Giornata della Memoria: presentato a Lecco il fotodocumentario 'Il muro dell'indifferenza'

Un viaggio della memoria da Lecco a Fossoli e poi a Mauthausen in Austria e a Majdanek in Polonia, seguendo le tracce dei "nostri" deportati nei campi di concentramento nazisti: è il fotodocumentario realizzato la scorsa estate da Andrea Pozzati ed Enrico Rolandi del fotoclub “Libero pensiero” e presentato ieri a Palazzo delle paure nell’ambito delle iniziative promosse in città in occasione della Giornata della memoria.
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Andrea Pozzati ed Enrico Rolandi

E se i treni dei deportati lecchesi hanno seguito altre direttrici, una tappa fondamentale di questo viaggio non poteva non essere il famigerato binario 21 della stazione centrale di Milano dal quale partivano i convogli verso i lager, diventato nel 2013 Memoriale della Shoah: ad accogliere i visitatori, la parola “indifferenza” incisa a grandi caratteri in un muro di cemento.
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Angelo De Battista, Gianni Lococciolo e Simona Piazza

A ricordare proprio come grazie all’indifferenza di troppi possano accadere e ripetersi genocidi, stermini e altri delitti contro l’umanità. Non a caso, dunque, “Il muro dell’indifferenza” è il titolo che Pozzati e Rolandi hanno dato al lavoro che assembla le foto dell’oggi, scattate durante il viaggio, e quelle di ieri, terribili immagini d’epoca, accompagnando lo sguardo con le testimonianze dei deportati, a cominciare dal lecchese Pino Galbani. 
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Un lavoro importante – ha detto nel suo intervento l’assessore comunale alla cultura Simona Piazza - «perché tutti sanno quanto è accaduto, ma pochi l’hanno interiorizzato e allora è importante che la memoria diventi attiva contro tutti i soprusi». Un’introduzione storica è stata fornita da Angelo De Battista dell’Anpi che ha appunto ricordato gli scioperi del 7 marzo 1944 in alcune fabbriche lecchesi (la Bonaiti, il Caleotto, la Badoni, la File), quando 26 operai lecchesi sono stati arrestati e deportati soprattutto a Mauthausen: 19 non sono più tornati. 
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Una vicenda nota – ha detto De Battista -, una vicenda che ogni anno viene ricordata. Meno noto, però, è che le deportazioni abbiano interessato il territorio lecchese in una misura ancora maggiore nel corso del 1944. Cifre precise ancora non esistono, ma i deportati del territorio dell’attuale provincia superano il centinaio, provenienti da 43 Comuni, e i morti accertati sono 9, periti nei campi di Mauthausen, Flossenburg e Auschwitz. Sono 17 i deceduti della città di Lecco, ben 32 della Valsassina e dalla Valvarrone, in genere cittadini rastrellati perché sospettati di collaborazione con i partigiani e con la rete di aiuti all’espatrio di ebrei o prigionieri in fuga.
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Le iniziative per la Giornata della memoria proseguiranno sabato 27 gennaio alle 10.30 lungo la scalinata che porta al santuario della Madonna di Lourdes, per la commemorazione davanti alla casa di Pietro e Lino Ciceri, padre e figlio, il primo morto il 4 gennaio 1945 a Gusen, un sottocampo di Mautahusen, il secondo fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944. Alla commemorazione interverranno il sindaco Mauro Gattinoni, la "numero uno" della Provincia Alessandra Hofmann e la vice presidente provinciale dell’Anpi Patrizia Milani.
Sabato sera, alle 21.00 in sala Ticozzi, è invece in programma lo spettacolo teatrale “Eja, eja, Tralalà” con Federica Bario, Luca Pedeferri e Fausto Tagliabue. Si tratta di un recital liberamente ispirato al libro di Gian Carlo Fusco “Le rose del ventennio”.
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D.C.
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