Lecco: per lo sport inclusivo, una collaborazione INAIL e Canottieri

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Lo sport può aiutare a ritrovare relazioni, autonomia e fiducia. Questo il messaggio emerso oggi alla Canottieri Lecco, durante la presentazione della collaborazione con INAIL e Comitato Italiano Paralimpico (CIP), nata per promuovere le discipline paralimpiche sul territorio.Lecco_INAIL-Canottieri7.jpg (87 KB)Il presidente della Canottieri, Michele Peccati, ha sottolineato il valore inclusivo dell’iniziativa. ''Siamo orgogliosi che la nostra società sia un punto di riferimento per l’inclusione - ha esordito - Il valore dello sport va oltre i risultati agonistici: i nostri istruttori hanno competenze e abilitazioni per accompagnare le persone con disabilità''.

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Per Sergio Ferraro, direttore di INAIL, l’attività sportiva è anche uno strumento di reinserimento. ''Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per tornare alla vita sociale e alla quotidianità'', ha affermato. Ferraro ha ricordato l’importanza di offrire occasioni concrete alle persone che hanno subito un infortunio sul lavoro o sono affette da una malattia professionale, richiamando la necessità di ''rafforzare i progetti sul territorio lecchese e di aiutare le persone a superare le difficoltà che possono ostacolare l’avvio di una nuova attività''.Lecco_INAIL-Canottieri3.jpg (60 KB)

Da sinistra, Frangi, Ferraro e Bianchini
A lavorare sul raccordo tra persone e società sportive è Bruno Frangi, informatore paralimpico dello Sportello CIP-INAIL per Como, Lecco e Sondrio. ''Il nostro compito è trovare le società come quella nella quale ci troviamo oggi, oltre che sensibilizzarle ad accogliere le persone con disabilità'', ha spiegato. Nel territorio sono già state individuate, insieme alle attività dei Canottieri, anche quelle di scherma, mentre si cerca di sviluppare una proposta per l’arrampicata. ''La sfida - ha osservato Frangi - è trovare strutture e competenze capaci di seguire persone con esigenze diverse, comprese quelle con disabilità intellettive e relazionali''.Lecco_INAIL-Canottieri21.jpg (77 KB)Enrico Banchini, assistente sociale e responsabile del processo di reinserimento sociale e lavorativo di INAIL Lecco, ha ricordato che ''dopo un infortunio c’è sempre un prima e un dopo. Il trauma - ha sottolineato - non è soltanto fisico'' continuando ad incidere sulla vita quotidiana. ''Ogni volta che incontro qualcuno, scopro un mondo nuovo'', ha aggiunto, evidenziando come lo sport possa offrire nuove possibilità, anche quando non è facile trovare subito una soluzione adatta.Lecco_INAIL-Canottieri4.jpg (59 KB)
Da sinistra, Peccati e Melis
Per Davide Melis, responsabile del canottaggio, l’auspicio è che il progetto aiuti sempre più persone a inserirsi nelle attività sportive, portando come esempio anche quello di un loro socio,  Kwadzo Klokpah. Campione paralimpico di canoa e kayak, Kwadzo ha partecipato alle Paralimpiadi di Parigi e Tokyo. ''È cresciuto nella Canottieri e ha sempre collaborato con la società, specialmente portandole sue testimonianze nelle scuole, riuscendo ad arricchire chi le vive e chi le ascolta'', ha commentato Melis. Lecco_INAIL-Canottieri5.jpg (61 KB)
Mauro Rota
A raccontare cosa può significare riprendere a fare sport è stato Mauro Rota. ''L’incidente sul lavoro che ho subito è stato l’impulso per tornare ad allenarmi come una volta e riprendere le mie passioni'', ha commentato. ''Un percorso che - ha aggiunto - mi ha permesso anche di dare una mano agli allenatori delle società''.
Lecco_INAIL-Canottieri24.jpg (115 KB)La collaborazione punta ora ad ampliare le opportunità e a coinvolgere altre realtà lecchesi: fare dello sport un’esperienza accessibile, capace di favorire il benessere e la partecipazione alla vita della comunità.
M.E.
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