Carenno, 4 Novembre: 'lezione di politica' dagli alunni

Carenno ha anticipato ai ieri, con i ragazzi, in attesa della cerimonia ufficiale prevista per domenica, la celebrazione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. In particolare, i giovani sono stati chiamati a raccolta davanti all’aiuola dedicata a Libero Grassi, imprenditore siciliano che si ribellò al pizzo, ucciso dalla mafia. Una mattinata importante, in cui il ricordo di tutti i caduti in guerra si è mescolato con quello di Grassi; in comune la brutalità di chi uccide per prevaricare l’altro.
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Il sindaco Luca Pigazzini è stato il primo a prendere la parola: “Mai come quest’anno e in questa giornata dobbiamo doverosamente ricordare i quattro ragazzi italiani morti tragicamente in Bosnia: Claudio Marchesi, Simone Ruzza, Franco Adriano Zecchi e Laura Procacci. Credo sia importante ricordarli per cercare di portare pace e serenità nel mondo. E ovviamente oggi celebriamo anche l’Unità d’Italia, avvenuta grazie a tutti i caduti in guerra”.
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Ha poi concluso il suo intervento con un messaggio forte: “Penso che le guerre derivino dalla mancanza di rispetto delle regole, che spesso sono vissute come un’imposizione, ma servono per garantire convivenza civile e serena”, ha asserito arrivando a condannare anche a mafia, facendo riferimento alla talea messa a dimora nell’aiuola in ricordo a Grassi, di cui ha parlato Mirco Bussolati, capogruppo degli alpini di Carenno: “Rappresenta divere cose: l’impegno dello stato contro la criminalità, la memoria storica per Falcone, la salvaguardia dell’ambiente e l’istituzione civile della scuola, luogo fondamentale di educazione. La talea verrà affidata a voi alunni e alla scuola, sono sicuro che la farete crescere forte e rigogliosa”.
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È stato poi il turno degli stessi studenti del plesso scolastico carennese, che per l’occasione si sono impegnati in alcuni lavori di grande impatto emotivo. Alcuni hanno sottolineato l’importanza della memoria, della legalità e di dire sempre la verità, mentre altri hanno esposto i loro cartelloni, pieni di frasi contro ogni guerra, a favore della pace. Sono stati citati anche l’articolo 11 della Costituzione italiana e la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, in un momento molto toccante. Anche i più piccoli non hanno fatto mancare il loro contributo, con frasi a effetto pronunciate sia in italiano che in altre lingue, come il francese, inglese o rumeno, un gesto di inclusione e di condivisione di ideali come la pace e la fratellanza.
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A chiudere la commemorazione sono state le parole di Alessandro De Lisi, curatore della Fondazione Falcone: “È difficile parlare dopo di voi (bambini): siete testimoni di eccellenza e un grandissimo patrimonio culturale. Ci avete dato una grande lezione di politica, nel senso più bello del termine. Volevo dirvi che una prerogativa di noi alpini è quella di essere invisibili: vogliamo sempre offrire servizio alla patria, ma non tutti siamo eroi e in prima linea. La parte più importante è di chi copre le spalle, e voi siete una seconda e una terza linea straordinaria”. 
D.L.
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