Lecco perduta/410: Giancarlo Riva, dalla Juventina di Pescarenico alla presidenza del CAI

La stampa lecchese, nell’aprile 2010, scriveva: “La parrocchiale di Castello ha accolto la cerimonia funebre di estremo saluto a Giancarlo Riva, personaggio dell’alpinismo lecchese, dirigente della sezione CAI e del Corpo del Soccorso Alpino a livello nazionale. Aveva 82 anni; abitava in via Palestro Era un imprenditore nel settore dei trasporti internazionali, guidando la sede della Fischer in via Piedimonte a Valmadrera”.
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Giancarlo Riva

Giancarlo Riva deve essere ricordato come “motore” delle celebrazioni del centenario CAI del 1974, nel suo ruolo di vice a fianco del presidentissimo Riccardo Cassin. 
Prima della montagna, però, ed è un aspetto poco conosciuto, Giancarlo Riva aveva amato il calcio. Era stato allenatore della Juventina di Pescarenico, squadra  vincitrice dei campionati di lega giovanile della FIGC, nonché serbatoio per il Calcio Lecco, in particolare negli anni ’50, quando portò in prima squadra tra i blucelesti Silvio Franchi, Giuseppe Logaglio ed Enrico Tantardini. I primi due militarono in serie A: Franchi nella Roma e nel Lecco, Logaglio nella Lazio e nel Bari. Presidente della Juventina era l’imprenditore Luigi Montanelli, delle ILRO di Pescarenico. La Juventina si allenava sul campo di calcio dell’oratorio di corso Carlo Alberto e giocava le partite casalinghe sul rettangolo di gioco che c’era al Caleotto, sull’area poi occupata dalla Petrolcarbo, in via Fiandra.
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La formazione della Juventina di Pescarenico con l'allenatore Giancarlo Ria

Dopo la Juventina la passione di Giancarlo Riva è stata tutta proiettata verso la montagna. E’ stato vice presidente della sezione CAI di Lecco per 15 anni, sino al marzo 1980, quando ne divenne presidente. Era stato, come già ricordato, braccio destro di Riccardo Cassin nelle celebrazioni del centenario CAI Lecco nel 1974/1975. La sede del CAI era allora nel palazzo Ghislanzoni di via Roma, che ospitava sedi di diverse associazioni locali.
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Giancarlo Riva, riconoscibile terzo partendo da destra, ad una riunione del CAI Lecco

Nelle manifestazioni dei 100 anni venne anche edito il volume “Un secolo di storia”, con la prefazione di Giovanni Spagnolli, presidente nazionale del CAI e presidente del Senato della Repubblica. Le iniziative del secolo del CAI Lecco hanno avuto la collaborazione dell’Azienda Turismo di Lecco, con il presidente Nino Lupica.
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La vecchia capanna alpina Stoppani, inaugurata il 15 settembre 1895

Giancarlo Riva, nel 1977 è stato anche il regista della riedificazione del rifugio Antonio Stoppani, sulle pendici del monte Resegone. La “capanna”, primo rifugio del CAI Lecco, inaugurato nel 1895 con il presidente Mario Cermenati, era stata ricostruita nel dopoguerra 1945/1946 in condizioni di emergenza, dopo la distruzione bellica avvenuta durante il rastrellamento nazista intorno al Pizzo Erna contro le nascenti formazioni partigiane nell’ottobre 1943. La nuova capanna Stoppani venne realizzata in moderna struttura, dopo la presentazione del progetto con apposita serata al Teatro della Società, gremito in ogni ordine di posti. L’inaugurazione avvenne nel novembre 1978, con l’intervento del sindaco di Lecco Giuseppe Resinelli. La stampa locale sottolineava “Il coordinatore numero 1 della ricostruzione del rifugio Stoppani è stato il vice presidente del CAI Lecco Giancarlo Riva”.
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La rinnovata capanna Stoppani, inaugurata nel novembre 1978

Nel 1974 Riva era divenuto anche responsabile della delegazione lecchese del Soccorso Alpino, una carica che rivestirà sino al 1982, divenendo, nel 1983, presidente nazionale del Corpo. Sono stati intensi di potenziamento delle strutture, dalle stazioni ai mezzi, alla preparazione dei giovani allievi volontari. Riva ha dato al Soccorso Alpino una nuova veste, modernizzandolo. E’ stato durante la sua presidenza che gli elicotteri hanno iniziato ad operare in montagna, grazie ad un accordo raggiunto con il 4° Corpo d’Armata. Il suo piglio e le sue indubbie capacità manageriali sono servite moltissimo. Era soprannominato Paietta per il suo carattere impetuoso, ma tanto generoso e deciso.
Riva è sepolto nel cimitero Monumentale di via Parini
Nella foto pubblicata della Juventina di Pescarenico non tutti i giocatori sono riconoscibili ed allora vengono elencati i cognomi in ordine sparso: Logaglio, Franchi, Tantardini, il portiere Picozzi, Toppi, Biffi, Sozzi, Brambilla, Aliverti, De Capitani, Badoni, l’allenatore Giancarlo Riva, l’accompagnatore Scola, ed un giovanissimo Adriano Montanelli.
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A.B.
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