Galbiate: nove giovani raccontano le loro esperienze all'estero tra gioie e difficoltà

Nella serata di mercoledì l'auditorium C.Golfari di Galbiate si è tinto dei colori di mille bandiere, grazie alle testimonianze di nove ragazzi galbiatesi che hanno raccontato in modo vivido le loro memorabili esperienze estere, fatte sia di nuove ed impreviste difficoltà che di aneddoti e ricordi indelebili.

I ragazzi di Smileland: Laura Mariani, Alessia Romani e Jacopo Binda

Primi a prendere parola davanti al microfono sono stati Laura, Jacopo e Alessia: tre giovani con alle spalle un bagaglio personale totalmente diverso, ma tutti accomunati dal progetto autofinanziato ed autogestito di "Smileland", nato nel 2012 grazie alla buona volontà di un gruppo di ragazzi di Galbiate con l'obiettivo di raccogliere fondi per diversi progetti in Kenya e Congo. A raccontare le bellezze di un Kenya verde e fertile, la cui scenografia spazia dall'arida savana alla costa cristallina, è Laura che all'età di 29 anni, dopo la laurea in infermieristica, è partita per la prima volta nel 2011 tramite la parrocchia del suo paese. Ad accoglierla, insieme allo sfondo della Rift Valley e del lago Vittoria che si stagliavano oltre le innumerevoli case variopinte e le piantagioni di the, è stato il St. Francis Village: istituto di accoglienza per ragazzi di strada a Nchiru, un piccolo paesino del Kenya della contea di Meru, e gestito dall'Associazione Amici di San Francesco di Osnago.

Gianluca Cesana e Matteo Mazzoleni

Lì Laura e gli altri volontari hanno contribuito al mantenimento di edifici, aule e dormitori per i giovani ospiti fin quando, l'anno successivo, con l'ufficializzazione dell'associazione "Smileland" e del gruppo "Galbiate per l'Africa", è iniziato un progetto di costruzione per un centro polifunzionale che offrisse un tetto sicuro ai ragazzi non solo durante il difficile periodo delle piogge ma anche quotidianamente per lo svolgimento delle lezioni e per la ricreazione.

I ragazzi dell'Associazione Gemellaggi: Filippo Tentori, Michela Panzeri e Alessia Nava

L'esperienza della giovane galbiatese - che negli anni è proseguita con il volontariato presso l'ospedale missionario di Santa Teresa e in due diversi orfanatrofi dedicati rispettivamente alla cura di bambini piccoli e alla terapia di giovani ragazze sieropositive - si è così intrecciata con quella di Jacopo e Alessia. Il primo, ormai habitué di esperienze di volontariato sin dal 2009., è infatti uno dei promotori sia del centro polifunzionale keniano che, nel 2015, di un innovativo progetto nella Repubblica Democratica del Congo realizzato con l'appoggio di un sacerdote di Piacenza e volto alla costruzione di un asilo nelle periferie di Kinshasa, la capitale. "I lavori sono iniziati nel 2016 con la costruzione delle fondamenta e dal 2017 sono stati edificati muri e pavimenti" ha raccontato Jacopo, reduce da viaggi precedenti di più di 40 giorni in Kenya e di due settimane in Congo. "A differenza di quanto accadeva in Kenya, in questo progetto i lavoratori congolesi sono molto più coinvolti e faticano duramente insieme a noi per l'obiettivo finale, ovvero il completamento del tetto che l'anno prossimo concluderà i lavori".

I ragazzi del progetto Erasmus Plus: Nadia Morbi, Stefano Panzeri e Davide Torchia

A condividere con lui le soddisfazioni ma anche le difficoltà del viaggio (come l'assenza di corrente o di acqua) è stata la new entry Alessia, la cui prima permanenza a Kinshasa è durata solo una settimana ma che già fantastica su una possibile nuova partenza per proseguire l'iniziativa umanitaria.
Diametralmente opposte, ma ricche dei medesimi ingredienti di generosità, fratellanza e condivisione, sono state le esperienze raccontate dai ragazzi dell'Associazione Gemellaggi di Galbiate, che dal 2001 propone scambi culturali con il comune "gemello" di La Londe-les-Maures, situato nel dipartimento del Varo della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
"In questi anni fra i vari momenti di gemellaggio ci sono stati scambi commerciali nei quali, nel periodo natalizio e successivamente in quello primaverile, noi siamo andati in Francia a proporre le nostre peculiarità artigianali mentre loro al contrario ci facevano visita durante la Festa di Galbiate o in autunno" hanno spiegato i rappresentanti del gruppo Matteo Mazzoleni e Gianluca Cesana.

Insieme a quelli folkloristici, il sodalizio si occupa anche di scambi culturali scolastici durante i quali diversi studenti italiani vengono accolti da alcune famiglie di La Londe, per poi scambiarsi il ruolo di "ospite" e "padrone di casa" l'anno successivo. A testimoniare la riuscita di quest'iniziativa è stato Filippo, classe 2002, che in seconda media è stato positivamente ospitato da una famiglia francese, instaurando un buon rapporto con il suo coetaneo "corrispondente" e scoprendo un sistema scolastico per molti aspetti diverso dal nostro. Allo stesso progetto hanno preso parte anche Michela e Alessia, che partendo da questa prima esperienza all'estero hanno poi deciso di cimentarsi in nuove avventure oltre il confine tricolore.

La prima, dopo una laurea in agraria, è infatti partita per un anno in Australia durante il quale è passata dal lavorare in una fattoria al fare la babysitter prima a Melbourne o poi a Sidney, innamorandosi tanto dell'unione tra moderno ed antico sprigionata dalla città quanto dei suggestivi paesaggi del country australiano. Altrettanto positiva è stata l'esperienza di "ragazza alla pari" di Alessia svolta per dieci mesi in Irlanda e per altri sette in Finlandia. "Mi ritengo fortunata perché in entrambi i casi ho trovato due famiglie con cui sono in contatto ancora adesso ed ho conosciuto moltissime persone sia italiane che del luogo. È stato davvero come trovare una seconda famiglia" ha raccontato alla platea con sguardo sognante.

Ultimi a prendere posto sotto i riflettori sono stati Davide, Stefano e Nadia che, reduci dal progetto di Erasmus Plus di European Youth Exchange organizzato dal Parco Ludico, hanno raccontato per la seconda volta la loro esperienza in Repubblica Ceca e Ungheria. Un precedente incontro tenutosi al Parco Ludico aveva infatti già visto protagonisti le storie dei tre ragazzi, che nella serata di giovedì hanno nuovamente voluto ricordare i loro viaggi insieme ai compaesani a dimostrazione di come i confini galbiatesi, per i suoi giovanissimi abitanti, siano illimitati e si spingano in ogni parte del mondo.


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Francesca Amato
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