Tentato omicidio di Maggianico: problemi con la traduzione, udienza rinviata

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È stata rinviata alla prossima settimana l’audizione del testimone che avrebbe assistito alla presunta aggressione avvenuta il 20 settembre 2024 presso la stazione di servizio di Maggianico. Per la stessa data è stato calendarizzato anche l’esame dell’imputato, un 19enne di origini magrebine, nato in Italia nel 2004, attualmente imputato davanti al Tribunale di Lecco in composizione collegiale con l’accusa di tentato omicidio. 
Secondo l’impianto accusatorio, il giovane, insieme a un altro connazionale di 28 anni, si sarebbe presentato quella mattina al distributore di carburante in corso Bergamo, dove saltuariamente lavorava, e avrebbe avuto un alterco con il gestore, un pakistano classe 2003. Dall’acceso diverbio sarebbe nata una violenta aggressione: il più giovane dei due – difeso dall’avvocato Marilena Guglielmana – avrebbe iniziato a colpire la vittima con una serie di sberle ed avrebbe estratto un coltello a serramanico con cui l’avrebbe ferita alla coscia, tentando altri fendenti. 
Nel corso del pestaggio anche l’altro magrebino avrebbe colpito la vittima con una scopa, ferendola su spalle e braccia e mandando in frantumi il cellulare del gestore, impedendogli così di registrare l’accaduto o chiedere aiuto. Stando all'impianto accusatorio, la vittima sarebbe riuscita a uscire dall’ufficio, dove sarebbe stata nuovamente percossa dal 19enne con un alzatombino, riportando ferite anche al volto e numerose contusioni. La prognosi complessiva per le lesioni subite dal giovane pakistano – costituitosi parte civile in questo processo e rappresentato dall'avvocato Riccardo Plenzik - è stata di 72 giorni, dopo il trasferimento in codice rosso all’ospedale Manzoni di Lecco. 
Alla base del rinvio dell’udienza odierna, però, ci sono state le numerose difficoltà linguistiche che hanno caratterizzato la deposizione del testimone oculare, anch'egli pakistano come la persona offesa: è stato infatti convocato per stamane un interprete di lingua urdu che, tuttavia, non è apparso sufficientemente fluente nell'esprimersi in italiano. La pubblica accusa, rappresentata dal PM Chiara Stoppioni, ha tentato con fatica ad interloquire sia con l’interprete designato sia direttamente con il testimone, senza però riuscire a condurre l’esame in maniera lineare e discorsiva. 
La presidente del collegio, Bianca Maria Bianchi, senti i giudici a latere Giulia Barazzetta e Martina Beggio, ha quindi deciso di posticipare l’audizione, disponendo la nomina di un nuovo traduttore con una maggiore padronanza della lingua italiana. 
Nel corso della faticosa deposizione sono inoltre emerse delle incongruenze tra quanto dichiarato oggi in aula e quanto riferito dal testimone agli operatori di polizia giudiziaria nell’immediatezza dei fatti. In particolare, il teste ha affermato tramite l'interprete di aver lavorato (in prova) per un periodo significativamente più lungo presso il distributore rispetto a quanto risulta agli atti e di aver visto spesso l’odierno imputato presso la stazione di servizio, circostanza che sembrerebbe in contrasto con le precedenti dichiarazioni. 
Si attende dunque la prossima settimana per riprendere un procedimento che richiede particolare attenzione e necessita di sviscerare ogni minimo particolare di quanto accaduto quel giorno. È invece atteso per la fine del mese di aprile l’esito del giudizio abbreviato nei confronti del secondo soggetto coinvolto nella presunta aggressione, difeso dall'avvocato Laura Bosisio, che ha scelto il rito alternativo davanti al gip Gianluca Piantadosi.
F.F.
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