Lecco perduta/413: il 2000 venne salutato dal campanile

Vi sono anche i Ragni, i famosi rocciatori di Lecco che hanno portato il nome della città manzoniana sulle vette più famose del mondo, nella storia del campanile della basilica prepositurale di San Nicolò.
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I Ragni sul campanile

La prima “scalata” dei Ragni sul campanile era in programma nel luglio 1987 ma vennero i giorni tragici dell’alluvione in Valtellina. Le fotoelettriche dei vigili del fuoco, che dovevano accompagnare l’operazione dei maglioni rossi, vennero urgentemente mobilitate per le operazioni di soccorso nella zona di Morbegno ed al Pian della Selvetta, dove l’Adda, resa impetuosa e travolgente dalle eccezionali piogge, aveva sfondato gli argini.
I Ragni sul campanile vennero differiti alla prima domenica di ottobre, l’antica festa di Lecco in onore della Madonna del Rosario. L’iniziativa venne programmata nel pomeriggio e migliaia di persone seguirono dal cortile dell’oratorio San Luigi, dal sagrato, dal vasto parcheggio di via Parini (ex Serpentino marmi) e da altre vie vicine, l’arrampicata dei Ragni.
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Titolo di un articolo sulla manifestazione

La manifestazione ebbe un così largo richiamo popolare che si pensò subito ad una ripetizione. L’iniziativa, venne sottolineato nella cronaca della manifestazione, era anche un omaggio ai muratori che accompagnarono la costruenda torre con i massi di pietra che venivano allineato già squadrati e numerati nel cortile dell’oratorio.
Si ricordò, tramite lo speaker che accompagnava la manifestazione dal cortile dell’oratorio, che i lavori erano stati eseguiti dal capomastro lecchese Martino Todeschini, con la collaborazione del perito edile Aristide Tagliaferri di Mandello Lario. I muratori, esperti anche nel rimanere in condizioni di precario equilibrio sulle traballanti impalcature del costruendo campanile, provenivano in larga parte da Carenno.
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Il prevosto Busti con alcuni Ragni impegnati sul campanile (si riconosce nella foto il Ragno Pinuccio Castelnuovo, in abiti civili, assessore Comune di Lecco)

La scalata venne ripetuta, in particolare, a fine secolo Novecento, quando la stampa locale scriveva: “Verso il Duemila grande spettacolo a San Nicolò, al rintocco della mezzanotte; tra i coraggiosi anche mons. Roberto Busti. Il nuovo anno scende dal campanile, illuminazione a giorno per lo show campanilistico”.
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Mons. Busti con Walter Bonatti

L’iniziativa di essere sul campanile qualche minuto dopo i fatidici rintocchi della mezzanotte, quindi a fine Novecento ed inizio Duemila, era stata organizzata dal Comune di Lecco, con l’allora assessore Pinuccio Castelnuovo, noto Ragno di spedizioni intercontinentali, e la squadra del Soccorso Alpino. La festa della prima notte del Duemila venne illuminata a giorno da una fotoelettrica del comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecco, ma, prima ancora, orologio alla mano anticipando la mezzanotte, vennero programmate sul campanile scritte luminose augurali: “c’era una volta il Novecento”.
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Lo storico cippo di Rancio dei Ragni, con Pinuccio Castelnuovo, Dino Piazza ed altri veterani

La prima cordata che scese dal campanile venne formata dallo stesso assessore comunale di Lecco Pinuccio Castelnuovo, che fece da guida al prevosto mons. Busti. Sembra che quest’ultimo, scrisse sempre la stampa locale, si sia segretamente preparato per l’ascensione alla rovescia, quindi in discesa, su alcune guglie della Grignetta, avendo come istruttore lo stesso Castelnuovo ed alcune volte al suo fianco un rocciatore di eccezione come Walter Bonatti. 
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I Ragni in Municipio (l'assessore Pinuccio Castelnuovo è il primo in basso a destra)

Dopo la prima cordata inaugurale vennero annunciati sul campanile i componenti la squadra del Soccorso Alpino di Lecco, i carabinieri del Soccorso Alpino, un drappello di vigili del fuoco del comando provinciale lecchese. 
L’idea di una notturna sul campanile era spuntata nel pomeriggio della prima domenica di ottobre del 1999, quando una pattuglia di maglioni rossi festeggiò i 95 anni di inaugurazione dl campanile (notte di Natale 1904), scendendo in cordata con fumogeni colorati. Si pensò in quell’occasione ad una notturna nella vigilia di Natale, compleanno del campanile quando venne ufficialmente inaugurato nel 1904. La concomitanza con l’evento di apertura dell’anno giubilare consigliò che sul campanile, scalata o discesa in notturna fossero differite nella notte del Millennium. “A mezzanotte, quindi, venne deciso: il campanile si illuminerà a giorno quasi torcia di passaggio per un nuovo cammino di speranza nel Duemila”.
Un quotidiano locale sottolineò: “Mentre Roma vivrà il nuovo secolo e millennio con l’alzabandiera sulla piazza del Quirinale, la benedizione del Papa in San Pietro, Milano con fuochi e balli in piazza Duomo, a Torino ove la Molte Antonelliana verrà stappata come una gigantesca bottiglia, Lecco si affida ad un monumento simbolo e lo fa vivere tra luci e coloro con i rocciatori che hanno portato nel mondo il nome delle sue meravigliose montagne”.
E tutto ciò è veramente significativo poterlo ricordare nell’anno di 150° di fondazione della sezione di Lecco del Club Alpino Italiano.
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A.B.
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