Lecco perduta/405: quando a Lecco si vide per la prima volta la RAI TV

Settant’anni or sono, nel dicembre 1953, c’era un intenso lavoro di installazione presso abitazioni private e pubblici esercizi della storica novità del momento: l’apparecchio televisivo. Le trasmissioni ufficiali della neonata RAI TV italiana erano annunciate, come poi avvenne, dagli studi di Milano, in corso Sempione, il 3 gennaio 1954. Mancavano, quindi, allo storico evento 15 giorni esatti.
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Alfonso Molinari, tecnico TV

C’era un eccezionale impegno per i tecnici dei negozi di vendita degli apparecchi TV. Il problema maggiore era quello di sistemare le antenne sui tetti vicini in posizione tale da poter ricevere il segnale che non ovunque era recepibile.
Alcuni anni dopo Alfonso Molinari, residente in quartiere Castello, veniva intervistato dalla stampa locale come un giovane tecnico di una ditta lecchese che rivendeva apparecchi radio e TV. Molinari ricordò le installazioni dei primi apparecchi avvenute nel centro cittadino, in particolare in alcuni esercizi pubblici. L’intervistato, in quell’occasione, ebbe però modo di precisare “La prima conoscenza dei lecchesi con l’apparecchio televisivo risale ad alcuni mesi prima dall’inizio delle trasmissioni regolari della RAI. Io lavoravo alla ditta Luigi Stucchi e collocai un apparecchio TV nel salone della mostra Quinquennale, nell’agosto 1953, allestita presso l’Istituto Tecnico Badoni, al Caleotto. Migliaia di Lecchesi – dichiarò sempre Molinari –videro per la prima volta in quell’occasione l’apparecchio televisivo che riceveva trasmissioni sperimentali mandate in onda da Milano come concerti, spettacoli di prosa, cantanti noti in quel tempo, da Teddy Reno e Nilla Pizzi, da Jula De Palma ad Achille Togliani”.
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La diffusione della televisione, limitata all’inizio per problemi tecnici ed anche per ragioni finanziarie di costo dell’installazione, registrò un’incredibile impennata di presenza avviata nell’autunno 1955 con “Lascia o Raddoppia” condotta dall’ormai sempre più emergente Mike Bongiorno. Anche Lecco città ed i dintorni si paralizzavano il giovedì sera perché tanti volevano vedere “Lascia o Raddoppia” e si scatenava la caccia ai posti nei locali pubblici con la televisione, portando anche le sedie da casa. In alcuni locali cinematografici la proiezione delle pellicole veniva interrotta per trasmettere il gioco televisivo a quiz.
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Luigi Scanagatta

E’ stato un notevole contributo alla popolarità della TV nel territorio lecchese la partecipazione a “Lascia o Raddoppia”, nella primavera 1956, del maestro Luigi Scanagatta di Varenna, esperto di storia naturale ed ornitologia. L’insegnante lariano non superò le domande relative alla fase conclusiva della sua partecipazione mancando, quindi, il successo pieno ma ottenendo un significativo premio di consolazione che dichiarò subito di voler devolvere per lavori di restauro presso l’antica prepositurale di San Giorgio in Varenna.
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Nel frattempo il grande successo TV di “Lascia o Raddoppia” veniva “copiato” presso l’oratorio di Lecco che organizzava “Lascia o Triplica”, gioco a quiz promosso presso il Teatro del Sagrato dal gruppo Amici dei Ragazzi animato da don Giuseppe Tagliabue e da cooperatori oratoriani come Giacomo Galli, Ambrogio Bonfanti, Gianfranco Sacchi, Bruno Bianchi, Gianfranco Brambilla ed altri. C’era il notaio dott. Teodoro Berera, c’era l’avvocato, il giovanissimo Luigi Andreotti, lecchese di Maggianico. “Lascia o triplica” aveva intervalli musicali con l’orchestra Azalea, diretta da Peppino Mazzoleni ed il complesso CRAL Moto Guzzi, di Mandello Lario, con Sergio Todeschini; cantavano Martino, Filippo, Bozzola, Vento e la piccola Carmen Pisacane. Vi erano i numeri comici di Martino Badoni e Renzo Scalcinati. Presentava il popolare Gustavo Gnecchi con la giovanissima Gisella Stefanoni di Mandello Lario,  sorella del campione olimpionico di canottaggio, Ivo, timoniere dell’otto della Guzzi.
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Il primo vincitore dei gettoni d’oro pari a 72.000 lire di allora è stato lo studente del Parini Ezio Micheli di Mandello Lario, che frequentava l’ultimo anno di ragioneria. Nella serata di “Lascia o Triplica” del 5 maggio 1956 è stato ospite d’onore il maestro Scanagatta, reduce dallo strepitoso successo alla TV di “Lascia o Raddoppia. Le cronache del settimanale locale “Il Resegone” sottolineavano “Il simpatico maestro è stato assai festeggiato dal pubblico lecchese che come ogni sera di “Lascia o Triplica” riempiva il teatro presso l’oratorio San Luigi, già venti minuti prima dell’inizio dello spettacolo”.
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Sono ricordi lontani nel tempo con l’apparecchio televisivo che aprì una nuova stagione nella vita nazionale; lo “scatolone” “accorciò” la penisola facendo conoscere regioni lontane e diverse. Venne indicato come una novità “da fine del mondo”: in verità era l’inizio di un nuovo mondo. Oggi, però, settant’anni dopo, in un recente convegno sulla nuova informazione vi è stata una sorprendente relazione “La televisione: morte annunciata?”. Il declino sarebbe inevitabile di fronte al dilagare dei cellulari . Sarà proprio così?
A.B.
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