, pari al 90%, provengono dai CFP, mentre soltanto 25 dagli istituti statali.

Nel 2025/2026 i percorsi più rappresentati sono quelli di tecnico agricolo e tecnico delle produzioni alimentari, entrambi con 24 diplomati, seguiti da tecnico riparatore dei veicoli a motore con 22, tecnico di cucina con 19 e tecnico per la programmazione e gestione di impianti di produzione con 18. Nel 2016/2017, invece, a prevalere nettamente era il percorso di tecnico per l’automazione industriale, con 68 diplomati, pari al 28% del totale, seguito da tecnico di cucina con 48 e tecnico dei servizi di animazione turistico-sportiva e del tempo libero con 42. Oggi questi ultimi due indirizzi contano rispettivamente 19 e 17 diplomati, mentre quelli di automazione industriale sono 15.
Dei 287 iscritti quest’anno al quarto anno, 245 hanno ottenuto il diploma, 15 si sono ritirati durante l’anno, 22 non sono stati ammessi all'esame e 5 non lo hanno superato. Nel 2016/2017 gli iscritti erano stati 294 e i diplomati 242, con 23 ritirati, 25 non ammessi e 4 non promossi. Il rapporto tra diplomati e iscritti è quindi passato dall’82,3% circa all’85,4%.

Nel complesso, i dati della Provincia di Lecco restituiscono la fotografia di un sistema scolastico che, nell’arco di quasi un decennio, ha visto aumentare il numero degli studenti che conseguono la maturità e modificarsi sensibilmente il peso dei diversi indirizzi di studio. Sul fronte della formazione professionale, invece, i numeri mostrano una diminuzione delle qualifiche triennali rispetto al passato, a fronte di una sostanziale stabilità dei diplomi di quarto anno nel confronto decennale. Particolarmente evidente, infine, è il cambiamento nel ruolo dei Centri di Formazione Professionale, diventati sempre più centrali soprattutto per il conseguimento del diploma di quarto anno.
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Nel dettaglio, nell’anno scolastico appena concluso sono stati 2.578 gli studenti che hanno superato l’esame di maturità, 395 quelli che hanno ottenuto una qualifica professionale al termine del terzo anno e 245 coloro che hanno conseguito un diploma di quarto anno IeFP. Rispetto al 2024/2025, quando i titoli conseguiti erano stati complessivamente 3.062, l'aumento è di 156 unità.

Per quanto riguarda la maturità, il dato evidenzia una crescita significativa. I diplomati sono infatti passati dai 2.412 dello scorso anno ai 2.578 del 2025/2026, con un incremento di 166 studenti, pari a circa il 7%. Ancora più marcata la differenza rispetto al 2016/2017, quando a conseguire la maturità erano stati 2.199 ragazzi: ben 379 in meno rispetto a oggi, per una crescita che sfiora il 17%.
In aumento anche il numero degli iscritti alle classi quinte, passati dai 2.473 dello scorso anno ai 2.628 del 2025/2026. Nel 2016/2017 erano invece 2.320. Dei 2.630 studenti scrutinati quest’anno, 52 non sono stati ammessi all’esame, mentre tutti i 2.578 ammessi hanno poi conseguito il diploma. Nessun bocciato, dunque, tra coloro che hanno sostenuto la maturità. Un dato che segna una differenza rispetto al 2016/2017, quando i non ammessi erano stati 80 e altri 12 studenti non avevano superato l’esame finale. Anche la percentuale dei non ammessi è diminuita, passando dal 3,5% circa degli scrutinati di allora all’1,98% attuale.

Analizzando la distribuzione dei diplomati, i licei raccolgono la quota maggiore, con 1.358 studenti, pari al 53% del totale. Seguono gli istituti tecnici, con 822 diplomati (32%), e quelli professionali, con 398 (15%). Rispetto all’anno precedente sono soprattutto i licei a registrare un aumento significativo, passando da 1.186 a 1.358 diplomati. Sostanzialmente stabile il dato degli istituti tecnici, mentre i professionali scendono da 412 a 398.
Il confronto con il 2016/2017 restituisce un quadro interessante. All’epoca i diplomati nei licei erano stati 1.131, pari al 51,4% del totale, quelli negli istituti tecnici 770 (35%) e quelli nei professionali 298 (13,6%). In termini assoluti, dunque, i licei hanno guadagnato 227 diplomati, gli istituti tecnici 52 e quelli professionali 100.

A cambiare è anche il peso delle diverse tipologie di scuola. I licei hanno guadagnato circa un punto percentuale e mezzo, mentre gli istituti tecnici ne hanno persi tre, pur registrando un aumento numerico dei diplomati. Ma è soprattutto entrando nel dettaglio dei singoli indirizzi che emergono alcune delle trasformazioni più significative dell’ultimo decennio.
Nei percorsi liceali, ad esempio, si assiste a un cambiamento importante all’interno dell’istruzione scientifica. Nel 2016/2017 il liceo scientifico tradizionale contava 320 diplomati, pari al 28,3% di tutti i liceali, mentre l’opzione scienze applicate si fermava a 177, ovvero il 15,6%. Oggi la situazione si è sostanzialmente ribaltata: i diplomati dello scientifico tradizionale sono 239, mentre quelli di scienze applicate sono saliti a 316, diventando il gruppo più numeroso tra tutti gli indirizzi liceali della provincia.
Un’altra variazione significativa riguarda il liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale, passato dai 77 diplomati del 2016/2017 ai 202 del 2025/2026. Un incremento di ben 125 studenti, pari a oltre il 160%. Soltanto nell’ultimo anno, peraltro, i diplomati di questo indirizzo sono quasi raddoppiati, passando da 103 a 202. In controtendenza il liceo delle scienze umane tradizionale, che conta oggi 106 diplomati contro i 134 di nove anni fa.
Il liceo linguistico, invece, si conferma uno degli indirizzi più frequentati, pur passando dai 264 diplomati del 2016/2017 ai 250 attuali. In crescita il classico, che sale da 60 a 82 diplomati, e l’artistico, passato da 85 a 110. Il musicale registra invece 17 diplomati, contro i 14 del 2016/2017. Nel report di quest’anno figurano inoltre 36 diplomati del liceo scientifico sportivo.

Cambiamenti altrettanto significativi emergono nell'istruzione tecnica, soprattutto per quanto riguarda l’informatica. Nel 2016/2017 l'indirizzo informatico aveva registrato 77 diplomati, mentre nel 2025/2026 il numero è salito a 151, praticamente raddoppiando. Si tratta oggi dell’indirizzo più rappresentato negli istituti tecnici lecchesi, davanti a grafica e comunicazione, che conta 125 diplomati rispetto ai 75 del 2016/2017.
Diversa la situazione di amministrazione, finanza e marketing, che nel 2016/2017 era uno degli indirizzi più frequentati, con 165 diplomati nel percorso principale, mentre oggi ne conta 123. In diminuzione anche turismo, passato da 94 a 75 diplomati, e costruzioni, ambiente e territorio, sceso da 88 a 69. In crescita, invece, l’indirizzo automazione, passato da 15 a 41 diplomati.

Per quanto riguarda gli istituti professionali, il settore maggiormente rappresentato resta quello dei servizi sociosanitari, con 148 diplomati, pari al 37% del totale. Nove anni fa erano stati 131, ma rappresentavano una quota più alta, pari al 44%. Seguono oggi i servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera con 105 studenti, in aumento rispetto ai 74 del 2016/2017, e manutenzione e assistenza tecnica con 65, contro i 61 di allora. Il settore sociosanitario si conferma quindi il principale, mentre quello alberghiero ha registrato una crescita numerica significativa.

Il report provinciale prende in esame anche i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Nel 2025/2026 sono stati 395 gli studenti che hanno conseguito una qualifica professionale al termine del terzo anno, contro i 450 dell’anno precedente. Una diminuzione di 55 qualificati, accompagnata da una leggera flessione degli iscritti, passati da 535 a 522.
Il confronto con il 2016/2017 mostra una diminuzione ancora più evidente. Allora i qualificati erano stati 465, ovvero 70 in più rispetto a oggi. Anche il numero degli iscritti ai terzi anni risultava superiore, con 576 studenti contro gli attuali 522. A essere cambiata è soprattutto la distribuzione tra le diverse tipologie di istituto. Nel 2016/2017 erano stati 125 gli studenti qualificati presso un istituto superiore statale e 340 quelli provenienti dai Centri di Formazione Professionale. Nel 2025/2026, invece, i qualificati negli istituti statali sono appena 53, mentre quelli dei CFP sono 342. Il numero di qualificati nei Centri di Formazione Professionale è quindi rimasto praticamente invariato, mentre si è più che dimezzato quello degli istituti statali. I CFP sono così passati dal rappresentare il 73% circa dei qualificati all’attuale 87%.

Anche gli indirizzi professionali mostrano alcune differenze. Nel 2016/2017 il percorso con il maggior numero di qualificati era quello di operatore della ristorazione, preparazione pasti, con 77 studenti, pari al 16,6% del totale. Seguivano operatore meccanico con 56 e trasformazione agroalimentare, panificazione e pasticceria, con 48.
Oggi il primato spetta invece a operatore meccanico, con 53 qualificati, pari al 13%, seguito da operatore grafico con 46, operatore delle produzioni alimentari con 45 e operatore alla riparazione dei veicoli a motore con 43. Quest’ultimo percorso, in particolare, contava 25 qualificati nel 2016/2017. Più complesso il confronto per alcuni altri indirizzi, la cui denominazione e articolazione sono cambiate nel corso degli anni.

In controtendenza rispetto alle qualifiche triennali, crescono invece i diplomi di quarto anno IeFP, passati dai 200 del 2024/2025 ai 245 del 2025/2026, con un incremento del 22,5%. Un numero molto vicino a quello registrato nel 2016/2017, quando i diplomati erano stati 242. Anche in questo caso, però, il confronto a distanza di nove anni rivela una trasformazione significativa. Nel 2016/2017 i diplomati di quarto anno provenienti dagli istituti superiori statali erano stati 119, praticamente la metà del totale, mentre quelli dei Centri di Formazione Professionale erano 123. Oggi, invece, la situazione è radicalmente diversa: 220 diplomati su 245, pari al 90%, provengono dai CFP, mentre soltanto 25 dagli istituti statali.

Nel 2025/2026 i percorsi più rappresentati sono quelli di tecnico agricolo e tecnico delle produzioni alimentari, entrambi con 24 diplomati, seguiti da tecnico riparatore dei veicoli a motore con 22, tecnico di cucina con 19 e tecnico per la programmazione e gestione di impianti di produzione con 18. Nel 2016/2017, invece, a prevalere nettamente era il percorso di tecnico per l’automazione industriale, con 68 diplomati, pari al 28% del totale, seguito da tecnico di cucina con 48 e tecnico dei servizi di animazione turistico-sportiva e del tempo libero con 42. Oggi questi ultimi due indirizzi contano rispettivamente 19 e 17 diplomati, mentre quelli di automazione industriale sono 15.
Dei 287 iscritti quest’anno al quarto anno, 245 hanno ottenuto il diploma, 15 si sono ritirati durante l’anno, 22 non sono stati ammessi all'esame e 5 non lo hanno superato. Nel 2016/2017 gli iscritti erano stati 294 e i diplomati 242, con 23 ritirati, 25 non ammessi e 4 non promossi. Il rapporto tra diplomati e iscritti è quindi passato dall’82,3% circa all’85,4%.

Nel complesso, i dati della Provincia di Lecco restituiscono la fotografia di un sistema scolastico che, nell’arco di quasi un decennio, ha visto aumentare il numero degli studenti che conseguono la maturità e modificarsi sensibilmente il peso dei diversi indirizzi di studio. Sul fronte della formazione professionale, invece, i numeri mostrano una diminuzione delle qualifiche triennali rispetto al passato, a fronte di una sostanziale stabilità dei diplomi di quarto anno nel confronto decennale. Particolarmente evidente, infine, è il cambiamento nel ruolo dei Centri di Formazione Professionale, diventati sempre più centrali soprattutto per il conseguimento del diploma di quarto anno.
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E.Ma.




















