Acquate: l'ingresso di don Luca Tocchetti, con l'immagine del gregge
Sì è celebrata nel pomeriggio di domenica 1 novembre la Messa di ingresso del nuovo parroco della Comunità Pastorale di Acquate, Olate e Bonacina.

Don Luca Tocchetti, classe 1976, originario della vicina Sala al Barro, è stato accolto all'ingresso della chiesa di Acquate dal sindaco Filippo Boscagli, che gli ha dedicato un augurio e un caloroso benvenuto. È stato poi il vicario episcopale della zona pastorale di Varese don Franco Gallivanone a presiedere la celebrazione e a introdurre ufficialmente don Luca nella sua nuova parrocchia, attraverso la lettura del decreto di nomina e l'affido simbolico del Libro della Chiesa, dei Santi Oli e della Stola: "Ecco don Luca Tocchetti, il vostro nuovo parroco", ha pronunciato, tra gli applausi dei fedeli.

Prima dell'inizio della Santa Messa, al sacerdote, giunto a Lecco da Gavirate dopo aver maturato esperienza anche a Bovisio Masciago e Lonate Pozzolo, è stato dedicato un pensiero da parte del consiglio e della comunità pastorale: "A te Luca esprimiamo il più caloroso benvenuto. In queste settimane abbiamo già avuto modo di conoscerti e questo ci ha permesso di apprezzare ancora di più questa momento di festa che stiamo per celebrare. Ti accoglie oggi una comunità sorretta da una fede semplice e profonda, radicata nella tradizione di queste terre. Ti accoglie una comunità ricca... non di ricchezza materiale, ma di generosità. Ti accoglie una comunità consapevole che la strada da fare è ancora molta e che si affida alle mani del buon pastore per essere guidata, nella certezza che tutto trova compimento in Cristo. In questo nuovo inizio vogliamo affidarti alla nostra patrona la Beata Vergine di Lourdes e vogliamo accoglierti con un segno semplice: una lampada che simboleggia la luce del Risorto. Ti sia da guida in questo nuovo inizio".

Il brano del Vangelo scelto per quest'importante occasione è stato il seguente: "In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".

Da queste parole, don Luca ha tratto ispirazione per l’omelia: "Voglio ricordare a tutti che non siamo soli e che siamo in cammino verso una direzione precisa, la Gerusalemme Celeste. Oggi io non mi sento piccolo, come quando sono da solo, ma mi sento portato dal popolo di Dio, dalla Chiesa. Oggi sento quest'ingresso come un dono di preti e laici che mi hanno preceduto e che hanno vissuto la fede, hanno amato la Chiesa e hanno seguito Cristo. Sento poi anche la responsabilità, perché sento una profonda sproporzione tra quello che mi è chiesto e quello che posso dare. L'immagine che vi consegno oggi mi è molto cara e rappresenta Gesù Cristo che sostiene un gregge; sul retro, presenta una frase che Gesù dice ai suoi amici: "Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro". Ecco, io sento una priorità come parroco, quella di entrare nella vita della comunità e nella storia di ciascuno, di raccogliere tutto il grido dell'umanità che soffre a causa di tante ingiustizie e malattie e di essere la pecorella che sostiene la sua compagna stanca e affaticata e che la conduce verso Gesù".

Don Luca Tocchetti, classe 1976, originario della vicina Sala al Barro, è stato accolto all'ingresso della chiesa di Acquate dal sindaco Filippo Boscagli, che gli ha dedicato un augurio e un caloroso benvenuto. È stato poi il vicario episcopale della zona pastorale di Varese don Franco Gallivanone a presiedere la celebrazione e a introdurre ufficialmente don Luca nella sua nuova parrocchia, attraverso la lettura del decreto di nomina e l'affido simbolico del Libro della Chiesa, dei Santi Oli e della Stola: "Ecco don Luca Tocchetti, il vostro nuovo parroco", ha pronunciato, tra gli applausi dei fedeli.

Prima dell'inizio della Santa Messa, al sacerdote, giunto a Lecco da Gavirate dopo aver maturato esperienza anche a Bovisio Masciago e Lonate Pozzolo, è stato dedicato un pensiero da parte del consiglio e della comunità pastorale: "A te Luca esprimiamo il più caloroso benvenuto. In queste settimane abbiamo già avuto modo di conoscerti e questo ci ha permesso di apprezzare ancora di più questa momento di festa che stiamo per celebrare. Ti accoglie oggi una comunità sorretta da una fede semplice e profonda, radicata nella tradizione di queste terre. Ti accoglie una comunità ricca... non di ricchezza materiale, ma di generosità. Ti accoglie una comunità consapevole che la strada da fare è ancora molta e che si affida alle mani del buon pastore per essere guidata, nella certezza che tutto trova compimento in Cristo. In questo nuovo inizio vogliamo affidarti alla nostra patrona la Beata Vergine di Lourdes e vogliamo accoglierti con un segno semplice: una lampada che simboleggia la luce del Risorto. Ti sia da guida in questo nuovo inizio".

Il brano del Vangelo scelto per quest'importante occasione è stato il seguente: "In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".

Da queste parole, don Luca ha tratto ispirazione per l’omelia: "Voglio ricordare a tutti che non siamo soli e che siamo in cammino verso una direzione precisa, la Gerusalemme Celeste. Oggi io non mi sento piccolo, come quando sono da solo, ma mi sento portato dal popolo di Dio, dalla Chiesa. Oggi sento quest'ingresso come un dono di preti e laici che mi hanno preceduto e che hanno vissuto la fede, hanno amato la Chiesa e hanno seguito Cristo. Sento poi anche la responsabilità, perché sento una profonda sproporzione tra quello che mi è chiesto e quello che posso dare. L'immagine che vi consegno oggi mi è molto cara e rappresenta Gesù Cristo che sostiene un gregge; sul retro, presenta una frase che Gesù dice ai suoi amici: "Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro". Ecco, io sento una priorità come parroco, quella di entrare nella vita della comunità e nella storia di ciascuno, di raccogliere tutto il grido dell'umanità che soffre a causa di tante ingiustizie e malattie e di essere la pecorella che sostiene la sua compagna stanca e affaticata e che la conduce verso Gesù".
G.I.




















