Lecco accoglie la fiamma olimpica. Il passaggio lungo le vie del centro e l'arrivo in piazza con il dottor Piero Poli
Lecco trattiene il fiato fin dal pomeriggio, quando il lungolago e piazza Garibaldi iniziano a riempirsi lentamente. È una di quelle giornate in cui la città si riconosce nello spazio pubblico: famiglie, ragazzi, sportivi, curiosi. In Piazza Garibaldi il Villaggio Olimpico prende vita, mentre sullo sfondo si attende l’arrivo della fiamma, simbolo di un percorso che guarda a Milano-Cortina 2026 ma che, a Lecco, assume un significato tutto particolare.



La piazza è calda, viva, attraversata da applausi e cori. Sul palco si alternano voci diverse, storie che raccontano lo sport come esperienza umana prima ancora che agonistica. Eppure, a pochi metri, la scena si arricchisce di un altro elemento: una manifestazione pacifica, “in barricata” davanti alla piazza, sorvegliata dalle forze dell’ordine.

È una protesta contro le Olimpiadi considerate poco sostenibili, che si svolge senza tensioni, in silenzioso contrasto con la festa. Due immagini che convivono nello stesso spazio, restituendo la complessità del presente.
Dal palco, il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni richiama il senso profondo dell’evento. La città, dice, è emozionata perché sta vivendo qualcosa di globale, ma lo sport per Lecco è soprattutto futuro, educazione, costruzione di comunità. Il messaggio che le Olimpiadi devono portare con sé è un messaggio di pace, attorno al quale continuare a costruire legami.



Le parole diventano ancora più dense quando arrivano le testimonianze degli atleti. In collegamento video, il ginnasta Lorenzo Bonicelli, protagonista suo malgrado nei mesi scorsi di un brutto incidente in pedana, racconta ciò che lo sport gli ha insegnato: disciplina, sacrificio, determinazione. La sua carriera si è interrotta bruscamente, ma la fiamma non si è spenta. Parla della riabilitazione come di una nuova sfida, della speranza di tornare a fare ciò che ama, e di una filosofia di vita che va oltre il risultato.


Accanto a lui, sempre in video, Paolo Ghislanzoni porta un messaggio altrettanto potente. Dopo un grave infortunio, arrivato subito dopo la qualificazione a Parigi 2024, racconta la fiamma olimpica come “passione, energia, amore”. Lo sport, per lui, resta vita. Un concetto che prende corpo anche nel racconto dell’incontro con un ex ginnasta novantenne, ancora presente e partecipe: la prova che lo sport non è solo una stagione, ma un filo che attraversa tutta l’esistenza.


Si parla anche di futuro e di innovazione, di strutture e formazione. Lo sport, viene ricordato, è metodo, studio, responsabilità. Un percorso che forma atleti migliori ma anche cittadini più consapevoli. È lo stesso messaggio che emerge dagli interventi legati al mondo giovanile, dove lo sport diventa strumento di crescita personale, capace di insegnare organizzazione, determinazione, equilibrio. Tra questi, Alice Marcelli, giovane campionessa di arrampicata dei Ragni di Lecco, racconta come lo sport l’abbia aiutata in tutte le fasi della vita: “Personalmente mi ha migliorato l’organizzazione, la determinazione”, dice, sottolineando come anche le gare giovanili, pur lontane dalle Olimpiadi, contribuiscano a crescere.
Poi la fiamma arriva davvero. Sul lungolago le persone iniziano a correre accanto ai tedofori, a incitarli, a condividere fisicamente quel momento. C’è chi applaude, chi scatta foto, chi semplicemente corre per qualche metro per sentirsi parte del passaggio.
È un fiume umano che accompagna la staffetta: un mare di gente assiepata lungo il percorso, affacciata, in movimento, che acclama la fiamma mentre attraversa il centro cittadino. Il suo ingresso in Piazza Garibaldi è accolto da un boato, da telefoni alzati e sguardi emozionati, in un istante che concentra entusiasmo, orgoglio e partecipazione collettiva.


In Piazza Garibaldi l'esplosione di emozione e gioia con l'arrivo quale "ultimo" tedoforo del dottor Piero Poli, primario di Ortopedia all'ospedale Manzoni di Lecco e già campione olimpico di canottaggio, a cui è spettato il compito di accendere il braciere alla presenza delle autorità cittadine, a partire dal sindaco Mauro Gattinoni.


"Sono più emozionato di quando ho vinto le Olimpiadi. Là ero preparato, qui è stata una cosa nuova", le parole del medico, che già ai nostri microfoni - pur non sapendo ancora quale tratto del percorso gli sarebbe stato assegnato - si era detto onorato dell'opportunità.



Tante, insomma, le emozioni vissute in questa fredda domenica invernale, in cui la città di Lecco è stata parte attiva di un momento davvero storico, in attesa che i Giochi prendano il via e accendano su di sè i riflettori del mondo intero.



La piazza è calda, viva, attraversata da applausi e cori. Sul palco si alternano voci diverse, storie che raccontano lo sport come esperienza umana prima ancora che agonistica. Eppure, a pochi metri, la scena si arricchisce di un altro elemento: una manifestazione pacifica, “in barricata” davanti alla piazza, sorvegliata dalle forze dell’ordine.

È una protesta contro le Olimpiadi considerate poco sostenibili, che si svolge senza tensioni, in silenzioso contrasto con la festa. Due immagini che convivono nello stesso spazio, restituendo la complessità del presente.
Dal palco, il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni richiama il senso profondo dell’evento. La città, dice, è emozionata perché sta vivendo qualcosa di globale, ma lo sport per Lecco è soprattutto futuro, educazione, costruzione di comunità. Il messaggio che le Olimpiadi devono portare con sé è un messaggio di pace, attorno al quale continuare a costruire legami.



Le parole diventano ancora più dense quando arrivano le testimonianze degli atleti. In collegamento video, il ginnasta Lorenzo Bonicelli, protagonista suo malgrado nei mesi scorsi di un brutto incidente in pedana, racconta ciò che lo sport gli ha insegnato: disciplina, sacrificio, determinazione. La sua carriera si è interrotta bruscamente, ma la fiamma non si è spenta. Parla della riabilitazione come di una nuova sfida, della speranza di tornare a fare ciò che ama, e di una filosofia di vita che va oltre il risultato.


Il passaggio della fiaccola sul lungolago all'altezza di piazza Cermenati
Accanto a lui, sempre in video, Paolo Ghislanzoni porta un messaggio altrettanto potente. Dopo un grave infortunio, arrivato subito dopo la qualificazione a Parigi 2024, racconta la fiamma olimpica come “passione, energia, amore”. Lo sport, per lui, resta vita. Un concetto che prende corpo anche nel racconto dell’incontro con un ex ginnasta novantenne, ancora presente e partecipe: la prova che lo sport non è solo una stagione, ma un filo che attraversa tutta l’esistenza.


Si parla anche di futuro e di innovazione, di strutture e formazione. Lo sport, viene ricordato, è metodo, studio, responsabilità. Un percorso che forma atleti migliori ma anche cittadini più consapevoli. È lo stesso messaggio che emerge dagli interventi legati al mondo giovanile, dove lo sport diventa strumento di crescita personale, capace di insegnare organizzazione, determinazione, equilibrio. Tra questi, Alice Marcelli, giovane campionessa di arrampicata dei Ragni di Lecco, racconta come lo sport l’abbia aiutata in tutte le fasi della vita: “Personalmente mi ha migliorato l’organizzazione, la determinazione”, dice, sottolineando come anche le gare giovanili, pur lontane dalle Olimpiadi, contribuiscano a crescere.
È un fiume umano che accompagna la staffetta: un mare di gente assiepata lungo il percorso, affacciata, in movimento, che acclama la fiamma mentre attraversa il centro cittadino. Il suo ingresso in Piazza Garibaldi è accolto da un boato, da telefoni alzati e sguardi emozionati, in un istante che concentra entusiasmo, orgoglio e partecipazione collettiva.


A sinistra Severino Aondio, il tedoforo 93enne scelto dal Comune di Lecco
insieme a Marco Cariboni e alla giovanissima atleta Lisa Guerrera
insieme a Marco Cariboni e alla giovanissima atleta Lisa Guerrera
In Piazza Garibaldi l'esplosione di emozione e gioia con l'arrivo quale "ultimo" tedoforo del dottor Piero Poli, primario di Ortopedia all'ospedale Manzoni di Lecco e già campione olimpico di canottaggio, a cui è spettato il compito di accendere il braciere alla presenza delle autorità cittadine, a partire dal sindaco Mauro Gattinoni.


"Sono più emozionato di quando ho vinto le Olimpiadi. Là ero preparato, qui è stata una cosa nuova", le parole del medico, che già ai nostri microfoni - pur non sapendo ancora quale tratto del percorso gli sarebbe stato assegnato - si era detto onorato dell'opportunità.



Tante, insomma, le emozioni vissute in questa fredda domenica invernale, in cui la città di Lecco è stata parte attiva di un momento davvero storico, in attesa che i Giochi prendano il via e accendano su di sè i riflettori del mondo intero.
B.P. - G.D.





















