Calolzio, ex Trafilerie Brambilla: il futuro è... un'ipotesi. Discussione in Commissione

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Deve restare a destinazione industriale o si può iniziare a immaginare un futuro diverso per l'area delle ex Trafilerie Brambilla? Questa la domanda di fondo introdotta ieri sera in Commissione Territorio sottoponendo all'attenzione dei rappresentanti di maggioranza e opposizione la Manifestazione di interesse per un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana protocollata nel settembre scorso dall'architetto Attilio Gobbi quale tecnico della M.I.F. srl, immobiliare - con Giacomo Manzi quale legale rappresentante - che, salvo errori, dovrebbe essere la stessa che, a Calolziocorte, nel recente passato, ha già portato avanti la realizzazione del polo commerciale di Sala (l'insediamento "Aldi" per intenderci). 
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Come potrebbe essere trasformato il complesso ex Brambilla

Ora, acquisita la proprietà del complesso di corso Europa 82, la società propone all'amministrazione comunale, in via del tutto preliminare, senza addentrarsi nei dettagli di progetto, la demolizione delle strutture industriali esistenti e la riorganizzazione complessiva degli edifici e degli spazi aperti, realizzando al contempo un'ampia dotazione di servizi collettivi, la sistemazione degli accessi e della viabilità interna, nonché la realizzazione di spazi verdi lungo il perimetro del comparto.
Un recupero e una riconfigurazione completa dell'area che passa però dall'attribuzione alla stessa di una funzione prevalentemente commerciale, per una superficie lorda massima complessiva di circa 8.000 mq, in riduzione rispetto ai circa 12.000 mq attualmente edificati su un appezzamento da complessivi 22.000 mq, come ricordato nell'introduzione alla serata da Fabio Mastroberardino, presidente della Commissione, sottolineando altresì l'esistenza di vincoli, tanto per la vicinanza alla ferrovia tanto per la prossimità al torrente Serta. 
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Il presidente della Commissione Fabio Pio Mastroberardino e il sindaco Marco Ghezzi

Sindaco e vicesindaco, con il concetto ribadito poi nel corso della seduta anche dall'assessore Dario Gandolfi ricapitolando la storia del complesso ex Brambilla, hanno ricordato come negli anni si siano fatti avanti diversi operatori che, per lo più informalmente, hanno avanzato proposte, pur non disponendo concretamente dell'area (in pancia fino ai giorni scorsi a un istituto di credito) mentre l'interlocutore attuale ne è diventato il proprietario, portando a termine l'acquisizione. In 3 o 4 avevano - è stato detto - anche valutato l'ipotesi di mantenere la funzione produttiva, giudicando poi impossibile insediare attività negli spazi esistenti in quanto non strutturalmente rispondenti alle esigenze delle imprese moderne e anti-economico procedere alla demolizione e successiva ricostruzione, in considerazione anche alle incertezze legate alla qualità del sottosuolo e dunque della prospettata necessaria bonifica preventiva di sito realizzato a inizio '900, quando la sensibilità ambientale - chiamiamola così -non era certamente quella di oggi. 
Due, nei 13 anni intercorsi dalla chiusura delle Trafilerie Brambilla per le note vicissitudini societarie, i momenti da ricordare riguardo al sito: la bonifica dell'amianto dalle coperture dei capannoni (stimata in circa un milione di euro) ottenuta dall'amministrazione comunale e il PGT del 2022 che ha confermato la destinazione industriale di un compendio per il quale ora, si chiede di immaginare un futuro diverso. "Questi signori chiedono se siamo disponibili al confronto. Valuteremo al proposta secondo i vantaggi che può avere l'amministrazione e il territorio" la sintesi della posizione della maggioranza, nelle parole del sindaco, rimarcando come un complesso abbandonato, alle porte del centro, non rappresenti un bel biglietto da visita per Calolziocorte. 
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Diego Colosimo e Sonia Mazzoleni

Trasparenza la richiesta sollevata da Sonia Mazzoleni, ritendo impossibile che un operatore sia fatto carico di un investimento così importante (l'acquisizione dell'area) senza avere un progetto preciso e senza rassicurazioni sull'effettiva realizzabilità di ciò che propone ("non credo - ha detto testualmente - alla versione che non siano già state spese parole in merito"). La consigliera d'opposizoone ha chiesto dunque di conoscere chi entrerà negli spazi commerciali che si vogliono realizzare e come si intende trattare temi come la gestione della viabilità lungo un tratto di Lecco-Bergamo sul quale si stanno concentrando diversi interventi. Calolziocorte Bene Comune ha chiesto dunque di far intervenire in Commissione, la prossima volta, direttamente i soggetti che hanno presentato la manifestazione d'interesse.
L'altra minoranza, rappresentata da Diego Colosimo, invece, ha chiesto di far esprimere i cittadini. Come? Posticipando ogni decisione a dopo le elezioni così che ogni forza in campo possa inserire la questione nel proprio programma elettorale oppure, qualora si voglia dare seguito subito alla richiesta del privato, indicendo un referendum così che siano i calolziesi a esprimersi, conoscendo anche quale sarà il "guadagno" pubblico di un intervento che a suoi dire "non può essere in capo solo alla maggioranza".
Di fronte alla posizione di "Cambia" e "Bene Comune", ha fatto quasi sorridere il paragone Calolzio - Olginate proprosto sia dall'assessore Gandolfi sia dal sindaco Ghezzi, con esplicito riferimento alle strutture commerciali realizzate (o in divenire) dall'altra parte dell'Adda, in un comune in mano ad un'amministrazione della stessa area politica di chi "di qui" fa opposizione.
A.M.
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