Ospedali: avviato il nuovo servizio ristorazione appaltato per 43 milioni, con interventi strutturali. Dipendenti in agitazione

E' stata inaugurata ufficialmente quest'oggi, con tanto di menù di benvenuto, la nuova gestione della mensa dell'Azienda Ospedaliera e del servizio di ristorazione per il Manzoni, il Mandic e l'Umberto I voluta, tra le altre cose, per uniformare il livello qualitativo all'interno dei tre presidi. Ma già piovono le dure critiche da parte delle maestranze della società appaltante, la Dussmann Service, con la quale l'Ao ha stipulato un contratto - con data di inizio 3 novembre, ritardata a causa dei ricorsi delle realtà "perdenti" - della durata di 9 anni, per un importo complessivo di quasi 43 milioni di euro.
Lavoratori e lavoratrici dell'azienda, leader in tale settore, sono infatti in mobilitazione - come si legge in un comunicato diffuso dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - "per difendere i propri diritti".

Ma procediamo con ordine. La gara d'appalto, sicuramente di non poco conto visto l'importo in ballo e in considerazione dei 231.000 pasti erogati nel 2013 per degenti e i 490.000 per dipendenti, prevede a carico di Dussmann anche rilevanti interventi strutturali e impiantistici che interesseranno le cucine dei presidi ospedalieri di Lecco, Merate e Bellano. Programmato inoltre l'investimento in nuove attrezzature e tecnologie di ristorazione che consentiranno di rinnovare profondamente il servizio, sia dal punto di vista igienico-sanitario che nell'ambito della distribuzione dei pasti. Basti pensare, solo per fare un esempio, che è prevista la possibilità, per i reparti, di prenotare le pietanze online, elemento significativo soprattutto in caso di diete particolari.
L'impegno di spesa, a cui dovrà far fronte Dussmann, previsto per questi interventi (che procederanno senza mai interrompere il servizio), è di oltre 4milioni e 600mila euro.
I lavori più impegnativi interesseranno il Mandic ma anche a Lecco non saranno da meno. I tempi della loro realizzazione, una volta acquisite tutte le autorizzazioni necessarie, non dovrebbero comportare più di 150 giorni.

Se dunque il nuovo appalto, innovativo e con ampi margini di miglioramento per il servizio, è solo alle primissime batture iniziali, già sarebbero emersi dissidi tra i dipendenti e la società.
"Durante l'incontro con Dussmann, l'azienda ha confermato nella procedura di cambio appalto la riduzione dell'orario di lavoro - non riconosce 33,05 euro di accordo provinciale- non riconosce ai dipendenti i livelli lavorativi conquistati negli anni di lavoro con la loro professionalità- ha trasferito lavoratrici da Lecco a Merate , causando loro problematiche familiari non indifferenti- di trasporto e di costi" annotano i sindacati che chiedono dunque all'Ao un intervento risolutivo nei confronti della Dussmann per il rispetto del capitolato di gara e alla Dussmann stessa di:
- di ripristinare i livelli contrattuali
- di rivedere il monte ore di lavoro
- l'applicazione dell'accordo provinciale
- il ritiro dei trasferimento a Merate

Finchè non avranno risposte certe, i dipendenti "dichiarano lo stato di agitazione e il blocco delle ore supplementari e straordinarie".

Lo spazio è a disposizione per eventuali repliche.

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