Lecco perduta/138: il 'quadro' dei sindaci con... qualche novità

“Quadro” con i sindaci della città di Lecco
dal 1848 ai giorni nostri
Il “quadro” dei sindaci di Lecco dal 1848, epoca di elevazione del borgo a città, ai giorni nostri si può consultare negli uffici di segreteria particolare del primo cittadino, al primo piano del palazzo municipale di Piazza Diaz. La sua prima stesura, con relativa ricerca storica negli archivi di deposito del Comune, risale al 1968, anno centoventesimo della città. E’ stato l’allora sindaco Alessandro Rusconi che diede disposizioni alla sua segreteria, affidata ad Aloisio Bonfanti, di predisporre per la ricorrenza civica di San Nicolò, il 6 Dicembre, l’elenco dei sindaci, che mancava all’interno del civico palazzo. E’ stata decisiva per la lunga ricerca la collaborazione dell’applicato di segreteria Renzo Riva, lecchese del quartiere Acquate, che aprì i faldoni di carte conservati nell’archivio del Comune di Lecco, il sotterraneo che si trova nell’ala della Ripartizione Demografia. Vi fu anche l’importante contributo dell’avvocato Arnaldo Ruggiero, che nei suoi anni giovanili era stato collaboratore degli esponenti “cermenatiani” alla carica di sindaco. Tale ricerca portò a scrivere che il borgomastro più giovane era stato Giuseppe Ongania, nato nel 1869 ed eletto nel 1897, quando non aveva ancora compiuto 28 anni, essendo nato il 23 Dicembre. Ongania superava di poco il primo sindaco democristiano, nel 1948, Ugo Bartesaghi, che, essendo della classe 1920, era stato nominato a 28 anni compiuti. Ora un’importante segnalazione viene dal noto giornalista Giorgio Spreafico, per anni responsabile della redazione locale del quotidiano “La Provincia”, nonché autore di apprezzati testi su grandi imprese dei rocciatori lecchesi e non. Spreafico sottolinea il fatto che Guido Ghislanzoni, nato nel 1855 ed eletto nel 1882, supera in giovinezza di pochissimi mesi il primato di Ongania. I dati relativi a lui emergono a pagina 62 del volume II di “Piccolo mondo antico lecchese”, edito nel 1975 da Agielle. Ghislanzoni è, quindi, il sindaco record per la giovane età, avendo anche quello di longevità nella carica di primo cittadino, divisa con Giuseppe Resinelli (bisnonno di Pinin Resinelli). I due veterani sindaci raggiunsero il “tetto” dei sedici anni nel corso dell’Ottocento: Giuseppe Resinelli dal 1866 al 1882 e Guido Ghislanzoni che, in due tappe distinte, arriva allo stesso numero di anni, nel 1899. Ghislanzoni è ricordato nella storia della città con il fiore all’occhiello del suo mandato di primo cittadino: la costruzione, nel 1885, del monumentale palazzo scolastico nell’allora Via dell’Unione d’Italia, che divenne poi Via Ghislanzoni. Come già noto, i sindaci di Lecco erano giunti al numero di ventotto quando, nel 1993, l’esponente della Lega Giuseppe Pogliani ruppe la continuità democristiana durata quarantacinque anni, da Ugo Bartesaghi a Giulio Boscagli. Risultano, però, trentadue i sindaci della serie, in quanto sono quattro coloro che ebbero doppio mandato, disgiunto nella continuità. Dopo Giuseppe Pogliani, vi sono stati i sindaci Lorenzo Bodega, Antonella Faggi e l’attuale, Virginio Brivio. Quindi, l’elenco dei sindaci della città di Lecco, dal 1848, arriva al n. 35. C’è, invece, la novità di quello più giovane. Era ritenuto Ongania, ma Ghislanzoni vince con 1855-1882 rispetto allo stesso Ongania con 1869-1897: uno sprint sulla “fettuccia” della storia.
A.B.
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