A Sala al Barro in scena l'esercitazione provinciale di Protezione civile

Dopo un lungo lavoro preparatorio durato circa tre mesi e con il coordinamento delle forze istituzionali e di volontariato locali, nelle giornate di venerdì 8 e sabato 9 giugno si è svolta l'esercitazione di Protezione Civile a livello provinciale, comprendente anche l'ampio "tavolo di lavoro" della Comunità di lavoro Regio Insubrica composta da Regione Lombardia, Regione Piemonte, Canton Ticino e dalle Province di Lecco, Como, Varese, Novara e Verbano Cusio Ossola.

Le autorità e i membri della Protezione civile all'esercitazione provinciale di Galbiate

Vista la recente approvazione del codice di Protezione Civile nel quale è stata ulteriormente ribadita la necessità di testare i piani comunali e provinciali per renderli attuali e noti agli enti e alla popolazione, la giornata di venerdì è così stata dedicata ad attività conoscitive rivolte agli operatori specialisti in merito a fenomeni di dissesto nella realtà lecchese, proseguendo poi con la visita al centro di monitoraggio geologico gestito da ARPA Lombardia a Sondrio con l'obiettivo di focalizzare la discussione sulle grandi frane presenti nella nostra provincia, riguardo le quali il centro possiede competenze specifiche e dirette.


Grazie alla disponibilità di ARPA Lombardia, è stato possibile osservare il funzionamento del nodo di monitoraggio regionale, reso necessario dopo i tragici eventi alluvionali del 1987 in Valtellina e ancora oggi centro nevralgico di controllo dello stato di attivazione o quiescenza delle principali frane sul territorio. A dar modo di concretizzare le basi teoriche e le nozioni apprese il giorno prima è stata invece l'esercitazione pratica prevista per la mattinata di sabato 9 giugno: in accordo con tutte le forze operative del territorio tra cui Prefettura, Vigili del Fuoco, Polizia stradale, 118 e con i Comuni attraversati dalla SS36, operatori e volontari hanno difatti provveduto a testare il piano di gestione della mobilità della sponda orientale del Lario, simulando parzialmente una frana di crollo in roccia analoga a quella verificatasi otto anni fa a Varenna.

Da sinistra: Massimo Ceriani, Egidio De Maron, Fabio Valsecchi, Flavio Polano e Giovanni Murgia 


"Di fronte a questo evento per la prima volta si è sentita la necessità di proporre un piano di gestione della mobilità" ha chiosato Fabio Valsecchi, responsabile provinciale del servizio Protezione Civile, trasporti e mobilità. "Con il supporto dei Vigili del Fuoco, capitanati dall'ingegnere Giovanni Murgia, ANAS e Polstrada abbiamo verificato l'avvio del piano che vede la presenza di diversi posti di blocco lungo la Strada Provinciale 72, le cui strettoie devono essere presidiate in caso di chiusura della SS36 per coordinare il passaggio dei mezzi pesanti".


Diramandosi dal fulcro operativo delle attività esercitative - individuato presso il Centro Polifunzionale di Emergenza (CPE) in località Sala al Barro - i volontari hanno poi verificato il funzionamento delle strutture di Protezione Civile di livello provinciale, simulando contestualmente alcune criticità di dissesto idrogeologico di livello locale su alcuni comuni lecchesi grazie alla presenza di 20 professionisti dell'ordine dei geologi della Lombardia. Suddivisi in squadre, gli operatori capitanati dal Vicepresidente regionale dell'Ordine Geologi Egidio De Maron hanno così analizzato uno ad uno i casi locali più noti: la frana in località Valle dell'Oro per quanto riguarda il civatese; la verifica di una briglia sul torrente Inferno a Valmadrera; la triade malgratese di scenari nelle vie Selvetta, Pian Sciresa e Val Forca; la strada galbiatese verso Camporeso insieme alla frazione di Valmolina sul confine tra Galbiate e Garlate; la frana nel torrente Carpine a Monte Marenzo e del Serta a Calolziocorte; e da ultimo la verifica delle opere presso la Val Bandico nel territorio di Margno.

Il presidente della Provincia di Lecco, Flavio Polano


"Mi fa molto piacere che quest'iniziativa abbia visto coinvolti tutti gli enti che in caso di necessità possono o debbono intervenire" ha commentato soddisfatto il Presidente provinciale Flavio Polano, presente alla conferenza finale svoltasi presso la base polilogistica del CPE. "In queste situazioni più che mai la conoscenza reciproca e lo scambio di conoscenze diventano rilevanti, soprattutto nel caso nel nostro territorio che dal punto di vista idrogeologico si dimostra molto fragile. Si tratta di piccole frane che però creano grandi disagi e la cui soluzione non è mai semplice, motivo per cui le esercitazioni patiche come queste diventano essenziali" ha poi concluso, soffermandosi sull'importanza di continuare a spingere i giovani verso il mondo del volontariato.
Insieme alle schede di valutazione tecnica - che, adeguatamente compilate dai geologi a fine lavori, consentiranno una previsione del rischio residuale di una specifica zona a seguito di un problema di natura idrogeologica - è stata inoltre testata in contemporanea una specifica scheda di rilievo uniformata di livello sperimentale, predisposta invece dai colleghi del Canton Ticino con cui da anni si sono avviati una proficua collaborazione e uno scambio di buone pratiche.


Sulla stessa scia di sviluppo e condivisione, grazie al contributo di Regione Lombardia - rappresentata per l'occasione dal dottor Massimo Ceriani - è stata infine lanciata un'applicazione per smartphone che in futuro consentirà non solo di gestire via cellulare le comunicazioni alla sala operativa comunale, provinciale o regionale ma anche di mantenere un continuo e proficuo aggiornamento delle banche dati.
F.A.
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