Amianto Killer Squad: gli studenti diventano reporter sui temi di della salute, dell'ambiente e della sicurezza

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Dieci missioni per conoscere i rischi legati all’amianto, imparare a riconoscere le fake news e trasformare le competenze digitali in strumenti di sensibilizzazione. Il progetto del Gruppo Aiuto Mesotelioma coinvolgerà quattro realtà scolastiche lecchesi fino a maggio 2027. Non saranno semplici lezioni da ascoltare, ma missioni da affrontare, contenuti da realizzare e messaggi da portare fuori dalle aule, fino a raggiungere le famiglie e l’intera comunità. È questa la sfida di “Amianto Killer Squad – Gen Z: Missione Futuro”, presentato nella mattinata di venerdì 30 ottobre nella Sala Consiliare della Provincia di Lecco dal GAM, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e la rete REAL – Rete Educazione Ambientale Lecco.
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Un percorso che mette al centro circa 120 studenti di quattro realtà scolastiche del territorio, chiamati a diventare reporter e creatori di contenuti digitali sui temi della salute, dell’ambiente e della sicurezza. L’iniziativa, sostenuta da una rete di istituzioni, associazioni e imprese, prenderà il via dalla prossima settimana e proseguirà fino a maggio 2027, con l’ambizione di costruire un modello da estendere in futuro anche ad altri istituti.
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A spiegare il senso di questa nuova sfida è stata Katia Sala, esperta di comunicazione multimediale e tra le ideatrici del progetto insieme a Elena Romano. «I ragazzi sono al centro di un percorso formativo che li porterà a svolgere missioni, non lezioni», ha raccontato, illustrando l’intenzione di partire dalla conoscenza dell’amianto e dei rischi connessi alla sua presenza, per arrivare alla produzione di contenuti capaci di raggiungere soprattutto i loro coetanei. Non si tratta, dunque, soltanto di trasmettere informazioni, ma di fornire strumenti per interpretarle e comunicarle correttamente. In una società attraversata da una quantità crescente di messaggi, infatti, saper distinguere una notizia verificata da una falsa, riconoscere i tentativi di manipolazione e utilizzare i social in modo etico e responsabile diventa una competenza fondamentale. «I ragazzi devono saper distinguere le fake news da un’informazione verificata», ha sottolineato Sala, anticipando che durante il percorso saranno affrontati anche i temi dell’intelligenza artificiale e della comunicazione digitale.
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Il progetto nasce anche dalla volontà di riportare l’attenzione su un problema che, nonostante il passare degli anni, è tutt’altro che superato. A ricordarlo è stata la presidente del GAM, Cinzia Manzoni, che ha ripercorso le precedenti esperienze dell’associazione rivolte alle nuove generazioni: dal libretto “Amianto, libri di respirare”, realizzato nel 2016, ai progetti sviluppati con gli studenti e alla mostra itinerante dedicata al tema. A distanza di undici anni, la necessità di continuare a parlarne è ancora forte. La Lombardia, ha ricordato Manzoni, è la regione con la maggiore presenza di amianto e con il più alto numero di decessi correlati, mentre i dati relativi ai casi continuano a crescere, contrariamente alle attese di una diminuzione. «La prevenzione parte dalla conoscenza e dalla responsabilità di ciascuno. Non vogliamo spaventare, però vogliamo che i ragazzi conoscano, perché quando conosci il problema lo puoi anche affrontare», ha spiegato la presidente, sottolineando come il GAM voglia investire proprio sui giovani affinché diventino portatori di consapevolezza nelle proprie famiglie e nella comunità. Un obiettivo da raggiungere anche attraverso un uso virtuoso dei social: «I ragazzi solitamente scrollano, ma non sono solo fruitori passivi. Noi vogliamo stimolarli e coinvolgerli». La sfida, partita da un confronto con Sala e Romano, è stata accolta e trasformata in un progetto che Manzoni ha definito unico nel suo genere a livello nazionale.
A rendere concreto questo approccio sarà la Creative Academy, articolata in dieci appuntamenti di due ore ciascuno, per un totale di venti ore di attività. Gli studenti saranno suddivisi in piccoli gruppi, le Squad, composti da quattro o cinque partecipanti, all’interno dei quali ciascuno potrà sperimentare un ruolo: giornalista, intervistatore, videomaker, regista o fotografo, content creator e AI creator.
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Ogni missione si aprirà con l’intervento di due avatar, Fire e Aria, ideati da Elena Romano per introdurre i temi attraverso il linguaggio dei ragazzi e lanciare una sfida o uno spunto di riflessione. La prima parte sarà dedicata alla formazione, mentre nella seconda gli studenti passeranno immediatamente alla pratica, mettendo alla prova quanto appreso attraverso un laboratorio creativo. «Prima devono imparare ad accendere il loro cervello», ha spiegato Romano, chiarendo la scelta di introdurre l’intelligenza artificiale soltanto nella penultima missione. Prima di affidarsi agli strumenti generativi, i ragazzi dovranno infatti imparare a costruire un contenuto con le proprie capacità: preparare un’intervista, utilizzare un microfono, realizzare riprese e fotografie, curare la regia, verificare le informazioni e raccontare una notizia. L’obiettivo è sviluppare competenze che non si esauriscano nel tema dell’amianto, ma possano diventare strumenti utili per affrontare anche altre questioni complesse. «Questa fetta è tua», ha sintetizzato Romano, immaginando il progetto come un’occasione per consegnare ai giovani uno spazio concreto in cui esprimere la propria voce e sentirsi parte attiva del territorio.
Reel, caroselli, storie, meme, fotografie e contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale saranno quindi il risultato delle attività. I lavori verranno diffusi attraverso i profili social degli studenti e i canali ufficiali del progetto su Instagram e TikTok, con l’intenzione di costruire una community capace di amplificare i messaggi e coinvolgere altri giovani. Non mancherà una componente di gamification: le competenze acquisite saranno valorizzate attraverso gli AKS Creative Awards, riconoscimenti articolati in sei categorie e destinati sia ai lavori individuali sia a quelli realizzati dalle Squad. I premi consisteranno in contributi economici messi a disposizione dai partner e saranno consegnati durante una cerimonia prevista verso la fine di maggio 2027. Un modo per stimolare la creatività del singolo, ma anche la collaborazione e il lavoro di gruppo.
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La dimensione educativa dell’iniziativa è stata sottolineata anche da Adamo Castelnuovo, provveditore agli studi di Lecco, che ha parlato di una «bella alleanza» tra associazionismo, mondo scolastico, istituzioni e nuove generazioni. Il valore del progetto, secondo il dirigente, risiede proprio nella capacità di mettere in dialogo un tema ancora attuale, ma forse distante dalla percezione quotidiana degli studenti, con il giornalismo e i linguaggi della comunicazione contemporanea. «Spesso capita di trovarci come adulti a dire ai ragazzi che sono il centro, ma li mettiamo nella posizione di ascoltatori passivi», ha osservato, invitando a compiere un passo ulteriore: lasciare spazio alla loro inventiva, alle loro esperienze e alle loro modalità espressive. Gli adulti, in questa prospettiva, hanno il compito di fornire un «canovaccio», mettendo poi a disposizione dei ragazzi pennelli e colori affinché possano costruire il proprio racconto. Un percorso che, oltre a favorire la consapevolezza sui rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, mette in relazione formazione scolastica, mondo del lavoro e competenze del tessuto imprenditoriale lecchese.
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A sottolineare l’importanza di questo raccordo è stato anche Raffaele Cesana dell’Ufficio Scolastico Territoriale, che ha ricordato il lavoro di confronto avviato con il GAM per adattare la proposta alle esigenze della scuola. «Le istituzioni sono fatte da persone», ha affermato, evidenziando come dalla capacità di entrare in relazione, comunicare e condividere obiettivi possano nascere risultati concreti. Un percorso costruito insieme, senza dare per scontato che l’idea iniziale fosse già adatta a ogni esigenza, ma cercando di modellarla sulle necessità degli studenti e dei docenti. Per Cesana, alla base del progetto ci sono il rispetto reciproco e la valorizzazione delle competenze di ciascuno: «Ognuno ha portato avanti il proprio pezzo». Una collaborazione che ha coinvolto anche Sabrina Scola, dirigente scolastica del liceo Agnesi, istituto capofila della rete REAL, nata circa due anni fa grazie a un progetto di Regione Lombardia e dell’Ufficio Scolastico Regionale. La rete conta oggi 39 firmatari tra scuole, fondazioni ed enti del territorio e lavora per condividere esperienze e buone pratiche in materia di educazione ambientale. Scola ha evidenziato come il tema dell’amianto rappresenti un’importante novità rispetto ad altre questioni ambientali già affrontate dagli studenti: un rischio ancora presente, ma spesso poco conosciuto dalle nuove generazioni. Ha inoltre sottolineato il valore della varietà degli indirizzi coinvolti, dal tecnico al liceo artistico, fino agli ambiti scientifici e biomedici, che potranno mettere a disposizione competenze differenti. Il progetto, ha aggiunto, si inserisce pienamente nelle metodologie della didattica contemporanea, dal cooperative learning all’apprendimento laboratoriale.
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Saranno coinvolti il liceo statale “M.G. Agnesi” di Merate, l’IIS “Medardo Rosso” di Lecco, con il Liceo Artistico e l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio, e l’Istituto superiore “Lorenzo Rota” di Calolziocorte. Le adesioni, ha spiegato Sala, sono state chiuse dopo aver raggiunto il numero previsto, a fronte di un interesse particolarmente significativo. L’auspicio è che questa prima edizione possa rappresentare soltanto l’inizio, aprendo in futuro la possibilità di coinvolgere altre scuole.
A sostenere l’iniziativa è una rete territoriale ampia, che comprende Camera di Commercio Como-Lecco, Confcommercio Lecco, Confindustria Lecco e Sondrio, ANCE Lecco Sondrio, Confartigianato Imprese Lecco, Lario Reti Holding, Acinque, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecco, Agomir S.p.A., Spazio Tecnico S.r.l. e Centro di Cultura Aldo Paramatti. Una partecipazione che, come ha rimarcato Sala, va oltre la semplice partnership e testimonia una condivisione di intenti tra mondo economico, imprenditoriale, associativo e culturale. 
Una rete di competenze e sensibilità diverse che converge su un obiettivo comune: fare in modo che la conoscenza non resti confinata nelle aule, ma diventi consapevolezza condivisa e capacità di agire. Perché, come ha ricordato Manzoni, coinvolgere i giovani significa renderli protagonisti di un cambiamento culturale che riguarda la sicurezza sul lavoro, la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente. E questa volta saranno proprio loro a raccontarlo.
G.D.
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