Cambiamo il livello del confronto politico
Ci sono momenti in cui il confronto politico rischia di smarrire il proprio significato, trasformando questioni concrete in dispute su aspetti marginali e alimentando polemiche che finiscono per occupare più spazio dei problemi che dovremmo affrontare.
È questa la riflessione che ho voluto portare nel Consiglio comunale del 26 ottobre, durante la discussione sulla mozione relativa alla prima mezz'ora di sosta gratuita per i residenti.
Il ruolo dell'opposizione è fondamentale: controllare, proporre e criticare l'operato della maggioranza sono prerogative essenziali della democrazia. Ma esiste una differenza tra esercitare queste funzioni e alimentare una contrapposizione che rischia di diventare fine a se stessa.
La vicenda dei parcheggi ne offre un esempio.
La gratuità della prima mezz'ora per i residenti è un impegno contenuto nel programma elettorale della nostra coalizione. Un impegno che non è stato cancellato né rinnegato, ma la cui attuazione richiede valutazioni tecniche, economiche e amministrative che non possono essere ignorate.
Durante il dibattito è stato ricordato che la precedente amministrazione aveva scelto di non introdurre questa agevolazione, ritenendo necessario preservare le entrate dei parcheggi per finanziare i servizi comunali. Da qui il dubbio che anche l'attuale amministrazione possa incontrare le medesime difficoltà.
Ma amministrare significa anche compiere scelte differenti.
Le difficoltà che hanno orientato le decisioni di un'amministrazione non costituiscono necessariamente un limite insuperabile per quella successiva. Possono cambiare le priorità, le modalità di programmazione e le scelte di bilancio, pur nel rispetto dei vincoli economici e della necessaria sostenibilità finanziaria.
Non si può dare per scontato che ciò che non è stato realizzato ieri non possa essere realizzato domani.
È legittimo chiedere tempi certi, così come è legittimo ritenere necessario completare gli approfondimenti prima di assumere impegni temporali precisi. Ma il confronto dovrebbe concentrarsi sulle soluzioni, anziché trasformarsi nell'ennesima occasione di contrapposizione.
La campagna elettorale è terminata. I cittadini hanno espresso la loro scelta e oggi maggioranza e opposizione sono chiamate a svolgere ruoli differenti, ma entrambi essenziali alla vita democratica della città.
Mentre la politica discute, ci sono commercianti che affrontano difficoltà quotidiane, famiglie che chiedono servizi, giovani che cercano opportunità e cittadini che attendono risposte. È a loro che dobbiamo rendere conto, prima ancora che ai rispettivi schieramenti.
È questo il significato del mio invito pronunciato in Consiglio comunale: «Cambiamo il livello».
Non significa chiedere meno opposizione, meno critica o meno dibattito. Significa chiedere un confronto di maggiore qualità, nel quale sia possibile difendere con fermezza le proprie idee senza perdere di vista gli obiettivi comuni.
La collaborazione non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma riconoscere che l'interesse della città viene prima della convenienza politica dello scontro.
La credibilità della politica si costruisce attraverso la serietà delle proposte, la responsabilità delle decisioni e la capacità di tradurre gli impegni in risultati concreti.
Perché Lecco merita una politica capace di discutere, anche duramente, ma soprattutto di costruire.
È questa la riflessione che ho voluto portare nel Consiglio comunale del 26 ottobre, durante la discussione sulla mozione relativa alla prima mezz'ora di sosta gratuita per i residenti.

La vicenda dei parcheggi ne offre un esempio.
La gratuità della prima mezz'ora per i residenti è un impegno contenuto nel programma elettorale della nostra coalizione. Un impegno che non è stato cancellato né rinnegato, ma la cui attuazione richiede valutazioni tecniche, economiche e amministrative che non possono essere ignorate.
Durante il dibattito è stato ricordato che la precedente amministrazione aveva scelto di non introdurre questa agevolazione, ritenendo necessario preservare le entrate dei parcheggi per finanziare i servizi comunali. Da qui il dubbio che anche l'attuale amministrazione possa incontrare le medesime difficoltà.
Ma amministrare significa anche compiere scelte differenti.
Le difficoltà che hanno orientato le decisioni di un'amministrazione non costituiscono necessariamente un limite insuperabile per quella successiva. Possono cambiare le priorità, le modalità di programmazione e le scelte di bilancio, pur nel rispetto dei vincoli economici e della necessaria sostenibilità finanziaria.
Non si può dare per scontato che ciò che non è stato realizzato ieri non possa essere realizzato domani.
È legittimo chiedere tempi certi, così come è legittimo ritenere necessario completare gli approfondimenti prima di assumere impegni temporali precisi. Ma il confronto dovrebbe concentrarsi sulle soluzioni, anziché trasformarsi nell'ennesima occasione di contrapposizione.
La campagna elettorale è terminata. I cittadini hanno espresso la loro scelta e oggi maggioranza e opposizione sono chiamate a svolgere ruoli differenti, ma entrambi essenziali alla vita democratica della città.
Mentre la politica discute, ci sono commercianti che affrontano difficoltà quotidiane, famiglie che chiedono servizi, giovani che cercano opportunità e cittadini che attendono risposte. È a loro che dobbiamo rendere conto, prima ancora che ai rispettivi schieramenti.
È questo il significato del mio invito pronunciato in Consiglio comunale: «Cambiamo il livello».
Non significa chiedere meno opposizione, meno critica o meno dibattito. Significa chiedere un confronto di maggiore qualità, nel quale sia possibile difendere con fermezza le proprie idee senza perdere di vista gli obiettivi comuni.
La collaborazione non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma riconoscere che l'interesse della città viene prima della convenienza politica dello scontro.
La credibilità della politica si costruisce attraverso la serietà delle proposte, la responsabilità delle decisioni e la capacità di tradurre gli impegni in risultati concreti.
Perché Lecco merita una politica capace di discutere, anche duramente, ma soprattutto di costruire.
Loredana Colella, Consigliere comunale Fratelli d'Italia




















