Lecco: presentato il rapporto "Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità"
Presentato ieri a Lecco, mercoledì 28 ottobre, nell'aula magna del Politecnico di Milano, il rapporto "Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità", promosso da Spi Cgil e Auser nazionale.

L'evento territoriale, promosso da Comune di Lecco, Ambito territoriale di Lecco, Auser provinciale e impresa sociale Girasole, in collaborazione con il polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, ha rappresentato un'occasione di confronto sul tema dell'invecchiamento della popolazione e sulle sfide che questo fenomeno pone alle città.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Lecco Filippo Boscagli, di Vico Valassi, presidente di UniverLecco, di Mauro Piazza, sottosegretario di Regione Lombardia, di Sabina Panzeri, presidente dell'Ambito territoriale di Lecco, di Claudio Dossi, presidente di Auser Lecco, e di Graziano Salvalai, professore associato del Politecnico di Milano. A seguire, Claudio Falasca, curatore della ricerca, ha presentato il rapporto, offrendo spunti di riflessione sulle politiche abitative.

Il programma è proseguito con la prima tavola rotonda, dal titolo "Il territorio: progetti ed esperienze", moderata dal giornalista Stefano Spreafico. Al confronto hanno preso parte Ats Brianza, l'ufficio di piano dell'Ambito di Lecco, l'impresa sociale Girasole, la cooperativa L'Arcobaleno e la Rsa Borsieri-Colombo/fondazione Sacra Famiglia. Una seconda tavola rotonda è stata dedicata a "La progettazione e la trasversalità", che ha affrontato la domanda: Che città vogliamo a misura di una popolazione che invecchia?. Moderato ancora da Spreafico, il confronto ha coinvolto questa volta l'ordine degli ingegneri, il Politecnico di Milano, la fondazione Cariplo e KCity rigenerazione urbana, approfondendo il rapporto tra pianificazione urbana, politiche abitative e costruzione di contesti più accessibili e inclusivi.

Ne è scaturito un momento di confronto e dialogo allargati, seguito dagli interventi del vicesindaco di Lecco, Carlo Piazza, che ha illustrato le prospettive future della città, e della presidente nazionale di Auser Fulvia Colombini, che ha concluso l'incontro.
Così il vicesindaco di Lecco con delega alle Politiche dell’abitare Carlo Piazza: "Il rapporto presentato da Auser e SPI CGIL ci offre uno spunto importante per riflettere sul futuro di Lecco e sul modello di città che vogliamo costruire. La longevità non è soltanto una questione demografica o sanitaria, ma una sfida che riguarda direttamente il modo in cui progettiamo la città, le abitazioni, i servizi e gli spazi di relazione.
Significa ripensare il patrimonio abitativo, favorire nuove forme dell'abitare, migliorare l'accessibilità e i servizi di prossimità, ma soprattutto promuovere una rigenerazione urbana che non si limiti agli edifici e agli spazi pubblici, bensì sappia generare nuove relazioni e comunità.
La sfida è costruire una Lecco capace di accompagnare le persone nelle diverse stagioni della vita, favorendo l'incontro tra generazioni e mettendo l'innovazione al servizio dei bisogni reali dei cittadini. Perché il nostro obiettivo non deve essere soltanto quello di una città nella quale si vive più a lungo, ma di una città nella quale si possa continuare a vivere bene, mantenendo autonomia, relazioni e partecipazione alla vita della comunità".
Così la presidente dell'Ambito territoriale di Lecco Sabina Panzeri: "Per troppo tempo abbiamo pensato all’invecchiamento come a una scelta tra due sole possibilità: restare a casa, spesso da soli, oppure entrare in RSA quando la casa non basta più. In mezzo c’è stato poco. Eppure è proprio in quello spazio intermedio che si gioca la qualità della vita di tante persone. Nessuno passa da un giorno all’altro dall’autonomia alla non autosufficienza: si attraversa un percorso fatto di cambiamenti graduali, e ogni passaggio chiede una risposta diversa.
Con il Piano di Zona [2025-2027] vogliamo costruire, insieme, una filiera di risposte graduali e personalizzate. Penso alla domiciliarità sostenuta, alle forme di abitare condiviso, agli alloggi protetti, alle reti di prossimità e, quando serve, alla residenzialità. Non servizi separati, ma tappe di un unico percorso che cambia insieme alla persona.

Le risposte da sole però non bastano. Serve accompagnamento: qualcuno che ascolti la persona e la sua famiglia, che aiuti a capire cosa è possibile, che costruisca con loro un progetto di vita e lo segua nel tempo. Questo significa un punto di accesso riconoscibile, una valutazione che legga i bisogni e non si limiti ad assegnare prestazioni, un’integrazione vera con i servizi sanitari e un lavoro comune con il Terzo Settore. Perché nessuno può farcela da solo. Servono i Comuni, il Terzo Settore, la sanità, le famiglie, i giovani e gli anziani stessi, che non sono destinatari passivi ma protagonisti delle scelte sulla propria vita. Abitare la longevità significa costruire comunità in cui nessuno invecchi da solo. È una sfida che possiamo vincere solo insieme".

L'evento territoriale, promosso da Comune di Lecco, Ambito territoriale di Lecco, Auser provinciale e impresa sociale Girasole, in collaborazione con il polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, ha rappresentato un'occasione di confronto sul tema dell'invecchiamento della popolazione e sulle sfide che questo fenomeno pone alle città.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Lecco Filippo Boscagli, di Vico Valassi, presidente di UniverLecco, di Mauro Piazza, sottosegretario di Regione Lombardia, di Sabina Panzeri, presidente dell'Ambito territoriale di Lecco, di Claudio Dossi, presidente di Auser Lecco, e di Graziano Salvalai, professore associato del Politecnico di Milano. A seguire, Claudio Falasca, curatore della ricerca, ha presentato il rapporto, offrendo spunti di riflessione sulle politiche abitative.

Il programma è proseguito con la prima tavola rotonda, dal titolo "Il territorio: progetti ed esperienze", moderata dal giornalista Stefano Spreafico. Al confronto hanno preso parte Ats Brianza, l'ufficio di piano dell'Ambito di Lecco, l'impresa sociale Girasole, la cooperativa L'Arcobaleno e la Rsa Borsieri-Colombo/fondazione Sacra Famiglia. Una seconda tavola rotonda è stata dedicata a "La progettazione e la trasversalità", che ha affrontato la domanda: Che città vogliamo a misura di una popolazione che invecchia?. Moderato ancora da Spreafico, il confronto ha coinvolto questa volta l'ordine degli ingegneri, il Politecnico di Milano, la fondazione Cariplo e KCity rigenerazione urbana, approfondendo il rapporto tra pianificazione urbana, politiche abitative e costruzione di contesti più accessibili e inclusivi.

Ne è scaturito un momento di confronto e dialogo allargati, seguito dagli interventi del vicesindaco di Lecco, Carlo Piazza, che ha illustrato le prospettive future della città, e della presidente nazionale di Auser Fulvia Colombini, che ha concluso l'incontro.
Così il vicesindaco di Lecco con delega alle Politiche dell’abitare Carlo Piazza: "Il rapporto presentato da Auser e SPI CGIL ci offre uno spunto importante per riflettere sul futuro di Lecco e sul modello di città che vogliamo costruire. La longevità non è soltanto una questione demografica o sanitaria, ma una sfida che riguarda direttamente il modo in cui progettiamo la città, le abitazioni, i servizi e gli spazi di relazione.
Significa ripensare il patrimonio abitativo, favorire nuove forme dell'abitare, migliorare l'accessibilità e i servizi di prossimità, ma soprattutto promuovere una rigenerazione urbana che non si limiti agli edifici e agli spazi pubblici, bensì sappia generare nuove relazioni e comunità.


Con il Piano di Zona [2025-2027] vogliamo costruire, insieme, una filiera di risposte graduali e personalizzate. Penso alla domiciliarità sostenuta, alle forme di abitare condiviso, agli alloggi protetti, alle reti di prossimità e, quando serve, alla residenzialità. Non servizi separati, ma tappe di un unico percorso che cambia insieme alla persona.

Le risposte da sole però non bastano. Serve accompagnamento: qualcuno che ascolti la persona e la sua famiglia, che aiuti a capire cosa è possibile, che costruisca con loro un progetto di vita e lo segua nel tempo. Questo significa un punto di accesso riconoscibile, una valutazione che legga i bisogni e non si limiti ad assegnare prestazioni, un’integrazione vera con i servizi sanitari e un lavoro comune con il Terzo Settore. Perché nessuno può farcela da solo. Servono i Comuni, il Terzo Settore, la sanità, le famiglie, i giovani e gli anziani stessi, che non sono destinatari passivi ma protagonisti delle scelte sulla propria vita. Abitare la longevità significa costruire comunità in cui nessuno invecchi da solo. È una sfida che possiamo vincere solo insieme".




















