Lecco perduta/421: quando ancora eravamo comaschi

Quando i lecchesi erano comaschi? Lo sono stati per 44 anni dal 1951 al 1995 quando si è votato per la prima volta per la nuova Amministrazione Provinciale di Lecco che era stata istituita con decreto del Presidente della Repubblica del 6 marzo 1992.
Alla vigilia del voto del 23 aprile 1995 si scrisse “I lecchesi hanno votato nove volte per il Consiglio provinciale di Como ma non vi sarà la decima: il 23 aprile votano per il nuovo e primo Consiglio provinciale di Lecco”. Le elezioni per la nomina del primo presidente della Provincia di Lecco sono avvenute in due turni: il primo il 23 aprile 1995 ed il secondo di ballottaggio il 7 maggio 1995. Si confrontarono in tale ballottaggio l’ex sindaco di Lecco Guido Puccio e l’ex sindaco di Valmadrera Mario Anghileri, entrambi democristiani. Guido Puccio era stato primo cittadino di Lecco dal 1970 al 1975: Mario Anghileri a Valmadrera dal 1986 al 1992. Venne eletto quest’ultimo.
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Mario Anghileri

La prima votazione per il Consiglio provinciale di Como nella storia dell’Italia repubblicana sono state quelle di fine maggio 1951. Da allora si è votato nel 1956, 1964, 1970, 1975, 1980, 1985 e 1990. Guarda caso alla scadenza elettorale dell’Amministrazione Provinciale di Como, nel 1995, la stessa era guidata da due lecchesi: il presidente Luciano Bettiga, socialista di Colico, ed il vice Giuseppe Canali, democristiano di Sirone, attuale presidente dell’Istituto Airoldi e Muzzi nel quartiere lecchese di Germanedo.
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Aldo Rossi
La prima novità del primo sportello decentrato a Lecco dell’Amministrazione Provinciale di Como risale agli ultimi anni lecchesi con Como. Venne promosso dal presidente Aldo Rossi con l’assessore, pure lecchese, Vittorio Calvetti. Lo sportello è stato affidato al giovane funzionario Luigi Sala ed era collocato presso villa Locatelli, in piazza della stazione ferrovia, presa in affitto dalla nota famiglia di produttori caseari. L’immobile venne acquistato dalla provincia di Lecco anni dopo, con il presidente Fiammighi. Luigi Sala è stato in Provincia sino al 1989, ricoprendo un ruolo di vitale importanza per sostenere la fascia lecchese nel territorio provinciale di Como.
C’è da ricordare che non mancarono anche iniziative culturali ed artistiche per rimescolare le carte fra Lecco e Como e far cadere possibili “barriere” geografiche o culturali di appartenenza. A tale proposito deve essere ricordata una mostra collettiva di pittori lecchesi aperta a Como, dove erano presenti nomi noti come Orlando Sora, Paolo Dell’Oro, Gianni Secomandi, Tino Stefanoni, Achille Zoccola, Ampelio Bonora, Amilcare Zelioli, Mario Mazzoleni ed altri.
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Giovanni Fiamminghi

Giovanni Fiamminghi, già sindaco di Malgrate ed assessore provinciale a Como dal 1970, è stato presidente della Provincia di Como dal 1972 al 1985. L’ultimo periodo lecchese con Como ha visto, come già ricordato, ai vertici della Provincia Luciano Bettiga di Colico.
Aldo Rossi era stato eletto nel Collegio di Lecco 1; è divenuto presidente della Provincia di Como nel 1958; confermato poi nel 1960 per il quadriennio sino al 1964. Vittorio Calvetti era stato eletto già dal 1951 in Brianza, nel Collegio di Brivio ed Olgiate. Calvetti è stato assessore alla pubblica istruzione per la provincia di Como e diventerà deputato nelle politiche dell’aprile 1963, rimanendo a Montecitorio per tre mandati elettorali sino al 1976. Tra i primi eletti del 1951 c’era il comunista Valentino Invernizzi, residente in quartiere Germanedo, per tanti anni nel Consiglio Comunale di Lecco e segretario  nazionale degli elettrici CGIL a Roma.
La sede attuale dell’amministrazione provinciale di Lecco, che vede alla presidenza Alessandra Hofmann. La sede dell’Amministrazione Provinciale di Lecco è sempre a villa Locatelli, in piazza della Stazione, che è stata ampliata con una nuova ala detta da alcuni la “bomboniera” e che anche ora registra lavori di restauro e di ritocco nella parte più antica del complesso su via Volta, che in origine sarebbe stato il palazzo del governatore, proiettato sullo storico Vallo delle Mura.
A.B.
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