PAROLE CHE PARLANO/263
Materia
Quando parliamo di natura, la associamo spesso al termine madre, perché la natura ci genera fisicamente, dandoci l’energia e la materia necessarie alla vita.
Se poi volessimo identificare la natura stessa con uno dei suoi prodotti primari, è molto probabile che penseremmo alle piante: senza di esse - e senza la loro attività fotosintetica - la vita come la conosciamo non esisterebbe. Le piante sono il ponte tra la materia inorganica e quella organica, tra l’energia solare e la vita sulla Terra.
I nostri antenati latini usavano il termine materia riferendosi proprio al legno da costruzione, per poi estenderlo ai diversi materiali che compongono ogni cosa.
Ma c’è di più. Il latino materia deriva da mater, madre: il legno era visto come la "madre", la fonte prima, una sostanza generativa. La radice indoeuropea mā-ter (anch’essa madre che nutre, che allatta) sottolinea questa idea di origine, di sostanza primordiale e feconda. È come se la materia fosse intesa come un grembo: qualcosa che contiene in sé il potenziale di ogni forma.
Dal latino, il termine si è diffuso nelle lingue romanze (spagnolo materia, francese matière, portoghese matéria) e ha influenzato profondamente quelle germaniche (inglese matter, tedesco Materie).
La materia è oggi ciò che è reale e sensibile, ed è l’oggetto stesso della scienza moderna.
Ma è anche arte. Gli artisti, come gli scienziati, lavorano con la materia: la plasmano, la studiano, la trasformano. E proprio nell’arte - dove la materia diventa colore, forma, emozione - possiamo cogliere il suo significato più profondo: quello di una madre che non smette mai di generare, anche quando sembra solo un pezzo di legno, una pietra, o un filo d’erba. Non dimentichiamo che per Michelangelo, la materia era un grembo: il marmo già custodiva la forma, e lo scultore non faceva che liberarla, togliendo il superfluo. In questo gesto, fisico e sacro al contempo, l’artista dava voce alla pietra e questa si rivelava madre: non massa inerte, ma sostanza viva, pronta a partorire la sua essenza nascosta.





















