Calolzio: polo commerciale nelle ex Trafilerie Brambilla. 'Cambia' dice no alla proposta
Non è ancora stato ufficialmente illustrato ma già fa discute. Con Cambia Calolzio particolarmente ferma nel mettere in guardia l'amministrazione comunale.
Mercoledì sera in commissione territorio si tornerà a parla del destino dell'area industriale dismessa di corso Europa 82 e dunque delle ex Trafilerie Brambilla, dopo la Manifestazione di interesse per un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana protocollata nel settembre scorso dall'architetto Attilio Gobbi quale tecnico della M.I.F., srl con Giacomo Manzi quale legale rappresentante.
Quest'ultima realtà è promissaria acquirente del compendio immobiliare, in forza di una proposta irrevocabile di acquisto sottoscritta nel marzo scorsa e accettata poi a fine giugno dalla proprietà.

Nelle intenzioni degli acquirenti c'è il recupero dell'area, riconfigurandola completamente, attribuendole una funzione prevalentemente commerciale, per una superficie lorda massima complessiva di circa 8.000 mq. L'ipotesi progettuale - sottoposta all'attenzione dell'amministrazione comunale con alcuni rendering indicativi - contempla, in particolare, come argomenta l'architetto Gobbi - la demolizione delle strutture industriali esistenti e la riorganizzazione complessiva degli edifici e degli spazi aperti, realizzando al contempo un'ampia dotazione di servizi collettivi, la sistemazione degli accessi e della viabilità interna, nonché la realizzazione di spazi verdi lungo il perimetro del comparto.

Per realizzare tutto ciò - ed è qui che la palla passa già al Comune - sarà necessaria una modifica della vigente disciplina urbanistica dell'area. Tema su cui è già arrivato il "no" secco del consigliere Diego Colosimo, esponente di Cambia Calzio. "Altro che rigenerazione urbana! Quella presentata per l'area delle ex Trafilerie Brambilla di Corso Europa è una proposta che punta a trasformare uno dei più importanti comparti industriali dismessi di Calolziocorte in un grande insediamento commerciale. Lo scorso febbraio avevamo pubblicamente denunciato le indiscrezioni che circolavano su una possibile riconversione commerciale dell'area, chiedendo al Sindaco Ghezzi di fare chiarezza e di rassicurare la città sul mantenimento della sua vocazione produttiva. Oggi quelle indiscrezioni trovano conferma nella proposta presentata dalla società M.I.F. S.r.l.: demolizione degli stabilimenti esistenti e realizzazione di nuovi edifici prevalentemente commerciali, per circa 8.000 metri quadrati di superficie lorda. Non possiamo accettare che un'operazione di questa portata venga presentata semplicemente come un'occasione di rigenerazione urbana, senza affrontare le conseguenze economiche, occupazionali, urbanistiche e viabilistiche che una simile trasformazione potrebbe determinare" fanno sapere dalla compagine d'opposizione.
"Calolziocorte ha davvero bisogno dell'ennesimo polo commerciale? Quale futuro immaginiamo per le attività di vicinato e per i negozi del centro cittadino, già alle prese con enormi difficoltà? E soprattutto, vogliamo davvero rinunciare a un'area strategica che potrebbe tornare a ospitare imprese, attività produttive e nuovi posti di lavoro? Non dimentichiamo che già nel 2022, durante l'approvazione della variante generale al PGT, era stata avanzata una richiesta di riconversione commerciale dello stesso comparto. Quella richiesta non venne accolta, anche in considerazione della rilevanza urbanistica dell'intervento e della necessità di approfondirne gli effetti sul territorio. Ci risulta inoltre che all'interno della stessa maggioranza vi siano esponenti che stanno spingendo per favorire la realizzazione di un nuovo centro commerciale. Se così fosse, sarebbe gravissimo. Chiediamo pertanto al Sindaco e alla Giunta di chiarire pubblicamente quale sia il loro orientamento e di non nascondersi dietro una generica disponibilità ad ascoltare le proposte dei privati. Come Cambia Calolzio abbiamo avanzato una proposta concreta e alternativa: destinare l'ex area industriale alla realizzazione di un moderno polo produttivo, anche per consentire la ricollocazione delle aziende che rischiano di perdere i propri stabilimenti nell'ipotesi in cui vengano avviati i lavori della Variante Lecco–Bergamo secondo l'attuale tracciato progettuale. Una soluzione che potrebbe tutelare l'occupazione, favorire nuovi investimenti e restituire all'area una funzione economica realmente utile alla città. Mettiamo quindi in guardia l'Amministrazione comunale dal compiere scelte che considereremmo scellerate e profondamente dannose per il futuro di Calolziocorte. La rigenerazione urbana non può diventare il pretesto per cancellare definitivamente la vocazione produttiva di un territorio e sostituirla con l'ennesima concentrazione di superfici commerciali. La Commissione Territorio dovrà essere un'occasione di confronto serio, non una semplice presentazione di immagini suggestive di un progetto già indirizzato verso una precisa soluzione commerciale. Il Sindaco Ghezzi sappia fin d'ora che un'eventuale scelta di trasformare le ex Trafilerie Brambilla in un nuovo polo commerciale troverà la nostra ferma opposizione, in Consiglio comunale e attraverso tutti gli strumenti democratici e istituzionali a nostra disposizione. Calolziocorte ha bisogno di lavoro, imprese e prospettive di sviluppo. Non di un altro centro commerciale".
Mercoledì sera in commissione territorio si tornerà a parla del destino dell'area industriale dismessa di corso Europa 82 e dunque delle ex Trafilerie Brambilla, dopo la Manifestazione di interesse per un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana protocollata nel settembre scorso dall'architetto Attilio Gobbi quale tecnico della M.I.F., srl con Giacomo Manzi quale legale rappresentante.
Quest'ultima realtà è promissaria acquirente del compendio immobiliare, in forza di una proposta irrevocabile di acquisto sottoscritta nel marzo scorsa e accettata poi a fine giugno dalla proprietà.

Il compendio ex Tragilerie Brambilla come potrebbe apparire dopo la riqualificazione
Nelle intenzioni degli acquirenti c'è il recupero dell'area, riconfigurandola completamente, attribuendole una funzione prevalentemente commerciale, per una superficie lorda massima complessiva di circa 8.000 mq. L'ipotesi progettuale - sottoposta all'attenzione dell'amministrazione comunale con alcuni rendering indicativi - contempla, in particolare, come argomenta l'architetto Gobbi - la demolizione delle strutture industriali esistenti e la riorganizzazione complessiva degli edifici e degli spazi aperti, realizzando al contempo un'ampia dotazione di servizi collettivi, la sistemazione degli accessi e della viabilità interna, nonché la realizzazione di spazi verdi lungo il perimetro del comparto.

Per realizzare tutto ciò - ed è qui che la palla passa già al Comune - sarà necessaria una modifica della vigente disciplina urbanistica dell'area. Tema su cui è già arrivato il "no" secco del consigliere Diego Colosimo, esponente di Cambia Calzio. "Altro che rigenerazione urbana! Quella presentata per l'area delle ex Trafilerie Brambilla di Corso Europa è una proposta che punta a trasformare uno dei più importanti comparti industriali dismessi di Calolziocorte in un grande insediamento commerciale. Lo scorso febbraio avevamo pubblicamente denunciato le indiscrezioni che circolavano su una possibile riconversione commerciale dell'area, chiedendo al Sindaco Ghezzi di fare chiarezza e di rassicurare la città sul mantenimento della sua vocazione produttiva. Oggi quelle indiscrezioni trovano conferma nella proposta presentata dalla società M.I.F. S.r.l.: demolizione degli stabilimenti esistenti e realizzazione di nuovi edifici prevalentemente commerciali, per circa 8.000 metri quadrati di superficie lorda. Non possiamo accettare che un'operazione di questa portata venga presentata semplicemente come un'occasione di rigenerazione urbana, senza affrontare le conseguenze economiche, occupazionali, urbanistiche e viabilistiche che una simile trasformazione potrebbe determinare" fanno sapere dalla compagine d'opposizione.
"Calolziocorte ha davvero bisogno dell'ennesimo polo commerciale? Quale futuro immaginiamo per le attività di vicinato e per i negozi del centro cittadino, già alle prese con enormi difficoltà? E soprattutto, vogliamo davvero rinunciare a un'area strategica che potrebbe tornare a ospitare imprese, attività produttive e nuovi posti di lavoro? Non dimentichiamo che già nel 2022, durante l'approvazione della variante generale al PGT, era stata avanzata una richiesta di riconversione commerciale dello stesso comparto. Quella richiesta non venne accolta, anche in considerazione della rilevanza urbanistica dell'intervento e della necessità di approfondirne gli effetti sul territorio. Ci risulta inoltre che all'interno della stessa maggioranza vi siano esponenti che stanno spingendo per favorire la realizzazione di un nuovo centro commerciale. Se così fosse, sarebbe gravissimo. Chiediamo pertanto al Sindaco e alla Giunta di chiarire pubblicamente quale sia il loro orientamento e di non nascondersi dietro una generica disponibilità ad ascoltare le proposte dei privati. Come Cambia Calolzio abbiamo avanzato una proposta concreta e alternativa: destinare l'ex area industriale alla realizzazione di un moderno polo produttivo, anche per consentire la ricollocazione delle aziende che rischiano di perdere i propri stabilimenti nell'ipotesi in cui vengano avviati i lavori della Variante Lecco–Bergamo secondo l'attuale tracciato progettuale. Una soluzione che potrebbe tutelare l'occupazione, favorire nuovi investimenti e restituire all'area una funzione economica realmente utile alla città. Mettiamo quindi in guardia l'Amministrazione comunale dal compiere scelte che considereremmo scellerate e profondamente dannose per il futuro di Calolziocorte. La rigenerazione urbana non può diventare il pretesto per cancellare definitivamente la vocazione produttiva di un territorio e sostituirla con l'ennesima concentrazione di superfici commerciali. La Commissione Territorio dovrà essere un'occasione di confronto serio, non una semplice presentazione di immagini suggestive di un progetto già indirizzato verso una precisa soluzione commerciale. Il Sindaco Ghezzi sappia fin d'ora che un'eventuale scelta di trasformare le ex Trafilerie Brambilla in un nuovo polo commerciale troverà la nostra ferma opposizione, in Consiglio comunale e attraverso tutti gli strumenti democratici e istituzionali a nostra disposizione. Calolziocorte ha bisogno di lavoro, imprese e prospettive di sviluppo. Non di un altro centro commerciale".




















