Galbiate, 4 Novembre: 'ricordare è un dovere civico'

Nella mattinata di domenica 8 novembre anche Galbiate ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
La mattinata si è aperta Piazza del Comune con il solenne alzabandiera, un gesto simbolico che ha invitato la comunità galbiatese a stringersi intorno ai valori di unità, libertà e pace. Sono seguiti poi gli omaggi alla lapide di Bartesate, a quella di Villa Vergano e quella di Sala al Barro. In centro la commemorazione con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e del mondo associazionistico.
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A prendere per primo la parola in Largo Indipendenza è stato il sindaco Piergiovanni Montanelli, che, dopo aver ringraziato i volontari presenti, ha ricordato tutti coloro che hanno dato la vita per il Paese: “Il nostro è stato un giro tra i monumenti ai caduti del territorio, testimoni silenziosi del sacrificio di chi ha dato la vita per i valori di libertà, democrazia e patria. Vi chiedo un minuto di silenzio per le quattro vittime del recente incidente in elicottero in Bosnia, nel quale sono venuti a mancare due membri dell’Esercito Italiano e due del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, e per tutte le persone che ci hanno sempre accompagnato in queste celebrazioni e che oggi non sono più tra noi”.
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A contestualizzare il significato profondo della ricorrenza è stato poi l'assessore alla Cultura e all’Ambiente Franco Limonta, richiamando le origini della giornata e l'eredità lasciata dal primo conflitto mondiale: “Tornare con la mente al 4 novembre 1918 significa ripercorrere la fine della Grande Guerra con il compimento dell'unificazione nazionale, ma anche con il momento in cui l'Italia dovette fare i conti con un prezzo umano facilissimo da dimenticare ma gravissimo da portare. Il nostro pensiero va ai volti dei giovani di allora strappati alla propria vita e scaraventati nel fango delle trincee e alle famiglie dilaniate dal dolore”. 
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L'assessore è poi passato alle sfide dell'attualità, affermando come nel mondo complesso e fragile di oggi la parola unità non può essere una formula astratta, ma una bussola quotidiana per riconoscersi comunità di destino. Di fondamentale importanza allora diventa il ruolo delle Forze Armate, le quali rappresentano un presidio di democrazia e pace, incarnando il volto solidale della Repubblica sia negli scenari internazionali che nel lavoro di tutti i giorni sui territori locali. 

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In chiusura, Limonta ha lanciato alla cittadinanza e ai più giovani un messaggio: “Ricordare il 4 Novembre non è un semplice esercizio di retorica, ma un dovere civico. Pace, libertà e democrazia non sono conquiste acquisite per sempre, ma beni preziosi da difendere quotidianamente con il dialogo e la responsabilità. Ai giovani consegniamo proprio questo testimone: costruire ponti è l'unica strada percorribile per dare un futuro degno alla nostra Italia e al mondo”. 
C.Fu.
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