Galbiate: festa per il 25^ CRI, si cercano nuovi volontari
Grande festa a Galbiate nella mattinata di oggi, domenica 17 settembre, in occasione del 25^ anniversario di fondazione della locale sezione della Croce Rossa Italiana. Un traguardo importante, come ha spiegato il direttore dell'unità territoriale galbiatese Giuseppe Spreafico: "oggi festeggiamo i 25 anni di istituzione della sezione galbiatese della Croce Rossa Italiana e abbiamo invitato tutte le associazioni del paese perché sono quelle che, insieme all'amministrazione comunale e ai medici di base, hanno dato vita a questo sodalizio fortemente voluto dalla cittadinanza. Grazie al loro contributo infatti abbiamo potuto acquistare la prima ambulanza, mentre i medici ci hanno aiutato nell'organizzazione dei corsi. Quando la sezione è stata fondata, nel 1992, contava 48 membri; nel corso degli anni il numero dei volontari è aumentato fino a toccare il centinaio di persone circa quattro anni fa, ma oggi a causa del turnover siamo rimasti in 52".
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La sezione galbiatese della Croce Rossa copre i turni di emergenza-urgenza al sabato e alla domenica, oltre che i notturni, e si occupa del servizio trasporto infermi avendo stipulato una convenzione con le case di riposo di Galbiate e Olginate. Il team conta anche un istruttore di disostruzione pediatrica e due istruttori specializzati nell'utilizzo del defibrillatore semiautomatico DAE, che tengono corsi alla popolazione e ai responsabili dei centri sportivi. "Le richieste sono molte e, data la longevità della popolazione, il nostro servizio è sempre più necessario. Giunti al 25^ anniversario auspichiamo che, come al momento della fondazione, altri cittadini si facciano partecipi e si uniscano al percorso formativo per dare una mano" ha concluso Spreafico. L'appello è stato ripreso anche dalla presidente del comitato provinciale della Croce Rossa di Lecco, Giovanna Brambilla: "25 anni sono tanti, la delegazione di Galbiate è importante per il territorio perché sicuramente sono molti i galbiatesi e non solo che ne usufruiscono. Il mio pensiero e la mia preoccupazione riguarda il numero di volontari: auspico che molte persone si arruolino nei prossimi corsi. È difficile diventare un volontario CRI, ma una volta entrati in questa grande famiglia poi non ci si lascia più; spero davvero che i giovani sentano il desiderio di unirsi alla nostra causa".
Don Erasmo Rebecchi
Seconda da sinistra Giovanna Brambilla, accanto a Giuseppe Spreafico e Benedetto Negri
Intorno alle ore 10 un lungo corteo guidato dal Corpo Musicale di Galbiate e composto da rappresentanti dell'amministrazione, delle forze dell'ordine, delle associazioni, di altre sezioni della CRI e dai volontari galbiatesi ha attraversato solennemente il centro del paese, per arrestarsi sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista. Le celebrazioni sono quindi proseguite all'interno della chiesa con la messa celebrata da don Erasmo Rebecchi. "Pensando alla Croce Rossa mi ha sempre colpito come è nata - ha detto il parroco rivolgendosi a fedeli, autorità e volontari durante l'omelia - era il 1859 e, durante la seconda guerra di indipendenza italiana, una delle battaglie più sanguinose del secolo si consumò sulle colline a sud del lago di Garda, a San Martino e Solferino. Un giovane svizzero, Jean Henry Dunant, assisté alla carneficina e, trovandosi di fronte a migliaia di giovani feriti e bisognosi d'aiuto si è domandato cosa potesse fare per lenire situazioni di questo tipo. Tornato a Ginevra, la sua città, raccolse delle persone e formò un comitato con rappresentanti di diverse nazioni per creare una squadra di infermieri volontari; stipulò così la prima Convenzione di Ginevra. Tutto è partito da un uomo che aveva assistito a uno scontro bellico e ha sentito dentro di sé il bisogno di rispondere a una richiesta di aiuto: il Signore veramente ci interroga e non desidera da noi delle frasi fatte ma delle risposte che coinvolgano la nostra vita, come ha fatto quell'uomo e come fanno ogni giorno questi volontari che investono tempo ed energie per il prossimo. Il Signore continua a farci una domanda e aspetta sempre da noi una risposta: quando la sua parola viene accolta diventa gesto, segno, disponibilità, generosità e motivazione ad agire per il bene della società, dei più deboli e di coloro che si trovano nel bisogno".
Elena Toni




















