La cronistoria, step by step del cantiere e i ''dettagli'' dei lavori

La partecipazione di tante personalità alla cerimonia di riapertura della Monte Piazzo testimonia l'importanza rivestita dall'arteria “del lago di Como e dello Spluga”: il taglio del nastro ha suggellato la conclusione, fortemente auspicata da Regione, Provincia e Comuni, dei lavori durati due anni.

Le autorità presenti alla cerimonia

Gli inevitabili disagi alla circolazione infatti hanno inciso sul turismo e sull'economia a diversi livelli, essendo la statale 36 uno snodo basilare per i collegamenti da e per la Valtellina, la Valchiavenna e l'Alto Lario, interessato da un flusso quotidiano di decine di migliaia di mezzi.

L'intervento sulla SS36 nel tratto tra Dorio e Piona si rese necessario nel 2012, dopo che i rilievi avevano evidenziato una situazione di criticità: l'ammasso roccioso al contorno della galleria “Monte Piazzo”, attraversato dall'omonima faglia, induceva un eccessivo stress tenso-deformativo sul vecchio rivestimento del tunnel, realizzato con canoni progettuali datati. Degradi e ammaloramenti diffusi ne erano conseguenza evidente.

Nel giugno 2012 iniziarono quindi i lavori di consolidamento del contorno e di rifacimento del rivestimento dissestato. Nello specifico gli interventi prevedevano, dopo la demolizione della vecchia copertura, la posa di centine reticolari e chiodature, la realizzazione delle opere di drenaggio della parete rocciosa, la posa dell'impermeabilizzazione e la realizzazione del nuovo rivestimento in calcestruzzo armato, dallo spessore di un metro. Inizialmente, su una lunghezza totale di 2.552 m di ogni canna della galleria era stato preventivato il rifacimento di 231 m nella canna a valle e 420 m in quella a monte, per un totale di 651 m complessivi. Tuttavia, per complicanze intervenute durante i lavori, l'intervento nella canna a monte fu ampliato da 420 m a 628 m, per un nuovo totale complessivo di 859 m.

Le attività di cantiere si sono articolate in due fasi, con lo scopo di consentire la circolazione a doppio senso nella canna di volta in volta non interessata dai lavori: dal 30 settembre 2012 al 13 giugno 2013 si è intervenuti nella canna di valle; dal 10 maggio 2013 fino alla conclusione dei lavori l'intervento ha riguardato la canna di monte.
Un periodo di particolare criticità è sopravvenuto nel maggio 2013, quando i controlli hanno fatto emergere un elevato rischio di collasso delle vecchie centine. Entrambe le canne sono state allora chiuse dal 10 maggio al 13 giugno 2013, di fatto deviando l'ingente carico di traffico sulle strade provinciali 72 e 62, lungo la sponda orientale del lago di Como. Nell'occasione Anas si impegnò con il ministro Lupi e con le autorità regionali ad accelerare al massimo i lavori, che furono conclusi con due settimane di anticipo rispetto alla data prefissata.

Nonostante questo “intoppo” il cantiere, il cui costo complessivo ammonta a 41 milioni di euro, è stato chiuso per tempo, ripristinando il doppio senso di circolazione nelle quattro corsie della “Monte Piazzo” e garantendo di nuovo il collegamento tra il capoluogo lombardo e la Valtellina, direttrice fondamentale per l'economia industriale e turistica regionale. Comprensibile quindi il clima perlopiù disteso dell'inaugurazione odierna, tutta incentrata sull'efficace collaborazione che ha permesso la realizzazione dell'opera.

Il taglio del nastro

La riapertura al traffico, prevista per la giornata di oggi, sarà scandita da diverse fasi: nel primo pomeriggio è stata riaperta la carreggiata nord; della carreggiata sud invece rimarrà aperta solo una corsia. Alle ore 22.00 quest'ultima sarà interessata da una chiusura, al fine di rimuovere definitivamente la segnaletica divisoria che permetteva il transito a doppio senso; infine tutte le quattro corsie della galleria riacquisteranno pienamente la viabilità originaria.
E.T.
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